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Venerdì 30 maggio 1924
I padroni d'Italia

Il Re è Vittorio Emanuele III

Il Presidente del Senato è Tommaso Tittoni

Il Presidente della Camera è Alfredo Rocco

Il Presidente del Consiglio è Benito Mussolini

Il Ministro degli Interni è Benito Mussolini

Il Ministro degli Esteri è Benito Mussolini

Il Ministro di Giustizia e affari di culto è Aldo Oviglio

Il Ministro delle Finanze è Alberto De Stefani

Il Ministro della Guerra è Antonino Di Giorgio

Il Ministro della Marina è Paolo Thaon de Revel

Il Ministro dell’ Istruzione pubblica è Giovanni Gentile

Il Ministro dei Lavori Pubblici è Gabriello Carnazza

Il Ministro dell’ Economia nazionale è Orso Maria Corbino

Il Ministro delle Comunicazioni è Costanzo Ciano

Il Ministro di Turismo e spettacolo è Luigi Federzoni (senza portafoglio)

Il Direttore generale della Banca d’Italia è Bonaldo Stringher

Il Presidente della Fiat è Giovanni Agnelli

Il Segretario della Fiat è Giovanni Agnelli

L’ Amministratore delegato della Fiat è Guido Fornaca

Il Segretario Politico facente funzioni del Partito Popolare Italiano è Giulio Rodino’

Il Segretario Politico facente funzioni del Partito Popolare Italiano è Giovanni Gronchi

Il Segretario Politico facente funzioni del Partito Popolare Italiano è Giuseppe Spataro

Il Segretario del Partito comunista d’Italia, sezione italiana dell’Internazio è Palmiro Togliatti
I padroni del mondo

Il Papa è Pio XI

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è John Calvin Coolidge

Il Presidente del Federal Reserve System è Daniel Richard Crissinger

Il Segretario Generale del Comitato Centrale del PCUS è Josif Stalin

Il Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Chen Duxiu

Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese è Chen Duxiu

Il Re del Regno Unito è Giorgio V

Il Premier del Regno Unito è J. Ramsay MacDonald

Il Presidente del Consiglio dei ministri francese è Raymond Poincaré

Il Presidente della Repubblica francese è Alexandre Millerand

Il Presidente del Reich tedesco è Friedrich Ebert

Il Cancelliere del Reich tedesco è Wilhelm Marx

Il Re di Spagna è Alfonso XIII

Il Presidente della Repubblica Turca è Mustafa Kemal Atatürk

Il Primo Ministro della Repubblica Turca è Ismet Inönü
  • DAI GIORNALI
    DI OGGI
Matteotti contro le violenze squadristiche
Giacomo Matteotti, segretario del Partito socialista unitario (formatosi nell’ottobre 1922 in seguito a una scissione del Psi), pronuncia alla Camera un durissimo discorso per denunciare le violenze squadristiche durante la campagna elettorale e i brogli dei fascisti alle precedenti elezioni politiche. [Antonio Di Pierro]
Mussolini: «Questo rompic... di Matteotti?»
• È la prima riunione della nuova Camera, chiamata ad approvare il risultato delle elezioni. Il neopresidente, Alfredo Rocco, propone a sorpresa la convalida in blocco dei deputati eletti per la maggioranza. Le opposizioni sono spiazzate. Matteotti interviene a braccio, raccoglie le sue poche carte e chiede di parlare. Contesta la validità delle elezioni, dice che si sono svolte sotto la minaccia «di una milizia armata» al servizio del capo del governo. Partono gli schiamazzi, le interruzioni, gli insulti. I deputati fascisti scendono dall’emiciclio, il presidente li fa sgombrare. «Va a finire che faremo sul serio quello che non abbiamo fatto» intima Roberto Farinacci a Matteotti. «Fareste il vostro mestiere», risponde lui. Conclude dopo un’ora, chiedendo di rinunciare alla violenza. A un collega che si congratula per l’efficacia del discorso replica amaro: «Però adesso preparatevi a fare la mia commemorazione funebre». E qualcuno ha sentito Mussolini dire: «Quando sarò liberato da questo rompic... di Matteotti?». [Romanato 2011]

Martedì 17 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI

Matteotti nella seduta del Parlamento firma la sua condanna
Giacomo Matteotti, deputato socialista,durante la seduta al Parlamento convocata per convalidare i nomi dei deputati eletti un mese prima, nella competizione elettorale del 6 aprile,contesta i risultati elettorali favorevoli al governo e ne chiede l'annullamento,denunciando violenze e brogli che si erano verificati in numerose località : Iglesias,,Melfi, Genova,Napoli ,Rovigo. Il suo discorso suscita un grande scalpore e viene contestato duramente. Risuonano forti e coraggiose le sue parole. Ne segue una bagarre,nella quale le voci dei più facinorosi s'intrecciano con le risposte dell'opposizione in sua difesa. Matteotti però continua per nulla intimidito,mentre il Presidente della Camera Alfredo Rocco gli dice di concludere e di non provocare.Il sottosegretario Finzi ,seduto accanto a Mussolini, grida: "Le prove!Lei deve provare quanto dice". Pronta la risposta di Matteotti". " Tutto documentabile. Noi difendiamo la libera sovranità popolare,ne rivendichiamo la dignità,chiedendo l'annullamento delle elezioni inficiate dalla violenza!"
Egli firma così la sua condanna a morte. E' allora che si decide di eliminarlo . E' un avversario pericoloso e l'opinione pubblica potrebbe credergli e rendere vana la tela di ragno ordita da quel governo che ormai mira a diventare un regime e occupare lo stato con tutti i mezzi. Dieci giorni dopo il suo discorso,Matteotti viene rapito, all'uscita della sua casa ,sul Lungotevere, ed ucciso da squadristi. Il suo cadavere nascosto sarà trovato tre mesi dopo. Questo empio omicidio, autorizzato dal governo,che più tardi si assumerà ogni responsabilità,resterà impunito,a memoria d'uomo, come esempio della tracotanza del potere.




















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