
























































Muore a Montemagno (provincia di Firenze) il famoso cantante Giorgio Gaber (al secolo Gaberschick). Aveva 64 anni.
Da oggi in Spagna il servizio militare è riservato ai soli professionisti.

OSSERVARE
Trovarsi per caso sul ponte di una nave, mentre naviga nel mar grande per raggiungere una qual-.
siasi delle tante stupende mete del “Nord Europa”,e osservare con gli occhi sgranati la moltitudine
di colori che con il passare delle ore si presenta ai nostri occhi.
Colori che diventano sempre più intensi e pastellati fino a colorare con sfumature indimenticabili.
la nostra emotività.Sembra come accarezzare un bellissimo sogno,dove l’inizio e la fine sem-
brano volersi confondere,plasmarsi l’un l’altro,fino a inebetirci.
Panorami inimmaginabili e cruenti dove l’orizzonte crea effetti talmente avvolgenti da lasciarci
Sconcertati e poi in un attimo la bruma che arriva lieve e inesorabile,fino a coprire ogni cosa con-
Fondendo realtà e finzione,mare e terra,cielo e mare.
Terre lontane ove archetti, elfi, nani e antichi spiriti si completano in una grande e bellissima
avventura riportando il nostro spirito creativo nello spazio infinito
dell’immaginazione ,dell’avventura .
La lontananza sovrasta ogni cosa, l’oceano crea in noi stessi una gran voglia di interporre la
nostalgia allo spirito della scoperta e della conoscenza.
I SOGNI
Tanti anni fa si sognavano mondi muovi e lontani,per molti aspetti quasi irraggiungibili,dove tutto
sarebbe stato diverso,dove ognuno indipendentemente da tutto avrebbe avuto una nuova opportuni-
tà di crearsi una vita diversa,dove le regole,le differenze culturali,gli ideali e la voglia di egua –
glianza potesse diventare l’emblema di una vita migliore,
Mondi nuovi,sogni irraggiungibili e spesso inimmaginabili,dove la terra ancora vergine e grassa
dava frutti pieni di sapore, inebriando di odori mai sentiti.
Oggi purtroppo sembra che non ci sia più nulla da scoprire da portare alla conoscenza del genere
umano,questa certezza ci crea disagio,ci mette in pensiero per i nostri figli per il nostro futuro per
la nostra innata voglia di scoperta di conoscenza.
Il nostro mondo tanto grande e vasto in pochi secoli è diventato un sottilissimo fazzoletto di terra
calpestato con durezza e alterigia da tutti noi, che invece dovremmo con saggezza portarle rispet-
to e dignità,e non disprezzarlo come facciamo tutti i santi giorni,bruciando boschi,distruggendo la
fauna comprimendo sempre di più la nostra atmosfera con i vari gas di scarico e veleni var.Spero
che questo mondo così vicino e lontano nello stesso tempo,ritorni al più presto a respirare e a esse-
re quello di un tempo che ormai sembra remoto.
L’INCANTESIMO
Parola magica ed esoterica,che ci lascia spesso passeggiare con la mente verso paesi lontani e
suggestivi,dove i grandi boschi rapiscono la fantasia dei più giovani ma anche di tutti coloro che
sono disposti anche a tarda età ad ascoltare le sensazioni del cuore e della mente.
La distrazione fonte di creatività.
A volte camminando lungo una stradina che affaccia su un crocicchio,ci si apre quasi per caso un lungo vialetto al-
berato,dall’aspetto antico e inaspettato;il vento nel frattempo spira una brezza preziosa e per qualche verso inebri-
ante.
Il soffiare del Ponentino un vento che arriva da lontano, che per la città di Roma è una fonte di freschezza e di
sollievo. questo vento piacevole,viene dal mare e soffia un’aria fresca e frizzante che ci rallegra l’anima e ci rende
piacevole far scorrere i nostri stanchi piedi lungo la stradina.
I pensieri in quei tardivi pomeriggi d’estate,al tramontare del sole ci sorvolano la mente con una gioia e una serenità
ormai troppo spesso dimenticata.Il camminare lungo i viali alberati ci permette di assaporare un’atmosfera molto sug-
gestiva e particolarmente esaltante.
Gli occhi quasi senza volerlo guardano il punto dell’orizzonte da dove tramonta il sole,e si perde verso occidente pro-
prio verso la riviera di ponente,dove il mare si allarga e prende le misure alla nostra amata terra.
Quel venticello per nulla fastidioso,si accosta al viso quasi con timore per poi avvolgerci completamente e i brutti so-
gni,i timori,i pensieri poco allegri pin pianino svaniscono,per fare posto a riflessioni più terrene e a volte romantiche
che ci fanno vivere la città con allegra vivacità e voglia di scoprire luoghi,incrociare sguardi e sorrisi.
Sì questo ombreggiare degli alberi che molto spesso sono delle bellissime magnolie fiorite con colori pastello che
sembrano essere pronte a prendere insieme con noi un passo sciolto e sicuro per accompagnarci dove l’orizzonte si
perde e si coniuga formando una sola cosa con il mare azzurro della lontana riviera.Queste sensazioni ci ringiovani-
scono il cure e ci fanno amare sempre con maggior vigore Roma e la sua antica storia.
Ed è proprio in queste giornate briose che la distrazione per le persone creative e spontanee aumenta notevolmente
fino al paradosso.
Come accade a due innamorati che agevolmente,passeggiando lungo un bel viale senza quasi rendersene conto si ri-
trovano dopo un po’ di tempo in un posto apparentemente sconosciuto, che se in un primo momento sembra metterli
a disagio,poi man mano che scorrono i minuti l’evento o l’imprevisto li coinvolge fino al punto che il tutto ridiventa
familiare,straordinario,stupefacente.
Questi eventi in una città come Roma cadono nella normalità,diventano un attrazione un evento da ricordare da ri-
petere,per poter rivivere quelle sensazioni.
I tipici colli romani,dove i viottoli si inerpicano cercando di approdare al più presto verso la cima,mentre le magno-
lie i cui lunghi rami fioriti sembrano voler accarezzare le dolci gote dei passanti,emanano profumi intensi,il quadro
che si prospetta agli occhi e un puro spettacolo di colore,destando in coloro che si trovano a passarci una specie di
stato di grazia,che fa si che la mente perda per alcuni istanti il controllo del tempo e dello spazio.
Tutto ciò può sembrare stravagante e poco credibile per le persone attente e scrupolose,ma per i distratti e i creati-
vi è un dato di fatto è una realtà.
Roma 06/05/ 2002
A VOLTE
A volte sembra che le giornate non vogliono mai finire e il tempo sembra non voler scorrere, cosa che per alcuni
aspetti si può ritenere piacevole ma per altri motivi irritante.
Si a volte la vita comprime l’anima e il cuore come una grande pressa,che ogni durante lo scorrere del tempo diven-
ta incredibilmente pesante e opprimente,mentre altre volte il cuore e l’anima si sentono liberi come libellule,e il sof-
fiare del vento ci crea tutt’intorno un’atmosfera incredibilmente viva e splendente,come se ci trovassimo accanto alle
nuvole liberi di correre veloci e felici,pieni di voglia di vivere e di amare senza mai fermarci corriamo con la fantasia
quasi a voler tornare bambini,veloci e sicuri,in apnea i nostri respiri sono intensi e profondi,la vita in questi casi ci av-
volge e ci restituisce entusiasmo e voglia di correre di andare avanti.
Si a volte le giornate in questi casi sembrano essere diventate incredibilmente corte e brevi.
A volte anche il mare profondo,ci rende incredibilmente vivi e immortali tanto da farci superare cose e eventi impensa-
bili.
A volte lo spazio lontano ci rende partecipi di immagini straordinarie e magnifiche che ci fanno sperare in un mondo
più giusto e vero.
A volte il desiderio ci sorprende nei momenti più impensabili,trastullandoci in una dolce culla stracolma di tenerezze
ormai lontane e di un amore dimenticato da tanto tempo, con una felicità accantonata in un angolo quasi con timore
con la paura di risvegliarla per poi doverne essere travolti.
A volte una semplice parola ci salva da brutte figure e attimi di eterno disagio.
A volte un semplice sorriso regala senza volerlo momenti di gioia a persone a cui non abbiamo mai rivolto un pensiero,
una parola,ridandogli fiducia e voglia di vivere.
A volte sentirsi chiamare in una giornata grigia,lungo una strada tortuosa e lontana,da una voce amica ci rende felici
e contenti.
A volte scrivere due semplici parole su un vecchio diario può diventare un modo per comunicare con noi stessi lascian-
do agli altri la possibilità di scrutare internamente ai nostri pensieri.
Ore 14.
IL MAL DI VIVERE
Il mal di vivere ci invade e ci sconvolge la vita , infrangendo quei valori che fanno e faranno sempre parte
del nostro patrimonio etico culturale…………
Il nostro mal di vivere si insinua dolcemente e delicatamente nella nostra fragile mente, fino a renderci
Non più ricettivi , non più disposti a combattere a superare l’ostacolo;gli ostacoli che si mettono di tra –
verso lungo il nostro cammino.
Il mal di vivere non ha una specificità , non ha una configurazione , riesce sempre a coglierci di sorpresa.
Il mal di vivere è un sottilissimo lamento che si insinua nel nostro cuore,facendo in modo che la realtà
Venga pian pianino distorta e alterata.
Il mal di vivere ci rende ogni cosa avvilente e malinconica fino all’inverosimile.
Il mal di vivere è la punta estrema di una duna incastonata in un grande deserto di sabbia,che ci avvolge e
Abbaglia rendendoci impotenti,facendoci vedere cose impensabili e inverosimili .
Il mal di vivere è l’instaurarsi di un silenzio incomprensibile in noi stessi,in una bellissima,calda,serata,di
Un’estate come tante.
Il mal di vivere è la grande distesa di ghiaccio che a volte ricopre il nostro cuore senza farci più sentire ca-
Lore e amore per gli altri.
Il mal di vivere è la nostra lunga rincorsa verso la solitudine.
Il mal di vivere è il nostro timore continuo e irrefrenabile di non farcela.
Il mal di vivere è la nostra perdita di identità e di valori ormai lontani e irraggiungibili.
Il mal di vivere è il nostro non voler più lottare per vivere le nostre idee i nostri principi.
Roma 01/01/2003
Maurizio C.