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 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• Vidalenzo (Parma) 13 luglio 1924 – Milano, 25 luglio 2014. Tenore. Studi a Parma e a Brescia (con il baritono Edmondo Grandini). Debuttò come baritono a Lecce nel 1948, Figaro nel Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini. Tenore dal 1951, ha avuto grande successo in Italia e all’estero. Eleganza e capacità di interprete ne hanno fatto uno specialista del canto verdiano. Nel 2010 Oscar della Lirica alla carriera (Golden Opera Award) e premio Una vita nella musica - Artur Rubinstein, accompagnato un ovazione senza uguali in teatro a detta dello stesso Presidente dell’Associazione Rubinstein Bruno Tosi. Insignito dell’Ambrogino d’oro nel 2011.
• «È nato ventitré anni dopo la morte di Giuseppe Verdi, ma a sentirlo raccontare, È come se gli fosse sempre stato accanto, e vivo» (Sandro Cappelletto): «Sono nato a un chilometro dalla sua villa, a Sant’Agata. Saltavo a piedi, sarà un metro, la Ongina, il torrente che divide Parma da Piacenza, guardavo le sue finestre, il giardino e mi sembrava di stare in sua compagnia. Qua si cresceva a polenta, formaggio e romanze di Verdi. La terra i contadini la amano sempre. Di primavera perché rinasce, in autunno non c’è niente al mondo di più bello della nebbia che si infila tra i pioppi che vanno verso il Po, l’inverno si sta insieme in osteria. E poi, non ho scelto io dove nascere! Quando ho debuttato, mi han chiamato il tenore contadino. Mica un’offesa, volevano dire che ero di queste parti, che ero uno di loro, e anche che avevo nella voce la cordialità della nostra gente. I contadini lavoravano dalle quattro della mattina fino a notte; le vacche le mungevano una per una, a mano. Un giorno, mentre aiutavo mio padre a fare il formaggio, ho visto passare un casaro che non stava in piedi dalla fatica e ho detto: “Come è vecchio”. E mio padre: “Sì, ha già cinquant’anni”. Morivano presto per quanto lavoravano. Ho debuttato nella Messa di Lorenzo Perosi, poi sono andato a studiare al Conservatorio di Parma. Ancora oggi, quando canti al Regio non puoi scherzare, lì capiscono davvero. Cantare da tenore è una vita di sacrificio, sempre. Io avevo una tecnica che mi permetteva, anche se non ero in forma perfetta, anche se non stavo bene, di finire una recita senza disastri. Bergonzi canta senza “cover”, senza doppio, dicevano gli impresari».
• Giorgio Gualerzi: «Ricordo una volta Carlo Bergonzi nella Luisa Miller. Dopo l’aria, grande applauso. Torna il silenzio e una voce dal loggione urla: ”Verdi ringrazia”».
• Durante i soggiorni a New York, abitava nello stesso palazzo di Luciano Pavarotti.
• Charles Aznavour era tra i suoi estimatori.
• Una moglie, Adele Aimi (sposata nel 1950). Due figli, Maurizio, nato nello stesso giorno del suo debutto come tenore, e Marco.