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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Campogalliano (Modena) 2 febbraio 1951 – Modena 11 aprile 2010. Politologo. Dedicò numerosi saggi alla realtà politica e sociale italiana, con particolare attenzione agli orientamenti culturali e ai fenomeni del costume. Cresciuto professionalmente nella casa editrice Il Mulino, ricoprendo diversi ruoli nella direzione editoriale, dopo la sua uscita dall’editrice continuò a far parte del comitato di direzione della rivista Il Mulino, di cui fu vicedirettore fino al 2000 e direttore dal 2003 al 2008. Dopo avere collaborato come opinionista con Resto del Carlino, Messaggero, Stampa e Sole-24 Ore, fu editorialista di Repubblica ed Espresso. Nel 2006 grande successo per il suo Venerati maestri. Operetta immorale sugli intelligenti d’Italia, nel 2007 pubblicò il saggio Adulti con riserva. Com’era allegra l’Italia prima del Sessantotto, nel 2008 Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica, nel 2009 Liù. Biografia morale di un cane (tutti editi da Mondadori). In tv (Raidue) Giù al nord (2007), Su al Sud (2008), Un paese chiamato Po (2009). Nel 2008 ha scritto i testi di Sarà una bella società, «spettacolo teatrale con musica» sugli anni Cinquanta e Sessanta interpretato da Shel Shapiro, cui è poi seguito Beatnix. Racconti, poesie e musiche della Beat Generation, scritto insieme a Shapiro. È morto a 59 anni per un tumore ai polmoni. «Con lui se n’è andata una figura molto rara nel panorama culturale italiano, un intellettuale capace di raffinate e rigorose analisi politologiche e insieme di vertiginose disquisizioni sulla canzone, sul calcio, su Gatto Silvestro, sul niente. Aveva un lato fanciullesco con cui riusciva a trasformare ogni incontro in una festa, in un arricchimento, in una sublimazione del gossip. (...) Era un adulto con riserva» (Aldo Grasso) [Cds 14/4/2010].
• La madre era stata costretta a interrompere gli studi nonostante gli ottimi esiti: «Aveva accettato di imparare a lavorare da sarta. Ancora più di vent’anni dopo se ne dispiaceva un po’: e a pensarci adesso viene in mente che la selezione di classe, come avremmo detto in seguito, nasceva anche dalla rassegnazione, dal non sapersi vedere in altra posizione se non quella conferita dal destino, e dalla fisiologia sociale». Dal padre aveva ereditato la passione per la musica: «Mio padre estraeva dalla custodia il clarinetto, verificava le condizioni dell’ancia, poi si scaldava il fiato con le dita, e alla fine tirava giù una Mazurka di Augusto Migliavacca, con un virtuosismo meraviglioso e uno sforzo impressionante».
• «Editorialista geneticamente urticante e inguaribilmente prodiano, indugia sui vizi dei colleghi, da Paolo Mieli a Ferruccio De Bortoli, dal “catastrofista” Giovanni Sartori al rivoluzionario Giuliano Ferrara, che come Aureliano Buendia “promosse 34 sollevazioni armate, perdendole tutte”» (Andrea Scanzi recensendo Venerati maestri).
• «Detesto quelli che sanno individuare sempre nuovi problemi. Mi piacciono le soluzioni». «A me piace tutto ciò che è popolare, come il cinema e il calcio, e sono convinto che difficilmente il popolo sbagli. Invece la sinistra non pensa al popolo, ma ai miti popolari. Cioè a Benigni e a Baricco, ai totem culturali delle professoresse democratiche» (presentando Sinistrati). «Quando la sinistra attraversa la strada, c’è sempre di mezzo un tram» (da Sinistrati). Celebre il suo ritratto di Prodi: «l’uomo gronda bonomia da tutti gli artigli».
• «Ma come, uno con l’intelligenza di Berselli si occupa di canzonette, di calciatori, di Gatto Silvestro... Uno così, con un po’ più di rigore scientifico potrebbe onorare l’Alma Mater; uno così, con un po’ più di rigore ideologico potrebbe essere l’intellettuale di riferimento del nascente Pd. Invece, uno così, se lo incontri a cena, la sera giusta, è capace di farti un’imitazione del Dr. Joaquín Navarro-Valls che a Zelig se la sognano. Berselli non imita la voce, imita il pensiero, lo precede, lo sovrasta. E pazienza per il rigore. Per lui resta solo quello dagli undici metri» (Aldo Grasso).