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Domenica 15 maggio 1921
I padroni d'Italia

Il Re è Vittorio Emanuele III

Il Presidente del Senato è Tommaso Tittoni

Il Presidente della Camera è Enrico De Nicola

Il Presidente del Consiglio è Giovanni Giolitti

Il Ministro degli Interni è Giovanni Giolitti

Il Ministro degli Esteri è Carlo Sforza

Il Ministro di Giustizia e affari di culto è Luigi Fera

Il Ministro delle Finanze è Luigi Facta

Il Ministro del Tesoro è Ivanoe Bonomi

Il Ministro della Guerra è Giulio Rodinò

Il Ministro della Marina è Giovanni Sechi

Il Ministro dell’ Istruzione pubblica è Benedetto Croce

Il Ministro dei Lavori Pubblici è Camillo Peano

Il Ministro dell’ Agricoltura è Giuseppe Micheli

Il Ministro di Industria e commercio è Giulio Alessio

Il Ministro del Lavoro e Previdenza sociale è Arturo Labriola

Il Ministro di Turismo e spettacolo è Luigi Rossi (senza portafoglio)

Il Ministro delle Armi e munizioni è Ugo Da Como (senza portafoglio)

Il Ministro della Ricostruzione delle terre liberate è Giovanni Raineri (senza portafoglio)

Il Direttore generale della Banca d’Italia è Bonaldo Stringher

Il Presidente della Fiat è Giovanni Agnelli

Il Segretario della Fiat è Giovanni Agnelli

L’ Amministratore delegato della Fiat è Guido Fornaca

Il Segretario Politico del Partito Popolare Italiano è Don Luigi Sturzo

Il Segretario del Partito comunista d’Italia, sezione italiana dell’Internazio è Amadeo Bordiga
I padroni del mondo

Il Papa è Benedetto XV

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Warren Gamaliel Harding

Il Presidente del Federal Reserve System è William P. G. Harding

Il Re del Regno Unito è Giorgio V

Il Premier del Regno Unito è David Lloyd George

Il Presidente del Consiglio dei ministri francese è Aristide Briand

Il Presidente della Repubblica francese è Alexandre Millerand

Il Presidente del Reich tedesco è Friedrich Ebert

Il Cancelliere del Reich tedesco è Joseph Wirth

Il Re di Spagna è Alfonso XIII
  • DAI GIORNALI
    DI OGGI
Domenica funestata da 22 morti
• Le elezioni politiche si svolgono nella violenza. Il deputato del Ppi Miglioli viene bastonato e deve essere ricoverato in ospedale. Scontri mortali fra attivisti di opposte fazioni avvengono a Biella, Gozzano (No), Vigevano (Pv), Castelbelforte (Mn), Crema (Cr), Padova, Canale (Tr), Melissano (Le), Siracusa. La partecipazione a una spedizione punitiva a Borgo Vercelli costa la vita al sedicenne Riccardo Celoria. Un’incursione a Maresego (Capodistria), «covo di vipere slave», fallisce sanguinosamente e costa la vita a 3 squadristi, circondati e uccisi dai contadini: il quindicenne Giuseppe Basadonna («benché giovinetto, fu squadrista dotato di audacia e volontà»), il ventenne Francesco Giachin e il ventitreenne Giuliano Rizzato; una spedizione punitiva ad Albona, in Istria, a base di bombe Sipe e bombe Thévenot, uccide il minatore Prendonzan. A Treviso scontri di piazza provocano la morte dello squadrista diciassettenne Vittorio Benetazzo e del carabiniere Carmine Cippolletta. Tre morti nel Mantovan a Soave i contadini della cooperativa socialista, respinta con i forconi una spedizione punitiva, massacrano 2 giovani squadristi di Marmirolo, il diciottenne Arrigo Caleffi e il diciassettenne Eugenio Morandini; nei pressi di Canicossa le camicie nere freddano il muratore Guido Gigliati, che non si era tolto il cappello dinanzi a un fascista ferito. Uccisa a Berceto (Pr) l’antifascista trentunenne Palmira Magri. A Caorso (Pc) gli squadristi uccidono il calzolaio Federico Ziliani, intervenuto in soccorso di un amico brutalmente pestato. Depredata la sede dell’Unione cattolica del lavoro di Crema (Cr). A Sogliano al Rubicone (Fo) cade negli scontri con gli antifascisti lo studente repubblicano cesenate Enrico Amici (poi inserito nei martirologi fascisti). Espugnata la Lega contadina di Villa Marone (Pv) con rogo di archivio e arredi. Il sindaco socialista di Buonconvento (Si) viene «arrestato» dagli squadristi e condotto alla sede provinciale del fascio. A Perugia viene inseguito e ucciso a pistolettate dallo squadrista Francesco Scassellati il giovane socialista Guglielmo Rotini. In provincia di Terni incendiate a Papigno la Camera del lavoro e la cooperativa La Concordia; ucciso a Canale l’agente investigativo Enrico Cecconelli durante l’assalto a una vettura postale. Saccheggiata nella notte a Maglio di Goito (Mn) la cooperativa di consumo. Due scontri mortali in Puglia: a Cerignola (Fg) gli squadristi uccidono 3 componenti di una famiglia di sinistra (i fratelli Michele e Matteo Bancone e la madre Maria Russo) e 5 antifascisti che si recavano a votare (Giovanni Cirulli, Antonio Guglielmi, Nicola Naligio, Domenico Margiotta, Vito Pappalardo); a Noci (Ba) il quarantacinquenne operaio fascista Oronzio Loperfido è ucciso a pugnalate. A Ponticelli e a Resina (Na) le squadre di Navarra Viggiani uccidono 4 militanti di sinistra: Pellegrino Giordano, Pasquale Migliaccio, Aniello Riccardi e Paolo Scognamiglio. Secondo i dati del ministero dell’Interno, durante la giornata elettorale avrebbero perso la vita 6 fascisti, 5 fra socialisti e comunisti, 10 estranei a conflitti politici, un agente. [Franzinelli1]
Ritorsioni postelettorali a Udine
• Nella notte, non appena conosciuti i risultati elettorali cittadini che danno vincenti socialisti e popolari, Gino Covre incendia con altri fascisti la tipografia San Paolino, attigua al palazzo arcivescovile, e la redazione del quotidiano «Il Friuli»; le forze dell’ordine arrestano alcuni incendiari e pongono sotto sequestro la sede del fascio. L’indomani convengono a Udine centinaia di camicie nere triestine e ferraresi: la città viene messa a ferro e fuoco; le violenze cessano con la scarcerazione degli attentatori e la restituzione della sede al fascio. I tipografi della provincia proclamano uno sciopero di protesta. [Franzinelli1]
Devastazioni varie
• A Genova camicie nere e dissidenti della Federazione italiana lavoratori del mare occupano i locali dell’organismo sindacale diretto dal capitano Giuseppe Giulietti; l’intervento della forza pubblica ottiene lo sgombero della sede. Espugnate e danneggiate nel Pavese la Camera del lavoro, la biblioteca popolare e le sezioni socialista e comunista di Stradella, la cooperativa di consumo di Gravellona e la Lega contadina di Gambarana. A Torre del Greco (Na) viene invaso un «covo sovversivo». La morte di un ex ufficiale fascista a Bilegno scatena rappresaglie in tutto il Piacentino e determina la fuga di centinaia di «sovversivi», che cercano riparo in altre province. A Castelnuovo Scrivia (Al) una squadra d’azione si scontra con un gruppo di anarchici, che uccidono i fascisti Raimondo Suigo e Giuseppe Torti: devastata per ritorsione la Camera del lavoro e occupato il comune (l’amministrazione municipale socialista verrà sciolta dal prefetto pochi giorni più tardi). [Franzinelli1]
Il blocco nazionale
• Alle nuove elezioni, dopo lo scioglimento anticipato della Camera, i fascisti – che si sono presentati nel “blocco nazionale” promosso da Giolitti – riescono a far eleggere 35 deputati. [Antonio Di Pierro]
Elezioni politiche
Elezioni politiche: leggera flessione del PSI (124 seggi; 23,2%), modesto aumento del PPI (108; 20,2%); ingresso alla Camera dei fascisti (35 seggi); ai nazionalisti 11 seggi, 15 al PCd’I.
Giacomo Matteotti eletto di nuovo deputato
• Alle elezioni viene eletto di nuovo deputato nel collegio di Padova-Rovigo. Con oltre ventimila preferenze è il primo degli eletti. Ma i socialisti hanno perso quasi due terzi dei voti che avevano ottenuto due anni fa, scendendo al 24,9%, addirittura sotto la media nazionale (al 25%). Il blocco supera la maggioranza assoluta (55%). Le amministrazioni rosse hanno perduto consensi, dicono gli osservatori, a causa del loro inconcludente massimalismo e delle violenze. [Romanato 2011]
Elezioni, forte affermazione dei candidati fascisti
Italia alle urne per il rinnovo della Camera dei deputati. Rispetto alla tornata precedente, l’affluenza registra un aumento medio dell’1,4%: votano 6.701.496 italiani, il 58,4% degli aventi diritto. «Dall’analisi della distribuzione del consenso tra le diverse forze politiche emerge una certa trasmigrazione di voti verso i partiti costituzionali (…), mentre i partiti che nel ‘19 erano riuniti nei blocchi di sinistra perdono» quasi mezzo milione di voti.

• Forte affermazione dei candidati fascisti, non tanto in liste proprie (presenti in due soli collegi, in cui di 20 candidati risultano eletti soltanto due), quanto all’interno dei blocchi nazionali voluti da Giolitti («Per lo svolgimento della lotta elettorale, considerando che la più grave debolezza dei partiti costituzionali liberali stava nel loro frazionamento, in confronto alla unione e compattezza dei socialisti e dei popolari, io consigliai la formazione di blocchi in cui tutte le forze dei vecchi partiti liberali e democratici fossero raccolte». [Giolitti 1944]).
La nuova Camera, XXVI legislatura
• I partiti, la percentuale di voti ottenuti e i seggi assegnati alla Camera dei deputati per la XXVI legislatura:
Partito socialista ufficiale 24,7% - 123
Partito popolare 20,4% - 108
Blocchi nazionali 19,1 - 105
Partito liberale democratico 10,4% - 68
Partito liberale 7,1% - 43
Partito democratico sociale 4,7% - 29
Partito comunista 4,6% - 15
Partito democratico riformista 1,8% - 11
Partito dei combattenti 1,7% - 10
Slavi e tedeschi 1,3% - 9
Partito repubblicano 1,9% - 6
Partito economico 0,8% - 5
Partito fascista 0,5% - 2
Partito socialista indipendente 0,6% - 1

Martedì 17 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI





















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