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Sabato 31 gennaio 2015
I padroni d'Italia

Il Presidente f.f. Pietro Grasso

Il Presidente del Senato è Pietro Grasso

Il Presidente della Camera è Laura Boldrini

Il Presidente del Consiglio è Matteo Renzi

Il Ministro dell’ Interno è Angelino Alfano

Il Ministro degli Affari Esteri è Paolo Gentiloni

Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando

Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan

Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Stefania Giannini

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti

Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti

Il Ministro dello Sviluppo economico è Federica Guidi

Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina

Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Maurizio Lupi

Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin

Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini

Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti

Il Ministro per l Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)

Il Ministro per le Riforme Costituzionali e i rapporti con il Parlamento è Maria Elena Boschi (senza portafoglio)

Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco

Il Presidente della Fiat è John Elkann

L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne

Il Segretario Generale del Partito Marxista-Leninista (PMLI) è Giovanni Scuderi

Il Presidente della Federazione dei Verdi è Angelo Bonelli

Il Segretario Nazionale dell’ Italia dei Valori è Ignazio Messina

Il Presidente del Partito dei Comunisti d’Italia (PCd'I) è Manuela Palermi

Il Segretario Nazionale del Partito dei Comunisti d’Italia (PCd'I) è Cesare Procaccini

Il Presidente dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Gianpiero D’Alia

Il Segretario Nazionale dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Lorenzo Cesa

Il Segretario Nazionale della Rinascita Popolare-Rifondazione DC è Publio Fiori

Il Segretario Nazionale del Partito Democratico (PD) è Matteo Renzi

Il Portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori è Marco Ferrando

Il Presidente dell’ Alleanza per l’Italia (Api) è Francesco Rutelli

Il Presidente Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) è Nichi Vendola

Il Presidente della Democrazia Cristiana Unificata è Carlo Senaldi

Il Segretario Politico Nazionale della Democrazia Cristiana Unificata è Angelo Sandri

Il Segretario Generale del Partito Comunista è Marco Rizzo
I padroni del mondo

Il Papa è Francesco I

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama

Il Presidente del Federal Reserve System è Janet Yellen

Il Presidente della BCE è Mario Draghi

Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin

Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev

Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping

Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Xi Jinping

La Regina del Regno Unito è Elisabetta II

Il Premier del Regno Unito è David Cameron

La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel

Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande

Il Primo Ministro della Repubblica francese è Manuel Valls

Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone

Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey

Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi

Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu

Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan

Il Primo Ministro della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan

Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee

Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi

La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei

Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani
  • FIOR
    DA FIORE
  • IL FATTO
    DEL GIORNO
Nessuno dubita che stamattina Sergio Mattarella, 74 anni, prima avvocato, poi uomo politico e ministro, adesso giudice della Corte costituzionale, sarà eletto presidente della Repubblica.
Sicuro?
L’idea che sotto-sotto un numero esagerato di franchi tiratori trasformi l’odiato Renzi da trionfatore anche di questa partita in perdente sembra talmente inverosimile (e suicida per il Pd) da esser presa in considerazione solo per scaramanzia. Si strologa su certi dettagli, per esempio il calo nel numero delle schede bianche (passate dalle 538 del primo gionro alle 531 del secondo voto alle 513 di ieri pomeriggio) oppure quel numero piuttosto consistente di schede disperse, oscillanti tra le 140 e le 150. Qualcuno che la sa troppo lunga ipotizza che l’ala sinistra del Pd, di nascosto, saboti il piano del segretario, ma d’altra parte ci sarebbero tanti alfaniani (si dice) pronti a votare per Mattarella e anche tra i fittiani la voglia di appoggiare un cattolico ex democristiano – come tanti di loro - sarebbe forte. Quindi, le disubbidienze di questi e di quelli potrebbero neutralizzarsi a vicenda. E d’altra parte Renzi avrebbe passato gli ultimi due giorni a telefonare e persuadere, e nell’appello rivolto a tutti ancora ieri ha insistito sul fatto che il presidente Mattarella apparterrà a tutti. Resta il problema Berlusconi, fino a ieri sera persuaso tra mille dubbi a non presentarsi nemmeno in aula (cioè a non  rispondere alla chiama) e ieri sera riunito ancora con i suoi per discutere su questa scelta secondo molti troppo estrema, una scelta che lo isolerebbe e renderebbe più difficile la ripresa di un dialogo con Renzi. Come Renzi sa molto bene, è più l’ex Cavaliere ad avere bisogno del segretario-premier che non il contrario.  

Intanto si tratta di capire come mai, per la sua partita, Matteo Renzi abbia deciso di giocare proprio la carta Mattarella.
Al momento del voto in Senato sull’Italicum il premier-segretario aveva messo all’angolo la sua minoranza interna, i bersaniani, i dalemiani, gli amici di Rosy Bindi, quelli che dicono che nel Paese c’è una grande domanda di sinistra, cioè i paravendoliani. Nessuna concessione, respinto ogni emendamento proveniente dall’ala sinistra del partito, forzata approvazione degli emendamenti Esposito e Finocchiaro e definitiva approvazione della legge grazie al triplo supporto, qualche volta indispensabile, di Forza Italia. Non si contano le bordate sparate allora contro il Patto del Nazareno, cioè l’accordo di un anno fra tra Renzi e Berlusconi per l’approvazione delle riforme. Lo stesso Berlusconi s’era imprudentemente vantato di essere diventato indispensabile alla maggioranza, incapace ormai, per le divisioni interne dei democratici, di andare avanti da sé. La risposta è venuta dall’elezione per il Quirinale. Renzi – che ha sempre creduto nell’unità del Pd e ha scoraggiato le tentazione centrifughe quando si sono manifestate - aveva bisogno di mandare un segnale dall’altra parte, cioè un segnale di sinistra. Che cosa c’è di più a sinistra e di meno berlusconiano che un cattolico di sinistra? E che dire del fatto che questo cattolico è pure un esponente di primo piano dell’odiata (da Berl) corporazione della magistratura? Perché per ricompattare bene a sinistra bisognava che il nome prescelto desse il mal di stomaco all’ex Cavaliere, come è puntualmente avvenuto. Mattarella, ricordiamolo ancora una volta, si dimise all’epoca della legge Mammì sul riordino del sistema televisivo perché quella legge gli era parsa troppo amica di Arcore.  

Ma perché non scegliere un altro dei nomi che hanno circolato alla vigilia?
Una candidatura troppo renziana sarebbe di sicuro stata punita nel segreto dell’urna (i nemici democratici di Renzi non aspettavano altro). Quindi niente Fassino, niente Finocchiaro, niente Delrio. Amato avrebbe fatto ombra al premier sul piano internazionale. Veltroni ha troppo fascino comunicativo e il segretario-premier vuol essere il solo a comunicare. Prodi è finito tra le candidatute grilline, ed è poi troppo forte: Renzi vuole al Quirinale qualcuno che lo lasci procedere sulla sua strada, una figura mite.  

Mattarella è mite?
Mah. Mattarella, le dico la verità, è un mistero. Assicurano che dentro il suo grigiore abiti un’anima di ferro. Suoi colleghi della Corte costituzionale, se interrogati, si stringono nelle spalle: «È talmente grigio che non si riesce nemmeno a parlarne male». La mafia gli ha ammazzato il fratello Piersanti e fu lui a stringerlo tra le braccia mentre agonizzava e a macchiarsi il maglione di sangue. Raccontano di questa sua vita modesta, nascosta, specie da quando è rimasto vedovo: abita nella foresteria delle Consulta, appena cinquanta metri quadri, per lavorare si limita ad attraversare la strada.  

Lo ha fatto anche ieri?
No. Da qualche giorno è completamente sparito.  
Ultime manovre per eleggere il presidente della Repubblica • Diminuisce la disoccupazione • La Grecia accusa la trojka: «È illegale» • A settembre uscirà dal carcere il mostro di Foligno • Scagionato Massimo Di Cataldo dalle accuse di maltrattamento nei confronti della moglie • L’impiegato londinese che si oppone all’emiro del Qatar • Le italiane amano smalti e rossetti

Presidente Dopo altre due votazioni in cui ha trionfato la scheda bianca, Renzi ha detto: «Auspico che si determini la più ampia convergenza possibile», per compiere una scelta «che interpella tutti e non un solo partito» ed eleggere, insieme, «una personalità autorevole e stimata da tutti», cioè Sergio Mattarella. Con ciò ha lanciato un messaggio ad Alfano e Ncd, che sta valutando di smetterla con le schede bianche. Forza Italia ha riflettuto tutto il giorno se votare scheda bianca o addirittura non presentarsi in aula. Comunque, in tanto riflettere, le due votazioni di giornata sono andate come previsto: con un po’ più di 500 schede bianche, tra i 123 e i 126 per Imposimato (votato dal M5S, che lo sosterrà anche oggi: se poi «ci sarà un colpo di scena, dalla quinta siamo disposti a mettere sul piatto un altro nome», annuncia Luigi Di Maio), qualche preferenza per la Bonino, la Castellina, Rodotà, Feltri. Tutti gli esperti dicono che questa mattina dovrebbe essere quella decisiva: il quorum si abbassa e, da 673, i voti necessari per eleggere il nuovo capo dello Stato diventano 505. Nel Pd qualche franco tiratore potrebbe esserci, ma se Ncd confermerà l’ok per Mattarella entro l’ora di pranzo ci sarà un nuovo presidente. [Sull’argomento leggi anche il Fatto del giorno]

Disoccupazione L’Istat dice che la disoccupazione è scesa al 12,9% (-0,4 rispetto a novembre, ma +0,3 rispetto a un anno fa) ed è cresciuta al 55,7% (+0,2% su mese e +0,3 su anno). Solo a dicembre 2014 hanno trovato lavoro 93mila persone. L’inversione di tendenza è anche su base annua, con un aumento di 109mila occupati (+0,5%). Rispetto all’eurozona, il calo della disoccupazione in Italia a dicembre è il maggiore. Scende di un punto rispetto a novembre pure la disoccupazione giovanile (15-24 anni) che tocca il 42%, il valore più basso registrato negli ultimi 12 mesi e, anche questo, calo maggiore nell’eurozona. Cattive notizie, invece, dalla produzione industriale: i prezzi diminuiscono dello 0,7% a dicembre e dell’1,4% su base annua. L’Istat rivela che si tratta del secondo anno in deflazione, visto che nella media del 2014 l’indice si attesta al -1,4% (nel 2013 era -1,1%). In particolare i prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno diminuiscono dello 0,8% su base mensile e del 2,1% su quella annuale.

Grecia Il primo incontro tra il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, e il nuovo ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis è andato così male che si è concluso con una grave affermazione del greco: «La troika è illegale». E pensare che la trojka entro fine mese dovrebbe accordare ad Atene una linea di credito da 7,2 miliardi in cambio di nuovi sforzi. Dijsselbloem ha risposto che «ignorare gli accordi non è la strada giusta».

Chiatti Il 3 settembre prossimo Luigi Chiatti uscirà dal carcere. Chiatti, soprannominato “il mostro di Foligno”, ventuno anni fa ammazzò e seviziò Simone Allegretti, 5 anni e Lorenzo Paolucci, 12 anni. Nel 1994 era stato condannato a due ergastoli in primo grado, ma in appello aveva ottenuto un sconto di pena: 30 anni di reclusione per seminfermità mentale. Da quel momento in poi per lui sono scattati una serie di altri bonus. Nel 2006 ha ottenuto il beneficio dell’indulto (tre anni) e ora gli ulteriori sconti previsti dalla legge Gozzini (sei anni) gli spalancheranno definitivamente le porte del penitenziario di Prato. Il giorno della sua scarcerazione definitiva il presidente del tribunale di Sorveglianza di Firenze, Antonietta Fiorillo, dovrà comunque emettere un parere sull’attuale pericolosità sociale di Chiatti. Ma anche dovesse ritenerlo ancora una minaccia, non potrà disporre il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, perché ad aprile queste strutture pubbliche saranno definitivamente abolite (Caporale, Rep).

Di Cataldo La Procura ha chiesto l’archiviazione della posizione del cantante Massimo Di Cataldo per il reato di maltrattamenti nei confronti della moglie, Anna Laura Millacci. La donna si fece delle foto col volto insanguinato e tumefatto, dicendo che era stato il marito a ridurla così. Non coincide, però, il racconto del tipo di botte ricevute con le ferite al volto. Inoltre la Millacci sostiene di essere stata colpita dal marito a mezzogiorno e svela le violenze scattandosi dei selfie 100 minuti dopo l’aggressione. Ma è in questo intervallo di tempo, alle 12 e 11, si scatta una foto, trovata nel telefonino della Millacci, dove appare in ottime condizioni.

Emiro Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, proprietario dei grandi magazzini Harrods, dello Shard (il grattacielo più alto d’Europa, disegnato da Renzo Piano), del Canary Wharf, voleva unificare in un’unica magione le due magnifiche ville del diciottesimo secolo acquistate dallo sceicco ai bordi di Regent’s Park a Londra. La residenza dell’emiro doveva includere 17 camere da letto, 14 salotti, 4 sale da pranzo, una piscina, un cinema, un fumoir, oltre a due guardaroba personalizzati per lo sceicco e la sceicca e a interi piani con stanze dei giochi destinate ai figli. Per fare tutto ciò gli architetti avrebbero dovuto abbattere un appartamento che si trovava nel mezzo. E questo andava contro i regolamenti comunali che proteggono gli alloggi popolari. L’impiegato municipale Matthew Rees, forte della legge, ha fatto opposizione e dunque l’emiro non potrà realizzare il suo progetto (Franceschini, Rep).

Trucchi In Italia nel 2014 la vendita di rossetti è cresciuta dell’1,3%. Grande balzo in avanti anche per il consumo degli smalti per unghie: +3,6%. In rossetti e lucidalabbra sono stati spesi 188 milioni di euro, negli smalti 135 milioni. Aumenta del 4,2% la spesa per le matite per labbra. In un anno le italiane hanno speso in trucchi un miliardo e 265 milioni di euro (Laurenzi, Rep).

(a cura di Daria Egidi)


Mercoledì 18 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI