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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Milano 3 luglio 1935. Ex allenatore ed ex calciatore. «Sono nato alla Bovisa che era un rione periferico e industriale di Milano e questo marchio me lo sono portato sempre dietro. Intorno a via Candiani c’erano tanti prati, ci sono cresciuto sopra. Ci divertivamo a giocare con palloni di gomma o di stracci». Col Milan vinse lo scudetto del 1957. Giocò in A anche con la Spal e Hellas Verona, squadra che da allenatore condusse all’unico scudetto nella stagione 1984-1985 (davanti alla Juve di Platini, al Napoli di Maradona, e all’Inter di Rummenigge). Sospetti che la beffa alle grandi sarebbe stata impossibile senza il sorteggio arbitrale in vigore quell’anno: «Vincemmo perché in una rosa di 16 giocatori ci furono pochissimi infortuni, e mai più di uno alla volta. E perché prendemmo solo 5 pali, contro i 10 o 15 degli altri. Gli arbitraggi non li ricordo, e questo probabilmente vuol già dire che non ci furono problemi: perché due stagioni prima, quando arrivammo terzi, qualcosa che non mi piacque lo ricordo bene».
• Tra le altre squadre allenate, anche Genoa e Inter.
• «Il mio passato all’Inter? Ero al Genoa, sarei rimasto, ma purtroppo non c’era lo spogliatoio che mi piaceva e così ero d’accordo con la società che sarei andato via. Mi chiamò l’Inter e accettai, i nerazzurri avevano bisogno di un allenatore esperto. Avevo l’età e l’esperienza giusta. L’Inter è stata la mia ultima esperienza perché sono stato esonerato e quando è arrivato l’esonero ho capito che avrei dovuto smettere. In carriera ho ricevuto solo due esoneri, alla prima e all’ultima esperienza».
• «Sono apolitico. Votavo socialista solo perché mio padre era socialista. Però Gianni Brera mi propose a Silvio Berlusconi come ct del Milan. Gli fu detto che non andavo bene perché ero comunista» [Cds 11/11/2006].