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 2016  settembre 26 Lunedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Matteo Renzi
Il Ministro dell’ Interno è Angelino Alfano
Il Ministro degli Affari Esteri è Paolo Gentiloni
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Stefania Giannini
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per l Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro per le Riforme Costituzionali e i rapporti con il Parlamento è Maria Elena Boschi (senza portafoglio)
Il Ministro degli Affari regionali è Enrico Costa (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Generale del Partito Marxista-Leninista (PMLI) è Giovanni Scuderi
Il Presidente della Federazione dei Verdi è Angelo Bonelli
Il Segretario Nazionale dell’ Italia dei Valori è Ignazio Messina
Il Presidente del Partito dei Comunisti d’Italia (PCd'I) è Manuela Palermi
Il Segretario Nazionale del Partito dei Comunisti d’Italia (PCd'I) è Cesare Procaccini
Il Presidente dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Gianpiero D’Alia
Il Segretario Nazionale dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Lorenzo Cesa
Il Segretario Nazionale della Rinascita Popolare-Rifondazione DC è Publio Fiori
Il Segretario Nazionale del Partito Democratico (PD) è Matteo Renzi
Il Portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori è Marco Ferrando
Il Presidente dell’ Alleanza per l’Italia (Api) è Francesco Rutelli
Il Presidente Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) è Nichi Vendola
Il Presidente della Democrazia Cristiana Unificata è Carlo Senaldi
Il Segretario Politico Nazionale della Democrazia Cristiana Unificata è Angelo Sandri
Il Segretario Generale del Partito Comunista è Marco Rizzo

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Manuel Valls
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Primo Ministro della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

C’è troppa cronaca nera con i camionisti di mezzo. Può darsi che sia un caso, ma un problema deve esistere.

Quale cronaca nera?
Dieci giorni fa, durante una trattativa sindacale, un camion bianco guidato da un italiano ha schiacciato un egiziano padre di cinque figli che gli si era messo davanti e cercava di non farlo uscire dall’azienda. Il nome dell’italiano non si sa. L’egiziano era un poveraccio di 53 anni, operaio alla SeamGls di Piacenza. Si chiamava Abdelssalam Endalf. Poi, venerdì scorso, un altro camionista s’è messo a correre sulla Milano-Torino completamente ubriaco, e mentre guidava continuava a bere. Dopo Bardonecchia ha perso il controllo, sulla tangenziale di Torino e poi alla barriera di Rondissone ha disintegrato l’auto su cui viaggiava una famiglia di marocchini che stava andando all’aeroporto a recuperare una valigia. I genitori (Nora Sharif, 30 anni, Mostafa El Chouifi, 39) sono morti sul colpo, i tre bambini sono gravi in ospedale. Il tir ha trascinato l’auto per trecento metri. Il suo conducente è uno slovacco di 63 anni, di nome Emil Volfe. Dopo la strage ha continuato a guidare per 50 chilometri, zigzagando a tratti, poi s’è fermato all’area di servizio di Villarboit, dove la polizia lo ha arrestato. Altri camionisti hanno provveduto a farlo prendere. Gli agenti hanno trovato in cabina bottiglie vuote di gin, lattine di birra e cartocci di vino. Volfe è stato portato prima all’ospedale di Novara, dato che era a un passo dal coma etilico, poi in carcere a Vercelli. Con la nuova legge sull’omicidio stradale, è probabile che gli diano 18 anni.  

È una grande tragedia, ma non vedo troppo il problema. Un incosciente s’è ubriacato e ha fatto una strage. È tremendo, ma succede. L’elemento problematico forse riguarda l’alcol.
Non solo. C’è anche quest’altro aspetto: Volfe era partito il 21 settembre da Southampton (Gran Bretagna), era arrivato a Pordenone, aveva scaricato nei magazzini della BT Transport, ditta slovacca per la quale lavorava da dieci anni. In poco più di due giorni aveva percorso oltre 1.300 chilometri, e per completare il giro gliene mancavano ancora 400. Il pieno di alcol tra Bardonecchia e Torino ha evidentemente a che fare, oltre che con l’incoscienza del guidatore, con lo stress. Le scatole nere che si trovano a bordo dei camion si manomettono con niente, i turni di riposo sono facilmente aggirabili, esiste tutta una convenienza ad affidare i trasporti su gomma in Italia a guidatori romeni, serbi, bulgari o slovacchi.  

Perché?
Anche se ai camionisti stranieri si dessero gli stessi compensi che ai camionisti italiani, sarebbe molto diverso il carico previdenziale e contributivo, il cosiddetto cuneo fiscale. Le agenzie interinali straniere allettano i datori di lavoro italiani spingendoli ad assumere camionisti stranieri con annunci come questo (riprendiamo il testo da un articolo di Dario Di Vico): «Licenziate i vostri dipendenti e assumete quelli che vi proponiamo noi a metà del salario e un quarto dei contributi. Se proprio non volete buttare sulla strada i vostri connazionali, licenziateli lo stesso e li assumiamo noi ma con le nostre leggi del lavoro. Risparmiate comunque». I mercati francese, italiano e tedesco sono quanto mai attraenti per questi mediatori senza scrupoli, che mettono su strada ex agricoltori, ex operai, ex poliziotti e li fanno guidare senza limiti. I francesi hanno tentato di ostacolare la concorrenza sleale degli stranieri imponendo i propri standard salariali alle società estere che operano entro i loro confini. Ci sono state molte proteste.  

E la tragedia di Piacenza?
È un momento della lotta tra facchini e autisti. I facchini (400 mila lavoratori in Italia) sfuggono spesso a Cgil-Cisl-Uil e si organizzano in Cobas. I Cobas adoperano di preferenza l’arma del blocco aziendale, cioè non fanno uscire i camion. In questo modo si mettono contro non solo ai padroni, ma anche ai camionisti, che se restano fermi non guadagnano. I camionisti sono pagati a forfait, se consegnano presto hanno un certo margine, altrimenti no.  

Eppure il mercato dovrebbe essere fiorente, specie nella zona di Piacenza: lì hanno sede Amazon, Ikea e altre aziende che movimentano grandemente il traffico su gomma.
Il mestiere del camionista - come quello dei panettieri, dei pellicciai o dei falegnami - è in forte ribasso. Secondo dati elaborati dalla Cgia di Mestre, dal 2009 a oggi il numero di italiani disposti a mettersi al volante di un grosso bestione è diminuito del 23,7%. Motivo: la crisi, ma anche la pressione fiscale. (leggi)

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