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 2017  aprile 29 calendario

• Villamediana de Iregua (La Rioja, Spagna), 12 giugno 1961. Monsignore. Già segretario e unico membro ecclesiastico della Commissione referente sull’organizzazione della Struttura economico-amministrativa della Santa Sede (Cosea) voluta nel 2013 da papa Francesco per vagliare la gestione dei 270 dicasteri, enti e fondazioni d’Oltretevere. Poi arrestato con l’accusa di aver fornito a Gianluigi Nuzzi e a Emiliano Fittipaldi la documentazione che sta alla base dei loro libri (Via Crucis, Chiarelettere; Avarizia, Feltrinelli). Condannato il 7 luglio 2016 a 18 mesi per la divulgazione dei documenti (riservati) sulla Cosea pontificia (ha girato al giornalista Nuzzi le password di accesso alle carte della Commissione). L’accusa voleva tre anni e un mese. Dopo aver scontato cinque mesi nelle carceri vaticane, il 20 dicembre 2016 papa Francesco gli ha concesso la libertà condizionale. Cessato «ogni legame di dipendenza lavorativa con la Santa Sede», Balda è ritornato nella giurisdizione del vescovo di Astorga in Spagna, sua diocesi di appartenenza.
Vita Famiglia di contadini, Villamediana de Iregua è un piccolo paese nel nord della Spagna. Il nonno Angel era un consigliere franchista, il padre Lucio, comunista, fu garrotato dal regime insieme con i due fratelli, nel 1965. La morte del padre segna la vita di Lucio Angel. La madre, per dargli un futuro, lo fa entrare a otto anni nel seminario di Logrono. Assennato ma dai modi affabili, alto e dal sorriso disarmante, completati gli studi entra nella Società Sacerdotale della Santa Croce, legata all’Opus Dei. Nel 1989, dopo cinque anni di studi, si laurea in Teologia a Burgos. Segue intanto corsi a distanza di Diritto dell’Università telematica Uned (è un amante delle nuove tecnologie), ottiene una docenza al seminario di Astorga (1986-87) e una cattedra al Collegio Giovanni XXIII di Zamora (1987-88).
• Ordinato sacerdote il 1° agosto del 1987, a 26 anni, nella cattedrale di Astorga.
• Tra il 1989 e il 1990 ottiene un dottorato in Teologia e frequenta i corsi di Giurisprudenza alla Pontifica Università di Salamanca. Guida poi – tra il 1987 e il 1991 – diverse parrocchie (a Sanabria, in Zamora) ma non esita a fare la spola col Portogallo, tra il 1990 e il 1991, per insegnare Teologia al seminario, alla facoltà di Teologia ed alla Scuola Universitaria di Braganca.
• Diventa, nel 1991, a 30 anni, il più giovane economo ecclesiastico della Spagna. Da vero innovatore porta negli uffici del vescovado pc e piglio manageriale. Oltre al notevole incarico di amministratore generale – svolto per ben due decenni – di tutti i beni della diocesi di Astorga (1500 immobili di cui 960 parrocchie), ricopre l’incarico di segretario del Consiglio diocesano per gli Affari economici, guida 13 parrocchie, amministra l’Istituto Sagrada Familia a Villardeciervos, entra nel cda della Mutualità del clero spagnolo (dal 1999) e dirige, dal 1999 al 2012, Vayomer Sinca V, una società d’investimenti a capitale variabile che arriva a manovrare 7 milioni di euro in Borsa. «Un buon amministratore, certo, ma con una macchia» (Acistampa): nel 2001 gli vengono confiscati oltre 300 mila euro per un investimento fatto da diverse diocesi spagnole nella società Gescartera con fondi anche dei fedeli, uno dei maggiori scandali finanziari del governo Aznar. «Qualcuno avrebbe pensato che la solida carriera di padre Lucio Vallejo stava per arrivare alla fine» (El País) ma lui tace, supera la bufera e riesce a recuperare il denaro investito nel 2008. Intanto nel 2005 è nominato amministratore del Collegio Diocesano Sant’Ignazio e nel 2010 gli riservano un posto nel dipartimento economico della Giornata mondiale della gioventù di Madrid.
• Il 21 settembre 2011 Benedetto XVI lo nomina segretario della Prefettura per gli affari economici della Santa Sede. Balda è raccomandato dall’arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela, allora membro del Consiglio dei Quindici, il pool di cardinali che si occupa dei problemi economici della Santa Sede. Un incarico strategico nel momento in cui la politica della trasparenza voluta da papa Ratzinger penetra nei gangli delle oltre 37 amministrazioni vaticane, Ior in testa. Il 23 maggio 2012 viene licenziato dalla guida della banca vaticana Ettore Gotti Tedeschi, ufficialmente per via della legge anti-riciclaggio ma, secondo un memoriale dello stesso banchiere (Cds 9/6/2012), caduto in realtà quando cominciò a chiedere «notizie sui conti che non erano intestati ai prelati. Depositi riconducibili a politici, faccendieri, costruttori, alti funzionari dello Stato». Un siluramento cui segue l’arresto del maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele, reo di aver diffuso lettere private del pontefice. Una «coincidenza sfortunata, persino diabolica» dirà in una intervista al Messaggero (22/10/13) il segretario papale monsignor Georg Ganswein. Una «lotta di potere in Vaticano che aveva portato alla fuoriuscita di documenti» sosterrà invece in una intervista al Catholic Herald (5/12/14) il prefetto per l’Economia Georg Pell. Nel mezzo dello scoppio del Vatileaks del 2012 e delle dimissioni di Benedetto XVI, monsignor Balda resta saldo nel suo ruolo di “contabile di Dio”, nomignolo del quale amabilmente sorrideva, come nel suo stile.
Il 18 luglio 2013 il neo-eletto papa Francesco istituisce una Pontificia Commissione referente sull’organizzazione della struttura economico-amministrativa della Santa Sede (Cosea). E nomina Balda segretario. «Quando hanno visto il suo nome, alcuni hanno storto il naso, perché in Vaticano non gode ovunque di altissima reputazione. È dell’Opus Dei» scrive Korazym.org. E anche la pierre della Ernest&Young Francesca Immacolata Chaouqui, praticamente “cooptata” nella Cosea da Balda, è una devota di Escrivá. I due, inizialmente alleati, compiono una serie di passi falsi: l’intervista all’Espresso del 17 settembre 2013 in cui Chaouqui, che ostenta foto da diva in Rete, fa sapere di aver accesso «ai documenti più riservati» e si dichiara amica di Gianluigi Nuzzi (l’autore di Sua Santità, già al centro del primo Vatileaks); gli imbarazzanti tweet della cosiddetta “papessa” (nomignolo sdoganato dalla stessa Chaouqui); lo show-processo a Churchill del 15 gennaio 2014, al Teatro Parioli di Roma, con la pierre calabro-egiziana che recita la parte della segretaria del premier britannico ed «un euforico monsignor Vallejo Balda dietro le quinte e nel foyer» (Sandro Magister); l’annuncio fatto da monsignor Balda in persona della sua prossima nomina a segretario del cardinale George Pell (il capo della Segreteria per l’economia), smentito poi da Francesco che nomina, il 3 marzo 2014, il maltese Alfred Xuereb. Balda se la cava con un commento spiccio: «Incompatibilità di funzioni».
• «La pr e il suo talent scout con la tonaca da quel momento si sentono in guerra, e individuano proprio in Pell il grande nemico» (Andrea Tornielli) [Sta 3/11/15]. Arriva poi un party per 150 vip, il 27 aprile 2014, sulla terrazza della Prefettura degli Affari economici, con vista sui pellegrini bivaccanti in piazza San Pietro per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Chaouqui fa da raggiante padrona di casa e Balda distribuisce la comunione traendo le ostie da un bicchiere di carta del buffet (Roberto D’Agostino, tra gli invitati: «Altro che banchetto, c’erano quattro pizzette rinsecchite e il vino nei bicchieri di plastica, tutto molto rural, strapieno di imbucati», «A me questo Vallejo non mi sembrava tutto ’sto corvo»). Il diretto superiore di Balda, il prefetto cardinale Giuseppe Versaldi, non ne sa niente. Bergoglio si indigna, convoca il festante Balda e gli fa una lavata di testa. E tutto sembra finire lì. Sembra. Ma Balda, il 20 maggio 2014, dichiara alla radio Cope di Astorga, che peraltro lui stesso ha diretto, di essere «molto fortunato di stare a Roma in costante contatto con Papa Francesco, che è una persona straordinariamente vicina» e parla di «tempi entusiasmanti» perché vive «a bordo ring situazioni storiche per la Chiesa, le dimissioni di un papa, un conclave, i rapporti personali con le persone che hanno partecipato al conclave». Per alcuni quelle parole suonano quasi come un avvertimento. Erano già cominciati a filtrare i documenti della Cosea, si sospettava di una vendetta del monsignore per la nomina mancata. Poi ci sarà anche una violazione informatica del computer di Libero Milone, revisore generale della Santa Sede, nominato nel giugno 2015 da papa Francesco. Un altro posto cui Balda mirava. Per smascherare il “corvo” la gendarmeria vaticana si mette quindi alla ricerca di prove. Scendono in campo anche le «suore americane di Borgo Sant’Angelo, massime esperte di attività contro le azioni di hackeraggio» (Fiorenza Sarzanini) [Cds 3/11/15]. Nel sistema informatico si inseriscono delle “esche”, carte false per “scoprire l’identità delle spie e i loro contatti esterni”. A Chaouqui è ormai interdetta l’entrata in Vaticano e i rapporti con Balda si raffreddano, fino a scomparire. «Il circuito mediatico-ecclesiastico che da Casa Santa Marta in là incensa quotidianamente il papa non poteva ammettere dubbi sull’infallibilità di queste “sue” nomine. Finché è arrivata la notte di Halloween» (Sandro Magister) con gli arresti.
• Balda e Chaouqui vengono arrestati il 31 ottobre 2015. Sono accusati di aver fornito i documenti su cui si basano i libri Avarizia di Emiliano Fittipaldi e Via Crucis di Gianluigi Nuzzi. Il 2 novembre 2015 la convalida della misura per il prelato – guardato a vista nella stessa cella del Palazzo della Gendarmeria in cui fu rinchiuso il maggiordomo “corvo” Paolo Gabriele – mentre la ciarliera pierre torna in libertà perché accetta di collaborare e risulta incinta. In un’intervista a Repubblica (4/11/15) accusa poi Balda di avere fatto ascoltare, in una riunione del Cosea, delle intercettazioni audio del Papa: «Tutti rimasero esterrefatti», «è stato Balda a tirarmi in mezzo», «la scorsa primavera ha cominciato ad agitarsi, è come impazzito. Non è un segreto che lui sperasse di ottenere il posto di revisore generale del Vaticano, per cui è stato scelto Libero Milone. Quando non è stato nominato, ha cominciato a fargli la guerra, cosa che probabilmente lo ha spinto a consegnare carte ai giornalisti».
• Secondo gli inquirenti vaticani Balda ha tradito per vendicarsi di una delle nomine mancate. Nuzzi oltre tutto lo cita nell’elenco relativo alle case-scandalo della Santa Sede: Balda vive infatti con la madre in un appartamento di 180 metri quadri del complesso extra-large che fa riferimento a Bertone & Co. I libri, sostiene il Vaticano dopo gli arresti, sono il «frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa». «Peccato che della inaffidabilità di Balda e Chaouqui si sapesse “ad abundantiam”» (Sandro Magister).
• L’arresto della “strana coppia” viene subito inserito dai commentatori in un piano destabilizzante ordito dai nemici di Francesco che parte dalla confessione del monsignore gay Charamsa, per passare dalla lettera dei cardinali conservatori al Sinodo, fino alla notizia falsa di un tumore al cervello del Papa.
• «“Sembri Fonzie con la coppola”, si sarebbe sentito dire il prelato dalle lookologhe Elena Metti (ex moglie di Panariello) e dalla Chaouqui: “E allora parte una lunga rincorsa per rifarsi il guardaroba. Migliaia di euro spesi in vestiti…”. In realtà Fonzie era più morigerato, nei modi e nei costumi. E lontani paiono i tempi in cui i preti erano come Don Camillo, passionali, popolari, scarpe grosse e cervello fino, la fede vissuta in modo umano, capaci di dare anche uno sganascione per risolvere questioni pratiche e morali. E non allestivano party sulla terrazza del Palazzo della Prefettura degli Affari economici del Vaticano» (Aldo Grasso) [Cds 13/12/2015].
Le condanne 18 mesi «per divulgazione di documenti riservati» a Balda; 10 mesi per concorso in divulgazione, ma con pena sospesa per 5 anni, a Francesca Immacolata Chaouqui, che nel frattempo è diventata mamma; assolto Nicola Maio, collaboratore di Balda; proscioglimento pieno per i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi.