Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  dicembre 11 Lunedì calendario

• Sassari 3 luglio 1975. Giornalista. Da settembre 2014 a Servizio Pubblico (La7). Già capo della comunicazione della lista L’altra Europa con Tsipras per le Europee 2014.
• «Dai tre anni in poi, ho cambiato 11 città. Mi sono poi fermata a Milano». Maturità classica, laurea in Lettere Moderne all’Università di Milano, ha iniziato a fare la giornalista nella redazione romana del Foglio, dove scriveva soprattutto di cultura. Ha poi lavorato per quattro anni come corrispondente da Milano per l’emittente tv sarda Videolina. Nel 2011 è stata tra i fondatori del giornale online Linkiesta. Ha collaborato con l’Espresso e Panorama. Ha un blog sull’Huffington Post.
• Diventata nota nel maggio 2014 per aver postato su Facebook una sua foto in bikini che metteva in risalto il lato B, con il commento: «È iniziata la campagna elettorale e io uso qualunque mezzo». Ne seguirono polemiche, lei poi spiegò di essere stata criticata dai vertici della stessa Lista Tsipras e di essere stata demansionata: «Il mio culo? Può essere servito a far circolare il nome della lista. Poi dietro c’è un lavoro serio dei candidati e dei comitati. Diciamo che è stato un volano (…) Sono molto delusa dai garanti e da Barbara Spinelli, le avevo anche scritto una lettera nella quale spiegavo alcune cose e chiedevo un comunicato di solidarietà di fronte all’aggressione. Lei mi ha risposto con un’intervista al Manifesto con la quale diceva che questa mia mossa le aveva rovinato la candidatura» [Fabio Massa, Affaritaliani.it 26/5/2014].
• «La definiscono la Minetti della sinistra. “Io sono Bacchiddu. C’è un’altra cosa che mi differenzia dalla Minetti: lei è molto più bella. E io non sono candidata”. Dicono che si sia spogliata per la causa. “Una fotografia in gommone. Questo è. Che avevo già pubblicato su Facebook. Ce ne sono decine, chi vuole può sbizzarrirsi. In costume, in spiaggia. Già, dimenticavo: faccio anche il bagno al mare. Capisco che possa essere un problema per qualcuno vedere una donna che si tuffa in mare e non usa la muta come i sub, ma è un semplice costume da bagno”. Ma aveva una strategia? “No. Non c’era un proposito strategico. È la mia bacheca Facebook personale. Non pensavo di scatenare un putiferio di questa portata. Non credevo che una lista che ha raccolto centinaia di migliaia di firme avesse bisogno di fotografie per convincere gli elettori. Se è servito, però, sono molto soddisfatta» (a Emiliano Liuzzi) [Fat 7/5/2014].
• «Tempo fa era il centrodestra a puntare sull’avvenenza femminile ossia su brambille, prestigiacome e carfagne, mentre adesso la mela d’oro del giudizio estetico maschile si trova nel campo della sinistra e se la giocano Monna Elena Boschi, arma di distrazione di massa che Renzi utilizza con disgustoso cinismo, e la Bacchiddu ultima ma non ultima arrivata, che probabilmente si usa da sola ma il risultato non cambia, sempre quello è: una violenta presa per il culo» (Camillo Langone) [Fog 6/5/2014].