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 2018  settembre 25 Martedì calendario

• Medicina (Bologna) 12 gennaio 1962. Cuoco. Con Gualtiero Marchesi è lo chef più titolato d’Italia (sette stelle Michelin: una per il Grotta di Brisighella, due per il Trigabolo, ad Argenta, due per la Locanda Solarola, due per il Ristorante Arquade). Nel 2010 si trasferì per un periodo in Brasile; nel 2012 aprì il ristorante Cotidie a Londra, ma lo chiuse dopo poco più di un anno per i troppi impegni.
• Approda in televisione con la trasmissione Under 30, su Gambero Rosso Channel. Dal 2011 è giudice di MasterChef Italia con Carlo Cracco, Joe Bastianich e, dal 2015, anche Antonino Cannavacciuolo; dal 2014 giudice di Junior MasterChef Italia con Lidia Bastianich e Alessandro Borghese. Ha scritto dodici libri, l’ultimo: Via Emilia, via da casa. Ricette e racconti di un cuoco sempre in viaggio (Rizzoli, 2014).
• «È lui, dietro la faccia da buono e le maniere cortesi, quello più implacabile nel giudicare gli errori degli aspiranti chef: cultore della pasta, vivisezionatore dei ripieni, maniacale nell’arte di “impiattare”, ha il copyright del termine “mappazzone” (dicesi a Bologna di piatto troppo pieno, pesante). (…) “Mio padre è andato in Spagna quando ero molto piccolo ed è tornato che avevo 17 anni. Non ero abituato alla sua presenza. Poco dopo, mi sono imbarcato come chef su una nave da crociera ai Caraibi. Mia madre lavorava a Bologna, prima in una sartoria, poi in un’azienda di maglieria per bambini. Io e mia sorella Brunella, maggiore di tre anni, vivevamo con mia nonna materna a Piccolo Paradiso; è stata lei a insegnarmi a cucinare. Era molto rigorosa: a tavola ogni giorno ci interrogava sul cibo che avevamo nel piatto, chiedeva il periodo dei pomodori, dei piselli, dei fiori. E quando eravamo disubbidienti, non ci picchiava con le mani, ma prendeva dietro casa delle foglie giganti di ortiche e ci inseguiva colpendoci sulle gambe. A sei anni ci trasferimmo a Bologna, dove cucinavo per Brunella: iniziai con le colazioni, ma a dieci anni preparavo già tutti i pasti completi”» (Sara Faillaci) [Vty 8/1/2014].
• Lui e la sorella hanno lo stesso nome (lei si chiama Brunella): «La mia famiglia è un po’ strana. In casa nostra le donne sono sempre state molto forti, gli uomini meno presenti e fissati con le regole. Il rapporto con mio padre è stato a lungo un problema; da piccolo ho sofferto la sua assenza, ma è difficile costruire un rapporto con un genitore da adulto. Intorno ai 20 anni sono andato anche in analisi: ero un po’ in crisi, per aver fatto l’alberghiero. Diventare cuoco era stata una mia scelta – mia madre mi ha sempre lasciato libero – ma temevo che mio padre non la condividesse. Con il tempo, da grande, ho cercato di riavvicinarmi a lui e penso di esserci riuscito: a 87 anni, dopo un tumore, continua a essere avaro di complimenti, ma lo vedo che mi guarda con occhi diversi» [Faillaci, cit.].
• Ha iniziato a cucinare grazie alla nonna: «Faceva la perpetua e si sa che dalla cucina del prete passavano le cose migliori: faceva anche i formaggi. Poi ho capito che cucinare mi avrebbe permesso di viaggiare: infatti a 18 anni ero a New York» (a Sara Tieni) [Vty 12/3/2014].
• «Mia madre, che ha 78 anni, mi sgrida: “Ti ho visto in tv, non pensavo di aver messo al mondo un figlio così stronzo”» (a Silvia Fumarola) [Rep 22/1/2013].
• È appassionato di calcio («Ero un campioncino in erba: arrivai a giocare nel Bologna. Penso che ce l’avrei fatta a emergere anche come calciatore perché ero maniacale, come in cucina: curavo le scarpe con il grasso di foca, cambiavo i tacchetti a seconda della temperatura») e di moto (ha una Triumph Bonneville).
• Ama la cura del corpo: «Sono molto attento: non mangio mai fuori pasto e niente alcolici. A Pranzo, 100 gr. di pasta superpesata, e 180 gr. di carne o pesce a cena. Tanta verdura. Non voglio fare il fighetto, ma così mi sento bene. Sudo pochissimo (...) Vado in piscina, faccio 50 vasche (...) Sul viso la mattina applico creme a cui aggiungo anche olii essenziali. Quando posso faccio sauna e bagno turco e lo scrub al corpo. Mi piace andare nelle Spa. L’ho imparato dagli arabi» (Maria Teresa Veneziani) [CdS 12/10/2013].
• Sogna di aprire un ristorante nella sua città, Bologna, e di cucinare per il suo attore preferito, Johnny Depp: «Mi ha folgorato in Edward mani di forbice: è un grande attore e anche un trasformista, proprio come me, portiamo persino gli stessi occhiali» [Faillaci, cit.].
• «Secondo me se a Balotelli gli faccio io un piatto di tagliatelle o un piatto di tortellini nella finale dei Mondiali due pappine gliele mette dentro» (a Giordano Brega) [Affaritaliani.it 11/3/2014].
• È fidanzato con una ragazza conosciuta alla mensa di Sky: «Sì, mangio in mensa. È divertente perché all’entrata c’è una gigantografia dei tre giudici di MasterChef!» (Bruno Barbieri a Le invasioni barbariche, su La7, nel marzo 2014).
• «Rapporti omosessuali non ne ho mai avuti, ma è capitato che fossimo in tre o quattro e ci fossero anche uomini» (a Sara Faillaci).
• Ha tre nipoti, figli di sua sorella, che considera come suoi, Elena, Giulia e Simone: «Non vorrei mai che ricalcassero le mie orme. Devono andare al liceo e all’università, poi se vogliono possono cucinare. È una vita di grandi sacrifici. Io ho iniziato a 14 anni all’alberghiero, che però non formava bene come oggi. E quindi mi manca quella parte culturale, un po’ radical chic, che serve alle cene per citare questo o quello, parlare come tutti metà in italiano e metà in inglese. Ma sto recuperando, perché sono orgoglioso, se mi metto in testa una cosa la raggiungo» (a Marianna Aprile) [Ogg 5/3/2014].