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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Baricella (Bologna) 26 giugno 1946. Produttore tv. Manager dei personaggi più pagati: Fiorello, Celentano, Hunziker ecc.
• Per la Rai ha prodotto i grandi spettacoli degli ultimi anni: da Francamente me ne infischio con Adriano Celentano allo show di Renato Zero, da C’era un ragazzo con Gianni Morandi alla diretta del Giubileo dei giovani.
• «Potente è una parola che porta sfiga. Io vengo dalla gavetta».
• Si chiama Bibi per davvero: «È stata la mia fortuna... Bibi Ballandi... scorre... è artistico» (a Sabelli Fioretti).
• Titolo di studio: terza media. Il padre Iso faceva il tassista, poi s’è messo ad accompagnare cantanti e orchestre per l’Emilia: così diventò manager e Bibi imparò il mestiere. Orietta Berti lo ricorda ventenne con il vestito color salmone: «Professionale, chiedeva il 10 per cento. Io lo chiamavo lo stakanovista delle serate».
• Negli anni Sessanta lavorava con Al Bano, Orietta Berti, Nicola Di Bari, Caterina Caselli, Mina, Little Tony, Rita Pavone. Nel decennio successivo Dalla e De Gregori, De André dopo il rapimento, Vecchioni, Bertoli. Suo il Bandiera Gialla, mitica discoteca romagnola che poi diventò studio televisivo: Bonolis, Carlo Conti, Panariello. Gli anni Novanta sono stati quelli della televisione. «I grandi eventi, il sabato sera, Morandi, Celentano, Dalla-Ferilli, Fiorello. Il grande successo».
• Nel ’92 un accenno di crisi. «In Rai erano arrivati “i professori”. Dissero: via tutti. Io avevo investito, costruito Panariello e gli altri. Un giorno incontrai Prodi: “Che cosa succede con questi professori?”. E Prodi chiamò Gianni Locatelli, il presidente: fine della crisi».
• I suoi uffici sono a Roma, quartiere Prati: una ventina di dipendenti, un crocefisso in ogni stanza. Il braccio destro operativo è Giovanni Bruni, fratello del manager di Francesco De Gregori. Bibi lo chiama “il mio rottweiler”.
• Credente, è convinto che alcune canzoni, come le opere d’arte, nascano su ispirazione del Padreterno: «Caruso di Lucio Dalla, Con te partirò, Il cielo in una stanza, Il nostro concerto. Tutte nate in cinque minuti perché ispirate dal Signore».
• Dal 2005 al 2011 ha affrontato tre seri interventi per curare due diversi tumori. Dopo diversi cicli di chemioterapia, ne esce vincente.

• Si dichiara «democristiano non pentito». Ha fatto soldi a palate con le Feste dell’Unità: «Con i soldi guadagnati mi ci compravo le case».

• Alle elezioni politiche del 2006 ha sostenuto l’Udc con 30 mila euro, la Margherita con 10.800 euro e l’Udeur con 9.960 euro.
• Come i suoi colleghi Lele Mora e Lucio Presta, colleziona orologi. Anche questa è una passione ereditata dal padre: «Me ne ha lasciati una quarantina, compreso un Rolex President lapislazzulo che oggi vale 50 milioni di lire. Venti anni fa ho comprato un Daytona a tre milioni e mezzo, oggi ne vale venti».
• Una frase: «Agli artisti, ai primi soldi che incassano, bisogna fargli comprare la casa. Così restano a corto di contanti e vogliono lavorare» (a Sabelli Fioretti).  «Penso che la rogna di una famiglia sia avere un figlio che vuole per forza fare la televisione. Non sa quanti potenti mi mandano i figli e io rispondo sempre la stessa cosa: “Intanto laureati, impara minimo tre lingue, vai a scuola di ballo, di recitazione e dizione”. Prendete esempio da Michelle Hunziker e Paola Cortellesi: le più complete» [Panorama 14/10/2011].

• Riferendosi a Rosario Fiorello dice: «Fiore è mio figlio. Io sono il babbo che gli è mancato presto, lui il figlio che io non ho mai avuto. Si diverte a insegnarmi l’iPad, Twitter e tutte queste diavolerie, mi fa gli scherzi, è buono, altruista. Mi ha scritto questo appunto: “Followers: chi ti segue, following: chi segui tu”. Io non so mica l’inglese, ho la terza media» [Panorama 13/06/2012].
• Gianni Boncompagni: «Mi sta antipatico, una volta ci ho pure litigato, ma è bravo. Ha charme. Con gli artisti bisogna saperci fare. Lui è la cortesia degli albergatori romagnoli, è la limousine con il secchiello dello champagne all’aeroporto, è l’opposto della Rai. Certo che se i programmi li produce lui dall’esterno, che ci stanno a fare all’interno 12mila dipendenti Rai?».
• Pippo Baudo: «Lo conosco da 40 anni. Suo padre aveva un’agenzia, La Scala, che mi fece fare la mia prima serata, fuori Imola».