Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 12 Martedì calendario

• Gallipoli (Lecce) 12 novembre 1952. Imprenditore (vendita di idrocarburi). Ex senatore (Forza Italia), nel 2008 alla Camera (Pdl). Ex proprietario del Gallipoli Calcio. Per anni sostenitore di Massim D’Alema poi nel 2002 è passato nella Cdl ed è sceso in politica.
• Antonio Calitri: «Single, basso e rotondo con i baffi che fanno tanto SuperMario del videogioco più famoso, di fatto è un personaggio che ha saputo annusare l’aria e salire sul carro del vincitore. Merito dell’ex governatore pugliese Raffaele Fitto e merito soprattutto della locale squadra di calcio. Nel 2002 ha acquistato il Gallipoli Calcio che militava tra i dilettanti della serie Eccellenza promettendo di portarla in serie B, “B” come Barba diceva. E in sette stagioni, dal 2002 al 2009, portò effettivamente la società in serie B (ci restò solo per un anno). Nato come imprenditore petrolifero ha trovato nella politica il suo presente e il suo futuro. Se Fitto gli ha affidato il compito di cancellare D’Alema, lui l’ha preso in parola e dal 2004 partecipa ad ogni competizione. Prima si è candidato alle suppletive del 24 e 25 ottobre 2004, quelle per il seggio di D’Alema alla Camera. Conquistò il 40,1% dei voti ma non gli bastarono. Sei mesi dopo Fitto gli aprì le porte del consiglio regionale. Siamo nel 2006 e Barba tenta il colpaccio. Senatore per Forza Italia e sindaco di Gallipoli. Ma le cose non vanno troppo bene e dopo alcune scelte contestate, dalla gestione dell’emergenza mucillagine al premio Barocco, a giugno 2007 il consiglio gli volta le spalle e lo costringe a dimettersi. Lui però non demorde. Ha sempre il club calcistico che macina consensi ed eccolo in lista per un posto da deputato».
• «Mi piacciono le sfide impossibili. Solo un traguardo non ho raggiunto. Da ragazzino, mi immaginavo cardinale: ero chierichetto, poi nell’Azione cattolica. Ormai amo troppo la bella vita. Politica, calcio e donne sono giochi d’azzardo, nei quali voglio vincere». (a Giuseppe Calvi, Gazzetta dello Sport 11/10/2008)
• A luglio 2009, dopo la promozione della sua squadra in serie B, nel Gallipoli calcio si aprì una crisi societaria per mancanza di capitale e Barba cedette le azioni del club a una cordata di imprenditori friulani. La squadra fallì un anno dopo, oberata da un debito di 5 milioni di euro.