Nuove scosse in Emilia: 16 morti e migliaia di sfollati
• Alle 9.02 una scossa di magnitudo 5.8 con epicentro tra Midolla e Mirandola ha fatto tremare l’Emilia e tutto il Nord Italia. Le scosse di terremoto sono continuate poi per tutto il giorno. Le persone morte sono 16, i feriti 350, gli sfollati complessivamente 8.000, che hanno trovato riparo e accoglienza nei campi allestiti dalla Protezione Civile e negli alberghi messi a disposizione nella zona. Nelle operazioni di soccorso e assistenza sono coinvolte complessivamente circa 4.000 persone. I nuovi 8.000 sfollati si aggiungono alle 6.000 persone rimaste senza casa o impossibilitate a rientrarvi in seguito ai terremoti dello scorso 20 maggio, che uccisero sette persone. Il bilancio complessivo è quindi di 23 persone morte a causa dei principali eventi sismici e di circa 14 mila sfollati. Nel corso della relazione in Parlamento, nel pomeriggio il sottosegretario Catricalà ha spiegato che le morti a causa del terremoto si sono verificate a Mirandola, San Felice sul Panaro, Concordia, Finale Emilia, Cento, Novi di Modena, Medolla e a Cavezzo. A Medolla c’è ancora un operaio dato per disperso. Stava lavorando in uno dei capannoni dell’azienda Haematronic, quando si è verificato un crollo. I vigili del fuoco hanno proseguito le ricerche nella notte tra le macerie, ma senza alcun esito. Nello stesso stabilimento sono morte tre persone: il corpo di un operaio è stato rimosso ieri mattina, mentre i corpi delle altre due persone sono ancora sotto le macerie perché per rimuoverli occorrerebbe l’utilizzo di macchinari pesanti, che i vigili del fuoco preferiscono non utilizzare fino a quando non saranno terminate le ricerche dell’ultimo disperso. [Giubilei e Riotta, Sta]
• «(…) Cavezzo, 7.000 anime, è praticamente un paese morto. Mirandola, la città gioiello di Pico, 25 mila abitanti, assomiglia alle retrovie di una frontiera di guerra. Medolla è pericolosamente vicino all’anno zero. E poi San Felice, Finale, Crevalcore, Cento: ritagli di Modenese, Bolognese e Ferrarese uniti in un tragico puzzle di sangue e rovine artistiche. Nelle campagne non si muove un’anima. Le strade attorno all’epicentro sono butterate da crepe o invase dalle macerie. Cigolano i resti di casolari, mentre mucche e galline vagano alla ricerca di qualche cosa che non c’è più». [Alberti, Cds]
Sotto le macerie strage di operai
• «(…) Anche stavolta si deve registrare la Caporetto delle strutture destinate alla produzione, con ben dieci vittime sul totale di sedici mietute dai movimenti inconsulti della terra. Tutti capannoni dichiarati agibili, quelli in cui gli sventurati operai hanno trovato la morte ieri. Come se Madre Natura, o comunque la si voglia chiamare, avesse voluto verificare se l’avvertimento del 20 maggio fosse andato a segno: non era così, e Gianni Bignardi, ingegnere 62enne di Mirandola, Kumar Pawan, operaio di 27 anni, e Mohammad Azaar, 46 anni, caporeparto, sono morti nel crollo dell’industria metalmeccanica Meta, dove lavorava insieme a un insieme di etnie: dagli indiani Sikh ai marocchini agli italiani». [Giubilei, Sta]
• Sul Cds Di Vico fa presente che, dopo queste nuove scosse, «sul breve le aziende resteranno chiuse, i sindacati si sentiranno rassicurati ma tra qualche giorno i dubbi torneranno perché, se hanno ragione gli esperti, bisognerà convivere con il sisma per un bel po’, almeno qualche settimana e i Piccoli un mese con le mani in mano non ci stanno. E poi se fino a pochi giorni fa la parola capannoni era indissolubilmente accoppiata al Veneto, il terremoto ha mostrato come l’industrializzazione diffusa abbia prodotto gli stessi fenomeni anche in Emilia. Il vanto degli artigiani modenesi, reggiani o ferraresi era che da loro le cose però erano state “governate” (verbo molto usato da queste parti) meglio, che il perimetro delle aree industriali era stato rispettato e che non c’era stato quel consumo esasperato di territorio che i nordestini oggi rimproverano a se stessi. Nella regione rossa le cose sembravano esser andate meglio ma poi il maledetto sisma ha dimostrato che tanti capannoni saranno stati costruiti pure nelle zone previste dalle amministrazioni ma non con le dovute precauzioni edilizie. E si sono sbriciolati quasi per primi».
Oggi Consiglio dei ministri sul terremoto, possibile aumento della benzina
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Mario Monti ha annunciato che oggi il Consiglio dei Ministri si riunirà per discutere i nuovi provvedimenti da assumere per affrontare l’emergenza terremoto, dando nuove risorse per i soccorsi e la ricostruzione nella zona. Potrebbe arrivare un aumento di 2-3 centesimi dell’accisa sulla benzina. Per lunedì prossimo, 4 giugno, è stata annunciata una giornata di lutto nazionale in ricordo delle persone morte a causa dei terremoti in Emilia. Il ministro dell’Interno,
Anna Maria Cancellieri, ha fatto visita ad alcune zone terremotate nel modenese, confermando l’impegno del governo per affrontare in tempi brevi l’emergenza. [Sta]
Don Ivan, morto nella sua chiesa per salvare una statua
• Fra le varie storie di questo terremoto c’è quella di don Ivan Martini, parroco di Rovereto sul Secchia (Modena), morto mentre cercava di salvare una statua della Madonna dalla sua chiesa. Racconta Brambilla sulla Stampa: «Erano le nove e mezza di mattina quando don Ivan, 65 anni, parroco di Rovereto sul Secchia – una frazione di Novi di Modena –, è entrato nella sua chiesa per recuperare quel che era sacro, per lui e per i fedeli. Un sopralluogo concordato con i Vigili del fuoco. Concordato e programmato da tempo. La chiesa era pericolante dopo il terremoto di dieci giorni fa. Don Ivan è entrato con i pompieri. Hanno cominciato a scappare insieme, quando sembrava suonassero le trombe dell’Apocalisse. Ma lui non ce l’ha fatta. Dicono che forse la veste si è impigliata da qualche parte».
Sul web la protesta contro la parata del 2 giugno. Napolitano: «Si farà»
• Sul web, in particolare su Facebook e Twitter, è montata nel corso della giornata una campagna per far annullare la parata militare in programma per il 2 giugno a Roma e destinare quei soldi ai terremotati. La richiesta è stata appoggiata dai sindacati e da alcuni partiti, tra cui Lega, Italia dei Valori e Sel. Il presidente della Repubblica però ha fatto sapere che la parata si terrà regolarmente, ma in forma ridotta e sarà dedicata «alla memoria delle vittime di questo sisma, alla sofferenza della popolazione, al dolore delle famiglie». «Celebreremo, sobriamente – ha annunciato
Giorgio Napolitano - perché la Repubblica deve dare conferma della sua vitalità, forza democratica, della serenità e fermezza con cui affronta le sfide». [Schianchi, Sta]
• Il costo della parata è tra i 2,6 e i 2,9 milioni di euro, ma, spiegano dalla Difesa, ormai sono spese già fatte, annullarla all’ultimo minuto comporterebbe solo minimi risparmi. [Schianchi, Sta]
• A Roma sabato sfileranno 2.584 militari contro i 4.919 del 2011. [Guerzoni, Cds]
• Trentasei anni fa, all’indomani del terremoto in Friuli, il presidente Leone e il ministro della Difesa Forlani sospesero la tradizionale parata militare. [Schianchi, Sta]
Annullata l’amichevole degli Azzurri a Parma
• La partita di calcio Italia-Lussemburgo, primo dei due test amichevoli degli Azzurri di Cesare Prandelli in preparazione degli Europei, è stata annullata a causa del terremoto. Lo ha deciso ieri all’ora di pranzo la Federcalcio, d’intesa con prefetto e sindaco, quando su Parma è piombata la terza scossa forte. [Sta]
Nella Pianura Padana rischi sismici sottovalutati
• Scrive la Arcovio (Sta) che nel sottosuolo dell’Emilia Romagna c’è un complesso sistema di faglie che ha avuto tutto tempo di accumulare tanta energia per poi esplodere in una serie di scosse particolarmente intense. «Ma su questo la comunità scientifica sembra divisa. C’è chi infatti pensa che sia necessario fare nuove valutazioni sulla sismicità dell’area, aggiornando di conseguenza le carte sismiche, e chi invece non è affatto stupito di quanto sta accadendo in questi giorni». [Arcovio, Sta]
• «Pochi ricordano terremoti simili perché sono accaduti molto tempo fa, nel 1570 e poi nel 1639. Dai dati storici sappiamo che questo terremoto rientra quindi nella casistica della mappa. Non ci sono anomalie. Sicuramente quest’area è stata purtroppo snobbata per moltissimi anni. Paradossalmente si preferiscono studiare aree più vivaci, quando invece c’è ancora tanto da imparare sul nostro territorio. (…) Proprio nelle aree colpite dal terremoto c’è un sistema di faglie complesso in movimento. È qui che avvengono una serie di fratture provocare da continui processi di deformazione dovuti alla spinta tettonica della placca africana che preme da Sud verso Nord e si scontra con parte della placca euroasiatica. La Pianura Padana è situata proprio sul punto in cui avviene questa compressione» (Gianluca Valensise, geologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). [Arcovio, Sta]
• Con maggiore precisione anche Caprara sul Cds fa presente che ciò che scatena i terremoti in Italia è sempre la compressione esercitata verso nord dalla placca africana sulla placca euroasiatica. Questa genera un’area ad alto rischio nel Sud, Sicilia in particolare, e il pericolo sale poi lungo tutta la Penisola come i movimenti degli Appennini. La placca africana, frammentata, si insinua anche nella zona dell’Adriatico aumentando il pericolo nel Settentrione orientale. Il terremoto del Friuli era legato ad essa. La Pianura padana, dunque, è il lembo più settentrionale della placca africana e di conseguenza non può essere immune da questi fenomeni anche se statisticamente meno intensi.
• La zona interessata dal terremoto del 20 maggio è arrivata a sollevarsi di 15 centimetri. Lo hanno scoperto i satelliti CosmoSkymed dell’Agenzia spaziale italiana Asi. [Caprara, Cds]
Monti: «Fermiamo il calcio per due-tre anni»
• Nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier polacco Donald Tusk,
Mario Monti ha affrontato il tema del calcioscommesse e ha lanciato una proposta (non ufficiale) per fermare i campionati di calcio per «due-tre anni». Naturalmente le parole del presidente del Consiglio hanno fatto arrabbiare tutti, scatenando le proteste di dirigenti sportivi, presidenti di club e politici. Queste le dichiarazioni di
Monti di ieri: «Provo una profonda tristezza. Vi parla uno che politico non era e tornerà a non esserlo molto presto. È così facile per la grande maggioranza dei cittadini localizzare tutti i mali dell’Italia nella politica, ma è un errore: ci sono gravi, gravi difetti della politica ma in un Paese non esiste quella separatezza tra politica e società civile che a volte i membri della società civile trovano comodo pensare che esista. Fa rabbrividire un mondo che dovrebbe essere l’espressione dei valori più alti, come sport, giovani, competizione e si dimostra invece un concentrato degli aspetti più riprovevoli: slealtà, illegalità, falso, ricerca demagogica di popolarità. È un fenomeno incredibile quello che si è visto sugli spalti di uno stadio di una grande città (Genova, ndr), dove si è assistito a un invisibile ricatto pieno di omertà con giocatori che si sono inginocchiati e hanno tolto la propria maglia di fronte a chissà quali minacce di qualche centinaio di sfegatati. Non dobbiamo pensare che i fenomeni di soggezione forte a poteri occulti esistano solo in certe zone d’Italia, perché quella è stata una manifestazione spaventosa di questo fenomeno. È inammissibile che periodicamente si usino i soldi dei contribuenti per ripianare le situazioni delle società di calcio. Mi chiedo se per due o tre anni non gioverebbe molto alla maturazione di noi cittadini italiani una totale sospensione di questo gioco. Non sto facendo una proposta, men che meno una proposta che viene dal governo, si tratta di un mio desiderio, quello di una persona che di pallone è stata appassionata, quando, però, il calcio era il calcio». [Semprini, Sta]
• Le reazioni alle parole di
Monti sul calcio. Il presidente della Federcalcio,
Giancarlo Abete: «Condivido l’amarezza: nessuno sconto per chi ha barato, ma fermare i campionati significherebbe mortificare tutto il calcio, penalizzare chi opera onestamente». Detto questo, oltre al fatto che «il calcio non riceve un euro di fondi pubblici», si può tornare sull’analisi di cui sopra: «Il calcio è nella società civile: non è meglio, ma non è neanche peggio. Ma bisogna evitare il rischio di generalizzazioni». Per
Gianni Rivera sono state «frasi fuori luogo, è
Monti che fa Crozza», per
Gianfranco Fini «non va preso alla lettera, l’enfasi è stata voluta», per il presidente del Palermo, Zamparini sono solo «stupidaggini». [Galluzzo, Cds]
Calcioscommesse, il presidente del Siena ai suoi: «Perdette, così scommetto»
• In un interrogatorio finora coperto da segreto, il pentito Filippo Carobbio racconta che il presidente del Siena Mezzaroma, durante la stagione 2010-2011, avrebbe fatto pressioni sui suoi giocatori per perché perdessero una partita, per poter scommettere così contro di loro. Il racconto Carobbio, che di quella squadra era un terzino quasi sempre in panchina, riguarda otto partite. La posizione del presidente Massimo Mezzaroma e quella dell’ex allenatore
Antonio Conte, l’intero staff tecnico e alcuni giocatori al vaglio: in tutto dieci tesserati iscritti nel registro degli indagati. [Zancan, Sta]
Tangenti alla Bpm, in manette Ponzellini
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Massimo Ponzellini, presidente di Impregilo Spa ed ex presidente di Banca Popolare di Milano, è finito agli arresti domiciliari assieme al collaboratore Antonio Cannalire (imprenditore nel settore delle slot machine) nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano su un finanziamento da 148 milioni di euro erogato da Bpm alla società Atlantis/BPlus, collegata al clan mafioso di Nitto Santapaola. Le persone indagate sono in tutto sei, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, appropriazione indebita, emissione di fatture per operazioni inesistenti e riciclaggio. Tra questi c’è anche l’ex direttore generale di Bpm Enzo Chiesa e il deputato del Pdl
Marco Milanese, già ufficiale della Guardia di Finanza e consulente dell’ex ministro dell’economia
Giulio Tremonti. Secondo gli inquirenti, nel 2009 Ponzellini avrebbe erogato indebitamente dei finanziamenti in favore di diverse società, con il sostegno di una «associazione affaristica criminale» coltivata all’interno della Banca, dietro pagamento di tangenti per circa 5,7 milioni di euro. L’intermediario con gli imprenditori era il suo “braccio destro” Antonio Cannalire, al quale si sarebbe rivolto Francesco Corallo, figlio di Gaetano, esponente del clan mafioso siciliano di Nitto Santapaola. Per l’approvazione del finanziamento di 148 milioni ad Atlantis, società di videopoker facente capo a Corallo con ramificazioni offshore nelle Antille Olandesi, Ponzellini si sarebbe speso «personalmente in maniera del tutto anomala» e in violazione delle norme anti-riciclaggio. [Colonnello, Sta]
Da Prodi a Tremonti, la carriera di Ponzellini
• Manacorda sulla Stampa traccia un ritratto di
Massimo Ponzellini: «Nel gran mare della politica il sessantaduenne Ponzellini naviga da decenni, spesso pronto a sfruttarne le correnti per assicurarsi una rotta sicura. Figlio di ottima casata bolognese – la famiglia della madre possedeva l’Anonima Castelli, mobili di design, il padre Giulio era tra i fondatori della casa editrice Il Mulino – coltiva nei Settanta il rapporto con
Romano Prodi, con il quale ha in comune il compleanno, il 9 agosto, ma undici anni di differenza. Da giovane dirigente della Bnl, guidata allora da un altro bolognese come
Nerio Nesi, seguirà Prodi prima in Nomisma, poi al ministero dell’Industria e ancora all’Iri, prima di approdare per un decennio alla Banca Europea per gli investimenti. Ma il rapporto passato non suscita, specie nell’ultimo decennio e dopo la conversione di Ponzellini alle sirene tremontiane, i ricordi più teneri del Professore. Così, qualche anno fa, il portavoce di Prodi
Silvio Sircana si incarica di comunicare che i due sono al massimo in rapporti di “vicinato” di casa e non di “vicinanza”. Ponzellini ricambia, come quando, proprio a Vergiate due anni fa, evoca tra gli applausi i demoniaci “banchieri di Goldman Sachs”, di cui il Professore è stato consulente. Lui, il ragazzo della Bologna-bene diventato grand commis, non è comunque cambiato più di tanto. Estroverso ai limiti del cabarettismo, il nome della moglie Maria, della dinastia Segafredo, tatuato sul polso sinistro e gli occhiali della chicchissima Maison Bonnet come quelli di Aristotele Onassis, il fisico imponente (“Ma hai mai visto un toro magro?”) e la battuta pronta, l’amore per le auto veloci, la capacità di coltivare relazioni e la smania di apparire che lo porta anche in qualche trasmissione tv. Tutto questo e molto altro è il Ponzellini che nell’era berlusconiana si riposiziona e torna in patria. Dal 2002 al 2006 è amministratore delegato della Patrimonio dello Stato, poi
Tremonti lo nomina amministratore del Poligrafico dello Stato. Il ritorno di Prodi al potere interrompe l’esperienza. Così nel 2007 Ponzellini passa alla presidenza di Impregilo, dove riesce a coagulare gli interessi di soci diversi tra di loro come il gruppo Gavio, quello
Benetton e i Ligresti. Tre anni fa, sponsorizzato dall’asse Tremonti-Lega che sogna la conquista del sistema bancario, l’approdo alla lottizzatissima Popolare di Milano con l’indispensabile appoggio degli Amici della Bpm, l’associazione dei soci-azionisti. Negli stessi mesi, guarda i casi della vita e della cronaca, entra anche in un super-comitato per risanare le finanze del Vaticano accanto ad altri banchieri come Carlo Fratta Pasini e
Ettore Gotti Tedeschi. Alla Bpm, però, finirà presto e male, con la banca piegata dalla necessità di un aumento di capitale da 800 milioni, Bankitalia che impone un ricambio completo dei vertici, l’arrivo di
Andrea Bonomi come “cavaliere bianco”».
Vatileaks, tre italiani coinvolti
• A tutt’oggi Paolo Gabriele è l’unico indagato per la fuga di documenti dall’appartamento papale, ma il cerchio si sta stringendo attorno a tre funzionari laici della Santa Sede, residenti in Italia. Il portavoce vaticano, padre
Federico Lombardi, ha fatto sapere: «I giudici vaticani chiederanno aiuto alla giustizia italiana, se la loro inchiesta porterà a identificare responsabilità di cittadini italiani». Scrivono Galeazzi e Grignetti (Sta): «Secondo gli investigatori che lavorano Oltretevere le responsabilità dei tre sono evidenti. Si attende forse che facciano un passo falso. E se finora non è stata avanzata alcuna richiesta di rogatoria verso la magistratura italiana, non mancherebbe molto per chiedere assistenza giudiziaria e sequestrare i loro computer privati. Oltretutto sui server di posta elettronica, le mail vengono conservate per cinque anni. Sarà agevole, al momento opportuno, verificare se qualcuno di questi ha maneggiato documenti proibiti».
• Paolo Gabriele, l’ex maggiordomo del Papa, è stato trasferito in un’altra cella, sempre all’interno della caserma vaticana ed è tenuto sotto costante osservazione. A controllarlo telecamere attive 24 ore su 24. [Galeazzi e Grignetti, Sta]
• Secondo la Sarzanini (Cds) Paolo Gabriele alla fine potrebbe riuscire a evitare una condanna e il carcere. Se la collaborazione con gli investigatori della Gendarmeria e con il pubblico ministero Nicola Picardi si rivelerà proficua, la sua posizione potrebbe alleggerirsi già nelle prossime ore. E alla fine dell’istruttoria, se davvero avrà mostrato pentimento, il maggiordomo potrebbe avvalersi della norma del diritto canonico che concede a tutti gli imputati di fare appello al Papa per essere da lui giudicato. In questo caso si attiverebbe una procedura che potrebbe portare addirittura al perdono.
Siria: Ue e Stati Uniti espellono gli ambasciatori
• Ieri undici Paesi occidentali, tra cui l’Italia, hanno espulso i diplomatici siriani ritenuti ormai «persone non grate». Poche ore prima, l’Onu e associazioni umanitarie come Human Rights Watch avevano confermato che gran parte delle 108 vittime, tra cui 49 bambini, avevano subito esecuzioni sommarie casa per casa. Il capo delle operazioni di pace delle Nazioni Unite Hervé Ladsous ha spiegato: «Per gli uccisi da armi pesanti è chiaro che la responsabilità ricade sul governo di Damasco, gli altri, morti a causa di armi bianche, potrebbero essere attribuiti agli shabiha, le milizie locali fedeli a Bashar Assad». Mentre il dittatore siriano accusa i «terroristi» e subordina la riuscita del piano Annan alla «fine del traffico di armi» destinato ai ribelli. [Paci, Sta]
• Il presidente francese Francois Hollande non ha escluso un intervento armato in Siria, «a patto che sia effettuato nel rispetto del diritto internazionale, ossia dopo una deliberazione del Consiglio di sicurezza dell’Onu». Il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha specificato di non ipotizzare un intervento di terra. La Casa Bianca, che vorrebbe che Assad lasciasse il potere accettando l’esilio, fa sapere di non ritenere adesso l’intervento militare in Siria la via giusta perché porterebbe più caos e stragi. [Caprara, Cds]
Titolo Facebook in caduta libera: sotto i 30 dollari
• Ieri al Nasdaq il titolo di Facebook è arrivato a un minimo di 29,23 dollari, il 23% in meno rispetto ai 38 dollari del prezzo di collocamento. La caduta libera del titolo influisce sulla capitalizzazione dell’azienda, scesa a 79,7 miliardi di dollari dagli 82,5 miliardi dell’apertura di ieri e dai 104,1 miliardi del debutto in Borsa. [Sta]
Rignano, una seconda inchiesta
• Mentre ieri sono stati assolti con formula piena i cinque imputati accusati di abusi nell’asilo di Rignano Flaminio, è in corso una seconda inchiesta che riguarda eventuali abusi su otto bambini che sono stati parti offese e parti civili nel processo principale, terminato due giorni fa. Ieri la procura di Tivoli ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di una donna di origini slovene, Jasna Deticek, ipotizzando non abusi sessuali ma sequestro di persona, violenza privata e sottrazione di minorenni. Il tutto in concorso con persone per il momento ignote. [Amabile, Sta]
I 23 azzurri per l’Europeo: sì a Bonucci, no a Destro e Ranocchia
• Cesare Prandelli ha consegnato all’Uefa la lista ufficiale dei 23 convocati per l’Europeo. Restano fuori il difensore dell’
Inter Andrea Ranocchia e l’attaccante del Siena Mattia Destro. C’è invece Andrea Bonucci, lo juventino indagato nello scandalo calcio scommesse. Ha spiegato il ct azzurro: «La cosa più fastidiosa è che qualcuno ha accostato la vicenda di Bonucci a quella di Criscito. Bonucci non ha ricevuto alcun avviso di garanzia dalla procura. Per questo verrà con noi all’Europeo». Bonucci, in realtà, risulta indagato, ma il provvedimento non gli è stato notificato e la Federcalcio ha ricevuto assicurazioni che non succederà. [Bocci, Cds]
(a cura di Luca D’Ammando)