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Martedì 12 marzo 2013
I padroni d'Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano

Il Presidente del Senato è Renato Schifani

Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini

Il Presidente del Consiglio è Mario Monti

Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri

Il Ministro degli Esteri è Giulio Terzi di Sant’Agata

Il Ministro della Giustizia è Paola Severino

Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli

Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero

Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola

Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera

Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania

Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera

Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi

Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi

Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini

Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)

Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)

Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)

Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)

Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)

Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)

Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco

Il Presidente della Fiat è John Elkann

L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne

Il Segretario Generale del Partito Marxista-Leninista (PMLI) è Giovanni Scuderi

Il Presidente della Federazione dei Verdi è Angelo Bonelli

Il Presidente dell’ Italia dei Valori è Antonio Di Pietro

Il Presidente del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI) è Antonino Cuffaro

Il Segretario Politico della Democrazia Cristiana è Giuseppe Pizza

Il Presidente dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Rocco Buttiglione

Il Segretario Nazionale dell’ Unione dei Democratici Cristiani e di Centro (UDC) è Lorenzo Cesa

Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella

Il Segretario Nazionale della Rinascita Popolare-Rifondazione DC è Publio Fiori

Il Segretario Nazionale del Partito Democratico (PD) è Pierluigi Bersani

Il Portavoce del Partito Comunista dei Lavoratori è Marco Ferrando

Il Presidente dell’ Alleanza per l’Italia (Api) è Francesco Rutelli

Il Presidente Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL) è Nichi Vendola

Il Segretario Generale dei Comunisti Sinistra Popolare-Partito Comunista è Marco Rizzo

Il Presidente della Democrazia Cristiana Unificata è Carlo Senaldi

Il Segretario Politico Nazionale della Democrazia Cristiana Unificata è Angelo Sandri
I padroni del mondo

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama

Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke

Il Presidente della BCE è Mario Draghi

Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin

Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev

Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao

Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Xi Jinping

La Regina del Regno Unito è Elisabetta II

Il Premier del Regno Unito è David Cameron

La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel

Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande

Il Primo Ministro della Repubblica francese è Jean-Marc Ayrault

Il Re di Spagna è Juan Carlos I

Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey

Il Presidente dell’ Egitto è Muhammad Mursi

Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu

Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül

Il Primo Ministro della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan

Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee

Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh

La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei

Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad
  • FIOR
    DA FIORE
  • IL FATTO
    DEL GIORNO
Oggi comincia il Conclave e ieri il cardinale Christoph Schönborn ha detto: «Fate pregare anche i bambini, per il Conclave, la loro voce sarà particolarmente ascoltata da Dio». Frase che tra l’altro significa: tutte le previsioni, tutti i ragionamenti, tutti i pettegolezzi sul prossimo Papa si scontrano con il fatto che la maggior parte delle volte l’eletto non è risultato tra quelli che erano stati pronosticati alla vigilia. Il cardinale Siri, che elesse quattro pontefici, diceva in questo senso: «Il Papa lo fa il Conclave». I bookmaker, tuttavia, danno per favorito Angelo Scola. Ai porporati dovrebbe essere stato consegnato il rapporto dei tre cardinali incaricati da Ratzinger di indagare sugli scandali di Curia. Perché si sappiano regolare. In partenza si sapeva che questo documento – trecento pagine in tutto – sarebbe stato consegnato, in via riservatissima, solo al nuovo pontefice. Ieri i padri, nella loro ultima congregazione (la decima), hanno affrontato il problema dello Ior, cioè della banca vaticana, imputata di riciclaggio e affari poco puliti, al punto che non è ancora completamente ammessa nel novero della “white list” finanziaria.
In teoria potremmo avere la fumata bianca già stasera.
Tra le 19 e le 20. Padre Lombardi ha detto che sarà molto difficile. «È difficile che la prima votazione abbia esito. Nel 2005 la prima fumata – ore 20.05 – fu nera». Sembra improbabile che il Papa venga eletto già stasera perché i candidati più forti sono tre o quattro e ognuno di loro dispone di una trentina di voti al massimo. Per essere eletti ci vuole una maggioranza di due terzi, cioè 77 voti. Ratzinger, che su questo punto ha modificato la riforma introdotta da Wojtyla (maggioranza assoluta, cioè il 50%+1), voleva che il nuovo pontefice risultasse da una ritrovata unità della Chiesa.  

Come si svolge la faccenda?
Prima di tutto ci sarà il giuramento dei 90 tra ascensoristi, confessori, fioristi, medici, infermieri che prestano servizio a lato del Conclave. I padri saranno soli nella Cappella Sistina, ma ogni giorno, a lavori ultimati, dovranno mangiare, dormire, essere aiutati nelle loro cose, portati in macchina fino a San Pietro eccetera. Questo personale è tenuto alla segretezza assoluta esattamente come i cardinali: una sola parola e saranno scomunicati all’istante e senza bisogno di una procedura (latae sententiae). Come saprà, tutto il complesso in cui lavorano i porporati è stato immerso in una gabbia che annulla i bip delle eventuali cimici e impedisce qualunque comunicazione via cellulare o computer. Al giuramento del personale assisteranno il cardinale camerlengo e segretario di Stato Tarcisio Bertone e due protonotari apostolici. Davanti ai tre sfileranno l’arcivescovo segretario del collegio cardinalizio Lorenzo Baldisserri; il maestro delle celebrazioni pontificie, monsignor Guido Marini; il segretario del cardinale Re che durante il Conclave farà le veci dell’ultraottantenne decano Angelo Sodano. E poi, appunto, i religiosi e le religiose addetti alla sagrestia, i religiosi di varie lingue per le confessioni dei cardinali, i medici e gli infermieri, gli addetti agli ascensori, quelli alla mensa e alle pulizie, quelli che si occupano di fiori e del servizio tecnico, gli autisti che trasporteranno i cardinali nel tragitto tra Casa Santa Marta e il palazzo apostolico, il colonnello e un maggiore delle guardie svizzere, il direttore dei servizi di sicurezza e alcuni suoi collaboratori. Questa lista dà un’idea di che cos’è il Conclave più forse di una descrizione compiuta.  

Che cosa succede dopo il giuramento del personale?
C’è la messa “pro eligendo pontifice” in San Pietro, celebra il decano Angelo Sodano (che non entrerà in Conclave per l’età), concelebrano tutti gli altri. Due ore in tutto, compresa l’omelia. Seguirà pranzo, riposino e alle 16.30, in processione, i porporati si recheranno alla Sistina. Primo voto e fumata tra le 19 e le 20.  

Voteranno scrivendo un nome su una scheda di carta? Con la penna?
Sì, il telecomando con le opzioni “Placet”, “Abstineo”,“Confirmo”, “Deleo” sarà abbandonato. A tutti i porporati sarà data una scheda su cui sta scritto “Eligo in Summum Pontificem…” e sotto bisognerà scrivere un nome.  

Lei parla di autisti, avevo capito che durante il Conclave i cardinali stanno chiusi nella Sistina senza possibilità di uscire...
È vero che durante i lavori non possono allontanarsi per nessun motivo (tra le tante modifiche che sono state fatte alla Sistina ci sono anche i bagni chimici piazzati dentro la Cappella), ma finite le votazioni andranno a cenare e a dormire in Santa Marta. La sistemazione è molto più comoda di quella d’un tempo. Una volta il disagio a cui erano costretti quei poveri vecchi faceva da pungolo per una decisione veloce. Dopo un paio di giorni, in genere, non ne potevano più.
Inizia il Conclave • Il comignolo delle fumate • I marò non torneranno in India • Berlusconi ha la pressione alta e resta in ospedale • Parlamentari Pdl protestano al Tribunale di Milano • Come votano gli operai • Lo Stato ha più di 150 miliardi di euro di debiti verso fornitori

Conclave Si apre il Conclave: alle 10 di stamattina a San Pietro la Messa Pro eligendo romano Pontifice, presieduta dal Decano Angelo Sodano. Dopo il pranzo e il riposo, tutti alla Paolina per la processione verso il conclave. Poi il Maestro delle Cerimonie alle 16.30 intimerà l’Extra Omnes: fuori tutti i non elettori dalla Cappella Sistina. Poco dopo si svolgerà la prima votazione dei 115 elettori in Conclave. In genere di sera la fumata è intorno alle 19, ma oggi probabilmente si farà attendere (e sarà quasi sicuramente bianca). Da domani le votazioni procederanno a ritmo serrato: quattro scrutini al giorno, due al mattino e due al pomeriggio, fumate previste intorno a mezzogiorno e alle sette di sera. Se però il Papa fosse eletto nel primo degli scrutini del mattino o del pomeriggio, la fumata (bianca) verrebbe anticipata: rispettivamente alle 10.30-11 e alle 17.30-18. Domani gli scrutini dal secondo al quinto, giovedì dal sesto al nono, venerdì dal decimo al tredicesimo. È quasi certo che non ci si arrivi: l’elezione è attesa tra domani e giovedì. Però, nel caso, dopo venerdì scatterebbe un giorno di pausa per la «preghiera e il libero colloquio dei cardinali». Poi altri due giorni e otto scrutini. Pausa. Ancora due giorni. Pausa. Finché, dopo altri otto scrutini a vuoto, si arriverebbe all’undicesimo giorno: se andasse a vuoto il trentaquattresimo scrutinio, si procederebbe al ballottaggio tra i due cardinali più votati, ma sempre con la maggioranza di due terzi degli elettori per eleggere il Papa (CdS). [Sull’argomento leggi anche il Fatto del giorno]

Preghiera Nel 2005 la fumata bianca arrivò alle 17.50 e da quel momento passarono tre quarti d’ora prima che il protodiacono si affacciasse alla loggia per dire il nome del nuovo Papa, e altri dieci prima che Benedetto XVI si mostrasse. Stavolta il nuovo pontefice impiegherà un po’ di più: dopo l’accettazione e la scelta del nome e la vestizione nella “stanza delle lacrime”, il pontefice appena eletto sosterà in preghiera silenziosa nella Cappella Paolina prima di mostrarsi ai fedeli di tutto il mondo (ibidem).

Fumo Il comignolo da cui usciranno le fumate del Conclave: alto circa 30 metri, fuori di rame e dentro in acciaio, si compone di 32 tra tubi e curve, seguiti da una ventina di metri circa di canna pre-montata fissa, che arriva fino al sottotetto. La parte superiore, che esce all’aperto, è lunga un metro e mezzo ed è anti-pioggia. Ha un dispositivo elettronico di riscaldamento per facilitare il tiraggio immediato del fumo che uscirà da due stufe. La prima, del 1938, dove vengono bruciate le schede, la seconda, del 2005, dove viene creato il fumo nero o bianco (Paravicini Bagliani, Rep).

Cibo Rivelazione di Timothy Dolan, arcivescovo di New York: «Al Conclave si mangia male».

Marò Non torneranno in India i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, rientrati in Italia il 23 febbraio, dopo che la Corte suprema indiana aveva concesso loro una licenza di quattro settimane per il voto e per incontrare le famiglie. Il ministero degli Esteri, che ha preso la decisione senza accordo con l’India, vuole imporre così una «formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati».

Credibilità «Ma un problema rimane. Al momento della concessione della seconda “licenza”, come al momento della prima, l’Italia si è impegnata a far tornare i due fucilieri in India nei tempi previsti. Possono allora argomentazioni giuridiche peraltro oggetto di disaccordo, anche dopo la negativa sentenza della Corte suprema indiana, indurre uno Stato a non onorare la parola data? Per di più quando si tratta di militari, che per gli indiani sono imputati di omicidio? Certo, è facile pensare agli americani che esigono sempre la giurisdizione sulle azioni dei propri soldati, o cercare altri precedenti. Si può amaramente constatare che davanti alle pretese indiane dell’ultimo anno forse non abbiamo tentato tutto il tentabile presso i nostri alleati (che ben poco ci hanno aiutati), oppure presso l’Onu, impegnata in prima fila nella lotta alla pirateria. Tant’è, ora il dado è tratto. E se tutti siamo contenti per Girone e Latorre, resta una punta di amaro in bocca che si chiama credibilità dell’Italia» (Venturini, CdS).

Pressione Altri medici sono stati mandati a controllare l’ipertensione di Berlusconi aggiuntasi domenica all’infiammazione agli occhi già valutata sabato al processo Mediaset: a detta dei medici l’insorto «scompenso pressorio», costituisce «assoluto impedimento» a differenza dell’infiammazione agli occhi; e poiché Berlusconi fa valere il diritto dell’imputato di rendere «dichiarazioni spontanee» in qualunque momento lo desideri, il processo va sospeso. Domani si rifarà solo il calendario in base alla prognosi, che per ora è «6/7 giorni di ricovero per chiarire la diagnosi» e «15 di terapia» agli occhi. Slittano requisitoria (in calendario il 4 marzo), arringhe (in teoria ieri) e sentenza (non più il 18).

Pdl Intanto ieri cento parlamentari Pdl guidati da Alfano, sotto le gigantografie di Falcone e Borsellino, sono andati a far comizio sulla scalinata del Tribunale di Milano. Motivo: protestare contro «gli scandali» della «nuova visita fiscale a Berlusconi», della «richiesta dei pm di Napoli di giudizio immediato a carico di Berlusconi» per corruzione del senatore De Gregorio, e «del non riconoscimento della riunione dei gruppi parlamentari come legittimo impedimento degli avvocati Ghedini e Longo al processo Ruby».

Operai La coalizione Pd-Sel è al terzo posto nel voto operaio dopo il Movimento 5 Stelle e dopo il Pdl. Secondo i dati LaPolis, Beppe Grillo ha preso addirittura il 40% dei consensi delle tute blu (per Ipsos si sarebbe fermato al 29%), il Pdl il 25,8% (24% per Ipsos) e il centro-sinistra 21,7 (20% secondo Ipsos) (Di Vico, CdS).

Debiti Non esistono dati recenti sui debiti commerciali dello Stato (debiti espressi non in buoni del Tesoro, ma in fatture da saldare alle imprese fornitrici di beni e servizi alle amministrazioni pubbliche). Comunque si può calcolare che superino il 10% del Pil: più di 150 miliardi di euro. Emanuele Padovani, professore di Public Management all’Università di Bologna, ha stimato che a fine 2010 gli oneri delle Regioni verso i fornitori erano a 68,8 miliardi, quelli dei Comuni a 48,4 e quelli delle Province a 19,6. Fa 136,9 miliardi di euro, circa il 9% del Pil. Due dei comuni nei quali il debito pubblico per abitante è più alto sono Torino e Milano. Ma tra circa dieci giorni, con ritardo di due anni, verranno resi anche i valori per il 2011 e, salvo sorprese, i debiti degli enti locali dovrebbero essere cresciuti per almeno altri 15 miliardi. Un ulteriore capitolo dell’esposizione finanziaria dello Stato, sottolinea Emanuele Padovani, riguarda poi la quota di debito delle aziende partecipate dagli enti locali. Resta poi lo Stato centrale quello che deve pagare ai fornitori: «L’aspetto sul quale la nebbia è più fitta. La gestione dell’amministrazione scolastica e alcune delle spese di Consip, l’agenzia per l’acquisto di beni e servizi per lo Stato, fanno pensare che le cifre siano rilevanti. Anche se resta indeterminato, l’ammontare di questi debiti fa sì che l’esposizione commerciale dei vari rami dello Stato con ogni probabilità superi nettamente il 10% del Pil» (Fubini, CdS).

(a cura di Daria Egidi)


Mercoledì 18 gennaio 2017
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