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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

Parma 27 febbraio 1947 – Diso (Lecce) 16 giugno 2012. Regista. Sceneggiatore. Figlio del poeta Attilio, fratello del regista Bernardo. Tra i suoi film: Berlinguer ti voglio bene (1987), I cammelli (1988), L’amore probabilmente (2001). Sceneggiatore tra l’altro di: Novecento (Bernardo Bertolucci, 1986), Tu mi turbi (Benigni, 1982), Non ci resta che piangere (Troisi e Benigni, 1984). «Credo di avere “inventato” Roberto Benigni».
• «A partire da Berlinguer ti voglio bene, credo di lavorare in una linea meno riconoscibile: non mi aspetto dei plebisciti, ma è la mia strada e la rivendico. Nelle mie intenzioni, secondo una vecchia regola leninista, è far diventare maggioranza la minoranza. E credo che lo stesso pubblico che è preda di una specie di coma mediatico desideri anche uscirne. Mi sento, senza presunzione, di essere l’anello mancante».
• «Non so se tutti i padri insegnano la gioia e l’angoscia, ma non tutti sono figli di un poeta, di un poeta che ha molto raccontato la famiglia. Essere stato oggetto delle sue poesie mi ha spinto, a mia volta, prima a dipingere, poi a scrivere poesie e infine a fare dei film per ritrovare una prima persona, un io, per sottrarmi al destino di personaggio, e tutto questo è avvenuto attraverso la gioia e l’angoscia che mio padre ha provocato, in modo anche involontario».
• Per molti anni presidente della Cineteca Comunale di Bologna.
• Uno dei cinque registi che hanno ripreso dieci anziani affetti da demenza senile seguiti dall’istituto Giovanni XXIII (progetto Memo Film): «L’idea è stata dello sceneggiatore dei film di Stefano Incerti, Eugenio Melloni, che aveva una persona cara malata di Alzheimer che non riusciva a ricordare la morte della moglie. Le conseguenze erano strazianti, perché ogni volta, quando si parlava della cosa all’anziano vedovo, si rinnovava il lutto, allora Melloni ha pensato di memorizzare la notizia su una videocassetta».
• Negli ultimi anni si era dedicato principalmente al teatro, con spettacoli di segno politico come ’Na specie de cadavere lunghissimo dedicato a Pasolini e L’ingegnere Gadda va alla guerra, con Fabrizio Gifuni, interprete di entrambi.
• Nel 2011 è uscito Cosedadire (Bompiani), all’interno del quale Bertolucci mette insieme ricordi personali e di vita familiare, riflessioni su cultura e attualità, aneddoti legati agli incontri con intellettuali come Zavattini, Benigni, Pasolini, Fellini.
• «Gli devo tutto. Ho passato con lui gli anni più belli della mia giovinezza. Era il mio amico. Il mio primo amico, il mio primo regista, il mio primo autore» (Roberto Benigni).
• «Perspicace, intelligente, ma anche sornione e molto buono. Era pacifico e pacioso, cose rare in un uomo» (Stefania Sandrelli).