



























































Verso le quattro del mattino di venerdì 4 agosto 1972 saltano in aria tre serbatoi dell’oleodotto della Siot a San Dorligo, valle in periferia ovest di Trieste.
Il primo scoppio intacca l’enorme cisterna 44 ma non riesce a far breccia nel cilindro d’acciaio che contiene 80 mila tonnellate di greggio. Le altre cariche squarciano invece i serbatoi 11, 21 e 54: 210 mila tonnellate di petrolio si riversano nella piana e prendono fuoco.
Per evitare che il rogo coinvolga altri serbatoi, i tecnici della Siot pompano quanto più petrolio sia possibile nel grande tubo che attraverso le Alpi raggiunge Ingolstadt in Germania.
La manovra riesce ma non è risolutiva e nel pomeriggio il tank 11 ormai arroventato esplode riversando un’ondata di greggio in fiamme. Una decina di pompieri giunti dal Veneto e dalla Lombardia si ustionano gravemente mentre una colonna di fuoco del diametro di cento metri abbaglia il cielo tra dense nubi di fumo che raggiungeranno i tre chilometri d’altezza.
E’ il primo attentato in Europa di Settembre nero, l’organizzazione terroristica palestinese che di lì a breve sequestrerà e ucciderà nove atleti israeliani impegnati nel Giochi Olimpici di Monaco.
Da "130 anni" "Il Piccolo" di Trieste
Gabriella Amstici



















