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 2017  agosto 20 Domenica calendario

• (Mario Barwuah) Palermo 12 agosto 1990. Calciatore. Attaccante del Liverpool, in prestito al Nizza nella stagione 2016/2017. Con l’Inter ha vinto lo scudetto 2008 (11 presenze e 3 gol). Ha giocato poi al Manchester City e al Milan.
• A 15 anni l’esordio in C1 col Lumezzane (è il più giovane calciatore nella storia della serie C), a 16 la Primavera dell’Inter, a 17 la prima squadra. Il 16 dicembre 2007 Roberto Mancini lo fa esordire in Cagliari-Inter. Quattro giorni dopo, in Coppa Italia, si mette in mostra firmando una doppietta a Reggio Calabria, ma si rivela al grande pubblico il 30 gennaio 2008 segnando un’altra doppietta, all’Olimpico di Torino contro la Juventus, nei quarti di finale di Coppa Italia.

• Genitori ghanesi, fu lasciato per quattordici mesi in ospedale. Nel 1992 il Tribunale dei Minori lo affidò a una famiglia di Concesio, Brescia, dove trovò anche tre fratelli: Cristina (Brescia 13 ottobre 1971), giornalista di Radio24, Corrado e Giovanni, che gli fanno da manager. Ha anche tre fratelli naturali: Enock, giocatore del Bogliasco (Serie D ligure), Abigail e Angel Barwuah. Causa la resistenza dei genitori naturali, l’affidamento è arrivato fino alla maggiore età, circostanza che gli ha impedito di vestire l’azzurro prima di quella data (e l’ha dunque costretto a saltare le Olimpiadi di Pechino).

• Nell’estate del 2006 vola a Barcellona per un provino. Mirko Graziano: «Gioca quattro partite e segna otto gol. Su di lui piombano la Fiorentina e, appunto, il prestigioso club catalano. Ma alla fine la spunta l’Inter».

• Il 20 aprile 2008 segna il primo gol in A contro l’Atalanta (finirà 0-2), intanto fa conquistare un titolo alla Primavera. Per Mourinho «deve ancora crescere» (lo dirà anche il ct azzurro Cesare Prandelli nel 2010), ma lo fa entrare contro la Roma a 8 minuti dal 90’ della finale di Supercoppa (24 agosto 2008), e lui ricambia segnando: anche grazie a quel gol, il tecnico portoghese vincerà il suo primo trofeo da interista (8-7 ai rigori). Il rapporto tra i due resterà sempre altalenante, tra rifiuti di Balotelli di partire in trasferta (28 gennaio 2009), malumori quando viene sostituito e scenate in campo, come quando alla fine di Inter-Barcellona (3-1 in Champions) getta con stizza la maglietta a terra. Con i nerazzurri, disputerà in totale 86 partite, segnando 28 gol e conquistando 6 trofei (3 campionati, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Champions League). 

• Dalla stagione 2010-2011 passa al Manchester City (il cartellino costa 28 milioni di euro, il contratto quinquennale è da 3,5 milioni): collezionerà 80 presenze e 30 gol, ma anche multe per 10 mila sterline (la macchina rimossa 27 volte per divieto di sosta), persino un lancio di freccette contro i suoi “colleghi” delle giovanili, e poi ancora titoli della stampa scandalistica per la casa incendiata da petardi, foto in cui fuma in gruppo, vita notturna sregolata e tante donne. Errori cui seguono puntualmente le scuse, che Mancini accetta. 

• Il 31 gennaio 2013 firma con il Milan un contratto fino al 30 giugno 2017: per lui 4 milioni netti a stagione più eventuali bonus, al City vanno 20 milioni. Passa poi al Liverpool nell’agosto 2014 per circa 20 milioni di euro: stagione fallimentare, un solo gol in 16 partite di Premier League. Nell’estate successiva torna al milan in prestito.
• In azzurro, Balotelli si mette in mostra nel 2009: nell’Under 21 di Pierluigi Casiraghi gioca con Giovinco e già mostra genio e sregolatezza (il 19 giugno, contro la Svezia segna ma si fa espellere e il ct neanche lo saluta mentre esce dal campo). È «un bambino di 19 anni», «egocentrico e istintivo», «impegna due uomini alla volta», quando segna «non esulta»: «Mario il nero allarga le mani come a San Siro fa Ibrahimovic, deve avergli passato fette di arroganza: “Eccomi, qua, non lo sapevate?”. I suoi gesti sbruffoni passano sopra i “buu”». È «un fuoriclasse che, appena maggiorenne, deve stare dentro un mondo troppo grande – l’abbandono dei genitori naturali, lo stipendio dell’Inter da un milione e 300 mila euro a stagione, le banane tirate addosso, un continuo stato di tensione attorno. Sembra un ragazzo che non può fare a meno di essere al centro dell’attenzione» (Corrado Zunino). [la Repubblica 19/6/2009] 

• Il 6 agosto 2010 arriva la prima convocazione nella Nazionale maggiore: Prandelli lo fa esordire da titolare il 10 agosto a Londra, nell’amichevole Italia-Costa d’Avorio. Pochi giorni prima aveva anche trovato il tempo di diplomarsi «all’istituto commerciale a indirizzo giuridico-economico-aziendale, ossia la vecchia ragioneria, superando l’esame di maturità con il minimo dei voti, 60 su 100, poco meno del compagno di squadra e di banco Davide Santon, che ha chiuso con 62. (…) Alle 7.45, quando si preparava per andare all’allenamento, Balotelli ha ricevuto la telefonata della direttrice Attilia Ferrari: “Mario ce l’hai fatta, hai preso 60”. Un urlo di gioia, “ora posso fare qualsiasi lavoro!”, poi ha subito telefonato ai genitori, a cui aveva promesso di portare a termine il corso di studi. L’anno scorso aveva dovuto saltare l’esame di maturità per gli impegni con l’Under 21 e l’Inter. Quindi alla sorella ha confidato: “Ora vorrei iscrivermi all’università”» [Il Tempo 14/7/2010]
• Primo gol in Nazionale l’11 novembre 2011 (amichevole Polonia-Italia 0-2, a Breslavia). All’Europeo 2012, dopo una partenza in sordina e due avvicendamenti con Di Natale, di gol ne segna 3, diventando capocannoniere – è il primo italiano a riuscire nell’impresa – e guadagnandosi, a fine torneo, la menzione all’interno della lista dei migliori giocatori stilata dalla commissione tecnica Uefa. La sua esultanza a torso nudo dopo il 2-0 alla Germania è una delle immagini-simbolo dell’edizione 2012: a fine partita commozione in tribuna quando va ad abbracciare la madre adottiva. È lei che gli regalò una videocassetta che raccontava le gesta di Maradona: pare sia questo uno dei segreti della sua infallibilità dal dischetto (22 portieri di fila battuti in 7 anni), un record cui pone fine il portiere del Napoli, Reina, parandogli un rigore il 22 settembre 2013 [Sfide, Raitre 7/10/2013]
• Diventa negli anni un personaggio planetario. La sua mini-cresta viene emulata da generazioni di teen-agers. Segno di riconoscimento, come i tatuaggi: uno recita «I am the punishment of God. If you had not committed great sins, God would not have sent a punishment like me upon you» (Sono la punizione divina, se tu non avessi commesso gravi peccati, Dio non avrebbe inviato una punizione come me su di te).
• Il 1º novembre 2012 la rivista Time gli dedica la copertina dell’edizione internazionale e il 4 aprile 2013 lo include nella lista dei 100 uomini più influenti al mondo nel 2012, invitandolo alla cerimonia di premiazione a New York. Il 14 agosto 2013, prima di un’amichevole all’Olimpico, papa Francesco riceve nella sala Clementina del Vaticano i giocatori delle Nazionali di calcio di Argentina e Italia. A fine udienza, Balotelli dribbla le guardie svizzere e riesce a parlare a tu per tu con il Pontefice, per un minuto. Il 21 agosto 2013 la rivista statunitense Sports Illustrated gli dedica la copertina definendolo “The most interesting man in the world” (l’uomo più interessante al mondo).
• Spesso oggetto di cori razzisti, venne indicato dal ministro dell’integrazione Cécile Kyenge come testimonial ideale del diritto alla cittadinanza per chi nasce in Italia.
• Una figlia, Pia (5 dicembre 2012), avuta dalla showgirl Raffaella Fico. Ha riconosciuto la bambina solo dopo il test del Dna, il 5 febbraio 2014.