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 2017  dicembre 14 Giovedì calendario

• Budrio (Bologna) 2 marzo 1971. Attore. «Il cazzo di Stefano Accorsi è un gran bel cazzo. Detto, purtroppo, senza peli sulla lingua» (Alfonso Signorini a Dagospia dopo aver visto Ovunque sei, film in cui l’attore è mostrato nudo di fronte).
Vita Padre tipografo, madre segretaria in una scuola che andò presto in pensione per star dietro ai figli: «Mi raccontano che ero un bambino silenzioso, che non piangevo mai». Fu la mamma a spingerlo verso il cinema: «Devo a lei se sono stato scoperto da Pupi Avati che mi fece un provino nel 90. Mamma lesse l’annuncio su un quotidiano. Era al mare e mi chiamò per avvisarmi. “Vai, Stefano”. E ora eccomi qui».
• Esordio con Avati in Fratelli e sorelle (1992), prima popolarità con lo spot Maxibon della Motta («Du gust is mei che uan», 1995), poi, tra gli altri, Jack Frusciante è uscito dal gruppo (Enza Negroni, 1996), Radiofreccia (Ligabue, 1998, David di Donatello e Ciak d’oro come miglior protagonista), Le fate ignoranti (Ferzan Ozpetek, 2001, Nastro d’argento e Ciak d’oro come miglior protagonista), L’ultimo bacio (Gabriele Muccino, 2001, Ciak d’oro come miglior protagonista), La stanza del figlio (Nanni Moretti, 2001), Baby Blues (Diane Bertrand, 2008), Baciami ancora (Gabriele Muccino, 2010), Viaggio sola (Maria Sole Tognazzi, 2013). ecc. Da ultimo: Veloce come il vento (Matteo Rovere, 2016). È tra i protagonisti e ideatore della serie tv 1992 su Tangentopoli (Sky Atlantic, 2015). Ha portato a teatro l’Orlando Furioso con la regia di Marco Baliani.
• È stato a lungo fidanzato con la collega Giovanna Mezzogiorno (fecero insieme L’ultimo bacio). Poi s’è messo con la collega francese Laetitia Casta, dalla quale il 21 settembre 2006 ha avuto Orlando e il 29 agosto 2009 Athena. Casa a Parigi con l’altra figlia di lei, Satheene (avuta dal fotografo Stephane Sednaoui): «Qui si lavora bene, si vive bene, c’è rispetto per la cultura, c’è senso dello Stato». Si sono lasciati nel 2013. Adesso sta con Bianca Vitali, modella e attrice conosciuta sul set di 1992 di vent’anni più giovane di lui, figlia del giornalista Aldo, direttore di Tv Sorrisi e Canzoni. Si sono sposati con rito civile il 24 novembre 2015 a Borgonovo Val Tidone, in provincia di Piacenza.
Critica «Accorsi ha molto talento, ma non fa il professionista del cinema» (Mario Monicelli).
• «Con i suoi lineamenti delicati e il sorriso capace di ironia e di dolore, è quasi il simbolo di una generazione, che di ideali e di certezze non ne ha più, ma ne sente il bisogno» (Maria Pia Fusco).
• «È considerato l’unico volto non borghese della sua generazione, capace di rappresentare in modo credibile gioventù, amore, rabbia» (Alberto Dentice).
• «Sembra un ragazzo come tanti, di quelli che puoi incontrare davanti all’università, o in un locale mentre beve un bicchiere di birra insieme agli amici. Proprio questa la sua forza, nel non avere un fisico prorompente o un volto dai lineamenti particolari» (Paola Zonca).
• «È ora a tutti gli effetti un attore italo-francese» (Maurizio Porro).
Frasi «Ho avuto paura di non scollarmi dal Maxibon, ma l’ho superata. È stato il mio percorso».
• «La generazione anni Ottanta era più ideologizzata e rigorosa. Forse in modo esagerato. La nostra ha un rapporto meno ideologico con questo mestiere. Sappiamo che in un film non bisogna mai trascurare l’aspetto spettacolare. Abbiamo meno pudore, più leggerezza. Facciamo la pubblicità, il cinema, la tv. Forse c’è più paraculaggine diffusa. Per questo ci potrebbero accusare di qualunquismo».
• «Da bambino avrei tanto voluto essere Clint Eastwood».
Politica Di sinistra, è cresciuto «in una famiglia di lavoratori, comunisti e impegnati».
• «Mi sono scrollato di dosso sia il moralismo comunista sia il senso cattolico del peccato. Quello che odio è il lusso».
Religione Non crede in Dio («ma ho fede nella forza della vita»), legge sempre l’oroscopo («se è brutto dico sono solo sciocchezze, se è bello sono contento»).
Vizi Ai tempi della scuola di teatro sfogava «la compressione emotiva mangiando. Cibo e vino sanavano la nevrosi. Ingrassavo per proteggermi o per non piacere. Le ragazze non se ne accorgevano, ma non stavo bene nel mio corpo. Ho detto basta solo tre anni dopo. Finita la scuola. Quando ho iniziato a lavorare davvero in teatro mi sono messo a dieta: sei mesi a Jocca e pomodori».