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 2018  maggio 23 Mercoledì calendario

Roma 16 maggio 1960. Regista. Film: Mignon è partita (1988), Il grande Cocomero (1993), L’albero delle pere (1998), Verso sera (1990), Lezioni di Volo (2007), Questione di cuore (2009) con Kim Rossi Stuart e Antonio Albanese, Giulia ha picchiato Filippo (doc, 2012), È stata lei (corto, 2013) e Parole povere (2013). Da ultimo Il nome del figlio con Rocco Papaleo (2014) e Il Nome (2015). «Nel 2015 dovrei realizzare una serie per Raiuno. Mi piace la tv, dà la possibilità di un grande racconto popolare. Diciamo che sarà una storia di famiglia».
• Debutta come attrice a sedici anni sedici anni nel film Rai Le affinità elettive di Gianni Amico, in cui interpreta la parte di Ottilia.
• Studia al Centro Sperimentale di Cinematografia, poi alla Scuola Bassano di Ermanno Olmi e segue il corso di sceneggiatura di Furio Scarpelli e Leo Benvenuto.
• Il padre Francesco, docente di Economia, ha insegnato in Italia e negli Stati Uniti, «e il suo migliore amico era ed è Giorgio Ruffolo. Papà mi portava a undici anni alle veglie per il Vietnam, era un socialista convinto e appassionato. Mamma, che è morta quando io avevo 19 anni, si era separata da lui e aveva sposato un secondo marito molto comunista e molto per bene».
• «Sono come i miei film, sempre attraversati dal dolore, perché la sofferenza purtroppo mi tallona, ma non credo di essere una buonista, soltanto una persona non pacificata con la vita».
• «Sono una lavoratrice metodica: leggo, studio, approfondisco e mi avvicino alle cose con approssimazione. Poi a un certo punto queste eruttano da sole. Magari per molto tempo raccolgo materiale, che si stratifica internamente finché non trova una via d’uscita. Anche i miei personaggi mi si presentano da soli. Per esempio il protagonista de L’albero delle pere, è arrivato e ha detto: “Sono Siddharta, ho 14 anni, vivo a Roma e sono il padre di mia madre” e così ho cominciato a sbozzare Pinocchio dal pezzo di legno».
• «In tutti i miei film ho cercato di inserire un sogno, l’ho girato, ma poi mi sono sempre tirata indietro, salvo ne L’albero delle pere, ma era appena un frammento. Quando sono al montaggio e li rivedo, puntualmente mi sembrano malfatti, li trovo deludenti. Forse per muoversi nel mondo onirico è necessario un talento visionario che io non possiedo».
• Sposata con Battista Lena, musicista che si occupa delle colonne sonore dei suoi film): «Ho conosciuto Bat al liceo. Quando ci siamo messi insieme sua madre la femminista Carla Lonzi, era in coma, io stavo perdendo mia madre. Avevamo l’assassino in casa, il cancro. Da orfanelli freschi, abbiamo fatto cuccia per proteggerci. Questa penso ci abbia molto uniti. Certo non siamo sempre stati una coppia monogamica, non ci siamo fatti mancare niente, ma siano insieme, felicemente, lui è un uomo dolce pronto ad ascoltare».
• Tre figli: Ludovica (che si occupa di arti figurative), Angelica (si occupa di psicolinguistica mandarina) ed Edoardo (che vorrebbe studiare chimica).