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Lunedì 11 novembre 1918
I padroni d'Italia

Il Re è Vittorio Emanuele III

Il Presidente del Senato è Giuseppe Manfredi

Il Presidente della Camera è Giuseppe Marcora

Il Presidente del Consiglio è Vittorio Emanuele Orlando

Il Ministro degli Interni è Vittorio Emanuele Orlando

Il Ministro degli Esteri è Giorgio Sidney Sonnino

Il Ministro di Giustizia e affari di culto è Ettore Sacchi

Il Ministro delle Finanze è Filippo Meda

Il Ministro del Tesoro è Francesco Saverio Nitti

Il Ministro della Guerra è Vittorio Zupelli

Il Ministro della Marina è Alberto Del Bono

Il Ministro dell’ Istruzione pubblica è Agostino Berenini

Il Ministro dei Lavori Pubblici è Luigi Dari

Il Ministro dell’ Agricoltura è Giovanni Battista Miliani

Il Ministro di Industria, commercio e lavoro è Augusto Ciuffelli

Il Ministro dei Trasporti marittimi e ferroviari è Giovanni Villa

Il Ministro di Turismo e spettacolo è Gaspare Colosimo (senza portafoglio)

Il Ministro dell’ Africa italiana è Vittorio Zupelli (senza portafoglio)

Il Ministro delle Armi e munizioni è Leonida Bissolati (senza portafoglio)

Il Ministro dell’ Assistenza postbellica è Silvio Crespi (senza portafoglio)

Il Ministro delle Terre liberate è Giovanni Villa (senza portafoglio)

Il Direttore generale della Banca d’Italia è Bonaldo Stringher

Il Presidente della Fiat è Alessandro Marangoni

L’ Amministratore delegato della Fiat è Giovanni Agnelli
I padroni del mondo

Il Papa è Benedetto XV

Il Presidente del Federal Reserve System è William P. G. Harding

Il Re del Regno Unito è Giorgio V

Il Premier del Regno Unito è David Lloyd George

Il Presidente del Consiglio dei ministri francese è Georges Clemenceau

Il Presidente della Repubblica francese è Raymond Poincaré

Il Cancelliere del Reich tedesco è Friedrich Ebert

Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Thomas Woodrow Wilson

Il Re di Spagna è Alfonso XIII
  • DAI GIORNALI
    DI OGGI
L’armistizio di Rethondes con la Germania
Firma dell’armistizio di Rethondes con la Germania.
La guerra è finita
• Gli Alleati e la Germania firmano l’armistizio. La guerra è finita.
Ore 11: finisce la guerra sul fronte occidentale
• 1.568° giorno di guerra. Si combatte ancora sulla Mosa tra americani e tedeschi.
Compiègne (Francia) – Alle 5.10 nella foresta di Compiègne la delegazione tedesca firma l’armistizio. Matthias Erzberger, capo della delegazione, lamenta un’ultima volta le condizioni imposte dagli Alleati, che provocheranno «fame e anarchia» in Germania. E tuttavia, avverte, «una nazione di 70 milioni di abitanti soffre ma non muore». «Tres bien» è la risposta di Foch.
• Alle 11 (dell’undicesimo giorno dell’undicesimo mese del 1918), come previsto dall’armistizio, cessano le ostilità sul fronte occidentale. «Ci fu un attimo di silenzio e di attesa, poi si udì uno strano mormorio, che gli osservatori in posizione molto arretrata rispetto al fronte paragonarono al soffio di una leggera brezza. Erano gli uomini che esultavano dai Vosgi fino al mare» (John Buchan) [LL].
Esultano Parigi e Londra
• Scene di gioia e di esultanza in tutte le capitali alleate. Campane a festa a Parigi, colpi di cannone a Londra, con centinaia di migliaia di persone nelle strade.
Alle 10.59 l’ultimo morto americano
• Sulla Mosa si è combattuto fino all’ultimo. È delle 10.59 l’ultimo caduto americano, il soldato Henry Gunther, ucciso mentre attaccava un nido di mitragliatrici tedesche. Le ultime undici ore di battaglia sono costate 10.944 perdite da entrambe le parti, inclusi 2.738 morti. Il dieci per cento in più delle perdite sofferte da entrambe le parti il 6 giugno 1944, giorno dello sbarco in Normandia [N].
• La battaglia delle Argonne, che ha visto impegnati 1.200.000 soldati americani, è stata la più grande battaglia affrontata dagli Stati Uniti nella storia. E la più cruenta.
I caduti
• I caduti dei principali eserciti nella Prima guerra mondiale: Russia tra 1.700.000 e 2.250.000, Germania 1.800.000, Francia 1.390.000, Austria-Ungheria 1.300.000, Gran Bretagna 750.000, Italia 650.000, Romania 300-350.000, Turchia 300-350.000, Serbia 300-350.000, Stati Uniti 126.000, Bulgaria 100.000, Australia 60.000, Canada 60.000, Belgio 50.000, India 50.000, Nuova Zelanda 16.000. Totale: tra gli 8 milioni e 952 mila e i 9 milioni e 652 mila morti.

Mercoledì 18 gennaio 2017
DAI GIORNALI DI OGGI