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 2018  marzo 12 Lunedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella
Il Presidente del Senato è Pietro Grasso
Il Presidente della Camera è Laura Boldrini
Il Presidente del Consiglio è Paolo Gentiloni
Il Ministro dell’ Interno è Marco Minniti
Il Ministro degli Affari Esteri è Angelino Alfano
Il Ministro della Giustizia è Andrea Orlando
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Pier Carlo Padoan
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Valeria Fedeli
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Giuliano Poletti
Il Ministro della Difesa è Roberta Pinotti
Il Ministro dello Sviluppo economico è Carlo Calenda
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali è Maurizio Martina
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Graziano Delrio
Il Ministro della Salute è Beatrice Lorenzin
Il Ministro di Beni e attività culturali e turismo è Dario Franceschini
Il Ministro dell’ Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare è Gian Luca Galletti
Il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione è Marianna Madia (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Anna Finocchiaro (senza portafoglio)
Il Ministro dello Sport è Luca Lotti (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale e Mezzogiorno è Claudio De Vincenti (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne

Nel mondo

Il Papa è Francesco I
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Donald Trump
Il Presidente del Federal Reserve System è Jerome Powell
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Xi Jinping
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è Theresa May
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è Emmanuel Macron
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Édouard Philippe
Il Re di Spagna è Felipe VI di Borbone
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Abd al-Fattah al-Sisi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Recep Tayyip Erdogan
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Damodardas Narendra Modi
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Hassan Rohani

I dazi sono la risposta alle «orribili tariffe» Ue come sostiene Trump o solo protezionismo?

Donald Trump minaccia una guerra commerciale con l’Europa.

• Sta parlando della faccenda dei dazi?
Esattamente. Il concetto del dazio è semplice: quando il tuo prodotto arriva al mio confine ti faccio pagare una tassa prima di farlo entrare. Avendo sopportato il costo di questa tassa, sarai costretto ad aumentare il prezzo di vendita sul mio territorio, quindi i fabbricanti locali o quelli che per qualche ragione non pagano dazio saranno avvantaggiati. Metter dazi è il fondamento del cosiddetto «protezionismo». Giovedì scorso il presidente americano ha firmato l’ordine esecutivo secondo cui l’acciaio importato negli Stati Uniti sarà tassato del 25% e l’alluminio del 10%. Lo ha fatto sostenendo che queste importazioni mettono in pericolo la sicurezza nazionale statunitense: acciaio e alluminio vengono impiegati dall’industria bellica e la dipendenza da Paesi stranieri metterebbe l’America nella impossibilità di difendersi in caso di conflitto armato. 


• Quando entreranno in vigore questi dazi? 
Fra meno di due settimane, il 23 marzo. Varranno per le importazioni da tutti i Paesi del mondo tranne Canada e Messico. La decisione avrà un impatto particolarmente rilevante su alcuni dei 28 paesi dell’Ue, tra i principali esportatori verso gli Stati Uniti di acciaio e alluminio. E, alle prime proteste arrivate da Bruxelles, il presidente ha replicato senza mezzi termini via Twitter: «L’Unione Europea, fatta da Paesi meravigliosi che nel commercio trattano gli Stati Uniti molto male, ora si lamenta delle tariffe su acciaio e alluminio. Se loro abolissero le loro orribili tariffe sui prodotti che gli Stati Uniti esportano là, noi faremmo lo stesso togliendo le nostre. C’è un grosso deficit. Altrimenti tassiamo le automobili». È evidente che quella di Trump è una sparata del tutto falsa, l’Unione europea non impone «orribili tariffe». Il presidente americano sta portando avanti coerentemente ciò che va gridando sin dalla campagna elettorale, ovvero «America first». Dunque, per quanto lo riguarda, se la globalizzazione mette in difficoltà gli Stati Uniti, morte alla globalizzazione. Due giorni fa in un comizio elettorale in Pennsylvania, ha ribadito che «nessuno dei nostri amici a Wall Street li ama, ma noi amiamo i dazi». Per esempio il Wall Street Journal ha paragonato i dazi su acciaio e alluminio alle leggi protezioniste che durante l’amministrazione Hoover contribuirono alla Grande Depressione degli anni Trenta. Intanto però il protezionismo sembra pagare in termini dei consensi: il gradimento per Donald Trump è balzato dal 38 al 42%, il massimo da quando si è insediato alla Casa Bianca, il 20 gennaio 2017.


• L’Italia rischia molto?
L’anno scorso le aziende siderurgiche italiane hanno esportato negli Stati Uniti 505.000 tonnellate di prodotti per un valore di 653 milioni di euro. Secondo i dati di Federacciai, si tratta di circa il 10% del totale dell’export europeo del settore. Inoltre, secondo i numeri elaborati dall’Istat, nel 2017 l’Italia ha esportato negli Usa oltre un miliardo di euro di prodotti della metallurgia (non solo quindi acciaio e alluminio), registrando un aumento del 19,4% rispetto all’anno precedente. Insomma, abbiamo molto da perderci. 


• Ora cosa succederà?
Sabato c’è stato un primo incontro a Bruxelles tra la Commissaria Ue al Commercio, la svedese Cecilia Malmström, e il rappresentante statunitense al Commercio Robert Lighthizer. Non è andato bene, anzi. «Non abbiamo ottenuto un chiarimento immediato sulla procedura per essere esentati e le discussioni dovranno proseguire la settimana prossima», ha commentato la Malmström. I colloqui tra l’amministrazione americana e la Ue proseguiranno questa settimana. La prospettiva di una reazione a catena con nuove misure sulle importazioni non piace a nessuno e rischia di frenare la crescita robusta e sincronizzata in atto in gran parte del mondo, per la prima volta da un decennio. È molto preoccupata anche la Cina. Il ministro cinese del Commercio Zhong Shan ha detto che una guerra commerciale porterà disastri a Cina, Usa e al resto del mondo e la Cina non sarà quella che ne comincerà una. Detto questo, difenderemo con forza gli interessi del Paese e della sua gente».


• Ma l’Europa ha pronte contromisure? 
La Commissione europea sta preparando dazi su un elenco di prodotti made in Usa, dal bourbon alle motociclette Harley Davidson, da colpire con tariffe ancora da definire. Il valore totale delle merci sarebbe pari a due miliardi e 830 milioni di euro, cioè un terzo rispetto all’export europeo soggetto ai dazi trumpiani. È il limite massimo consentito dalle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio per il cosiddetto «ribilanciamento» dei sovrapprezzi. Trump ha lasciato aperto un piccolo spiraglio, offrendo ai paesi esportatori la possibilità di discutere «misure alternative». Che cosa intenda il presidente statunitense con precisione nessuno per ora lo sa, probabilmente vorrà vagliare caso per caso, evitando di coinvolgere organismi internazionali come il Wto, l’organizzazione mondiale del commercio, protagonista negli ultimi 25 anni di un processo di abbattimento delle barriere doganali, che ha aumentato fortemente il commercio internazionale.

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