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 2017  dicembre 15 Venerdì calendario

• Torino 22 dicembre 1928. Giornalista televisivo, principe dei divulgatori scientifici, da trent’anni conduce Quark. «Bisogna avere sempre una mente aperta, ma non così aperta che il cervello caschi per terra».

Vita Papà psichiatra e «una mamma che voleva a tutti i costi che studiassi musica». Entrato in Rai come cronista e collaboratore, dal 55 al 68 è stato corrispondente del telegiornale prima da Parigi e poi da Bruxelles. Con Andrea Barbato presentò la prima edizione del Tg delle 13.30. Nel 76 è stato il primo conduttore del Tg2. 
• Negli anni Settanta ha introdotto i documentari scientifici (Destinazione uomo e Indagine sulla parapsicologia), nell’81 ha inventato la formula Quark, al quale sono seguiti i suoi derivati (Quark economia, Mondo di Quark, Quark scienza). Negli anni Novanta, con il figlio Alberto, ha realizzato Il pianeta dei dinosauri, Ulisse e Superquark
• «A fine anni Sessanta, dopo i progetti Apollo, quelli che portarono l’uomo sulla Luna, ero di casa nei laboratori della Nasa, i miei speciali sulle imprese spaziali erano piaciuti. Così lasciai il tg per fare i documentari. Dissero che ero pazzo a lasciare il tg. Ma io ho sempre fatto le cose che amavo fare. Mi è andata bene: passato alla rete per fare divulgazione ho sperimentato nuovi  linguaggi. Allora la tv era paludata, ma la Rai ha capito che si poteva spettacolarizzare: abbiamo proposto sempre cose credibili, Viaggio nel cosmo non era Star Trek. La scienza virtuale è stata vista anche da 7 milioni di persone. Il viaggio nel corpo umano è stato il primo fatto con le nuove tecnologie. Lì abbiamo capito che dovevamo osare. La Rai spese qualche lira in più, ma il programma fu venduto in tutti i paesi. Ho le cassette in arabo e in cinese. Un successo anche economico. Negli anni Novanta io sono stato a costo zero: la Rai ha tutti i diritti, con le cassette e le vendite all’estero incassava più di quanto mi pagasse». 
• Memorabili le battaglie contro maghi, indovini, omeopati e eterodossi in genere, condotte soprattutto attraverso il Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale). Contro l’astrologia: «Dal punto di vista gravitazionale e della presenza della materia hanno più influenza un armadio di ferro o un ascensore che non questi corpi vaganti, lontanissimi da noi e la cui influenza diminuisce col quadrato della distanza». A proposito dei profili astrologici richiesti da alcune aziende prima delle assunzioni, Angela ha raccontato un piccolo esperimento: «Fingendoci personale di un’azienda, ci siamo rivolti a degli astrologi, chiedendo di farci il profilo di alcune persone, di cui fornivamo data di nascita e altre notizie. Ci risposero che si trattava di individui con spiccate capacità manageriali, oppure portati per le pubbliche relazioni. Chiedemmo: sono persone di cui ci possiamo fidare? Ci risposero che erano degne della massima fiducia. Invece erano tutte persone condannate per i reati più diversi: assegni a vuoto, furto con scasso, spaccio di droga». 
• «I venditori di quadri, materassi, pentole o quelli che leggono i tarocchi sono dei maestri di televisione. Osservarli è come andare alla scoperta di un pezzo di umanità». 
• Dichiarazione del 1994: «Bisogna smantellare il mito di Rol così come abbiamo fatto con quello di Babbo Natale». Rol, cioè Gustavo Rol (20 giugno 1903-22 settembre 1994), è stato il più grande cultore italiano del paranormale. La sua amica Giuditta Dambech rispose così a Piero Angela: «Se avesse voluto avrebbe potuto incenerirlo». Invece si limitò a lasciar scritto nel testamento di aspettarlo nell’aldilà «per intimargli col dito puntato: “Io ti accuso di non avermi creduto e di avermi trattato da illusionista da strapazzo”». Angela lo invitò a partecipare a una sua grande inchiesta tv sul paranormale, ma Rol si rifiutò.  
• Nelle sue trasmissioni ha fatto ricorso anche ai cartoni animati di Bruno Bozzetto e alle scenografie di Eugenio Guglielminetti (per La macchina meravigliosa).
Critica «Re dei divulgatori televisivi» (Leandro Palestini). 
• Piero Angela «è l’unico presentatore al mondo che si presenta davanti alle telecamere esibendo impunemente, e con orgoglio, i calzini bianchi» (Aldo Grasso). Il giornalista non si spiega «la vittoria scientifica del portatore sano di calzini immacolati», decretata dagli ascolti: «È probabile che Angela abbia inventato un nuovo genere: la divulgazione in calza bianca». 
• In un sondaggio, i lettori dell’Espresso lo hanno proposto come ministro dell’Ambiente.
Vizi Grande appassionato di jazz. Non avesse fatto televisione avrebbe suonato il pianoforte: «Studiavo musica classica, frequentavo il Conservatorio e Torino era al centro di un fenomeno jazzistico all’avanguardia, merito di personaggi come Dick Mazzanti e Renato Germonio, veri pionieri del genere in Italia. I giovani erano Oscar Valdambrini, Franco Mondini, Cerri e Basso e insieme si andava a suonare in qualche cantina. Si  faceva musica per pochi, soprattutto per noi stessi, il genere non era di grande presa in considerazione del fatto che la diffusione era praticamente nulla, solo qualche locale faceva esibire i vari Nini Rosso, Sergio Farinelli». 
• Ha scritto trentacinque libri. 
•  È goloso di gianduiotti e meringhe alla panna. 
• Vive appartato: «Non frequento salotti. Con mia moglie, anche lei piemontese, facciamo una vita molto ritirata. Mangiamo alle sette di sera e alle undici andiamo a dormire» (Antonio Gnoli) [la Repubblica 21/4/2013]. 
• Alla domanda del giornalista Gian Maria Aliberti Gerbotto sul posto più strano dove ha fatto l’amore «Piero Angela rimase esterrefatto da una simile domanda» (Monica Piccini) [Novella 2000 20/08/2009].
Frasi «Viaggiare è ancora la sola forma che abbiamo per realizzare la macchina del tempo. Vai in un posto e scopri di essere ancora in pieno medioevo, oppure finisci nella preistoria o magari in un luogo avveniristico. Ho spesso viaggiato da solo, a piedi, a dorso di un animale o con un fuoristrada. L’importante era farlo fuori dalle rotte usuali» (ad Antonio Gnoli) [la Repubblica 21/4/2013].