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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Bari 22 giugno 1955. Artista, scenografo, costumista, scrittore. «Che cos’è l’arte? Non lo so, però so che un centimetro dopo o un centimetro prima è merda. Lo diceva Andy Warhol. Io spero di aver azzeccato il centimetro».
• Autore di opere surreali e fantasiose costruite assemblando vecchi elettrodomestici, pezzi di ricambio fallati, pupazzi colorati, ruote, molle, lamiere. Ha così realizzato, per esempio, Il pianoforte a coda incendiato da centinaia di lampadine rosse o il Pippo acrobata che fa evoluzioni sulle note di Volare. Nel 1993 costruisce a Gibellina, davanti al cretto di Burri, una Macchina per ascoltare il vento. Nel 1996 crea le scenografie e i costumi per il film di Giovanni Veronesi Silenzio si nasce e per poco non vince il Ciak d’oro (i costumi non erano che tubi di gomma ombelicali messi intorno a Paolo Rossi e Sergio Castellitto). Con il suo amico e omonimo, l’attore Antonio Albanese, costruisce per lo spettacolo Giù al Nord una piramide rumorosissima e alta sette metri, fatta con gli scheletri di vecchie calcolatrici Olivetti.
• Ha curato con questi «oggetti che gli altri buttano» la balbuzie che lo aveva colpito a otto anni, dopo la morte del padre. «Ho combattuto con questo difetto per tutta la mia infanzia e la mia giovinezza. Ho perfino discusso la mia tesi di laurea in architettura balbettando» (a Federica Lamberti Zanardi).
• Ha lo studio a Roma, quartiere San Lorenzo. Dice che ha imparato tutto «dalla mamma severissima insegnante di fisica, dalla inutile laurea in architettura e dalla diffidenza di chi nel mondo dell’arte mi ha sempre rimproverato un eccessivo eclettismo».
• Piace a Bonito Oliva per «la felice mescolanza di macchine celibi di duchampiana memoria, di assemblaggi alla Nam June Piak, fino al gusto neoclassico e allo stesso tempo mediterraneo di Pascali»
• Nel 2011 ha diretto il film Senza arte né parte, con Vincenzo Salemme (a cura di Lauretta Colonnelli).