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 2018  settembre 14 Venerdì calendario

Intervista a Barbara D’Urso: «Più pietre mi lanciano più castelli costruisco»

«Tocchi, tocchi». Ogni volta che si incontra Barbara D’Urso il test sulla tenuta fisica, per sua volontà, è immancabile. Quasi un pezzo da repertorio. «Le sembrano tette rifatte? Tocchi. Guardi dietro le orecchie: vede cicatrici? Niente. Lo scriva». Si sta al gioco, ovviamente. Sembra tutto vero. A 61 anni, Barbara D’Urso, è in grande forma. Dal 3 settembre su Canale 5 guida Pomeriggio 5 e dal 16 tornerà al timone anche di Domenica Live. E sempre per Canale 5 ha appena finito di girare la rinata serie Dottoressa Giò (l’ultima edizione risale al 1998). Insomma, non la ferma nessuno. 
I buoni propositi di quest’anno quali sono?
«Rimanere me stessa. E fare ascolti sempre più buoni».
Novità domenicali?
«Mini-fiction sulla vita dei nostri ospiti. E uno spazio dedicato ai tradimenti in stile Perfetti sconosciuti. Primi ospiti le gemelle Lecciso».
Mara Venier, che torna a condurre Domenica In su Rai1, dice che lei stravincerà. Mette le mani avanti?
«Sì. La favorita è lei. Parte subito dopo il Tg1, con 15 punti di share di vantaggio, e pochissime interruzioni pubblicitarie. Noi invece abbiamo 15 spot. Tenere il pubblico incollato al video sarà molto difficile. E poi Mara è bravissima».
Lavora sempre tanto e sempre con successo: non s’è stufata di leggere e sentire cose terribili sul suo conto? Disposta a tutto, manipolatrice, regina del trash
«Non mi importa. Il trash piace ovunque a tantissima gente».
Perché nel mirino c’è sempre lei?
«Perché quasi tutti vorrebbero essere al mio posto. E poi perché per alcuni sono antipatica e basta».
La critica che l’ha fatta più arrabbiare qual è?
«Non so cosa dirle. Non rispondo mai».
Però ogni tanto se la prende.
«A volte mi girano proprio i coglioni, ma poi lascio stare. Più pietre mi lanciano addosso, più castelli costruisco. Arrendetevi. Resto qui e non mollo».
Qualche volta ha querelato: quante?
«Avrei potuto farlo almeno cinquanta volte, l’ho fatto al massimo dieci».
Anche contro Pupo?
«Sì. Parlando in tv aveva fatto una battuta poco felice su di me, l’età, la bellezza». 
Ha perso la causa, però.
«Succede. Ho vinte tutte le altre. Con Selvaggia Lucarelli, per esempio. Di cui non parlo, però».
Perché la chiamano Miranda, come il personaggio di Meryl Streep nel Diavolo veste Prada? 
«Sono io a farmi chiamare così. Per gioco e perché sono esigente con quelli che lavorano con me. Senza però mai essere maleducata, prepotente, autoritaria. Sono in tv da 41 anni, so quello che faccio e pretendo passione e impegno».
Dal punto di vista professionale di cosa è più orgogliosa?
«Essere tornata a condurre dopo 15 anni Grande Fratello e dopo 20 tornare sul set della Dottoressa Giò, due operazioni vintage meravigliose».
A proposito, nel cast della nuova Dottoressa Giò è sparito Fabio Testi: perché?
«Mediaset ha deciso così».
Dopo averlo avuto in studio come ospite, quando era premier, disse che avrebbe fatto volentieri uno show in tv con Matteo Renzi: conferma?
«Certo. Matteo mi sembrava Berlusconi a 40 anni. Un grandissimo comunicatore».
Farebbe lo stesso con Salvini e Di Maio?
«Sì, insieme però. Da soli ho già dato».
Quando ha saputo che Renzi stava per diventare un collega cosa ha pensato?
«Per raccontare la sua Firenze potrebbe anche funzionare. Non farà il 20 per cento su Canale 5, ma nei circuiti culturali potrebbe cavarsela. Dal set del suo documentario, Renzi mi ha mandato qualche foto su whattsapp. Si vede che ce la sta mettendo tutta».
Se lui fa tv, le potrebbe mai fare politica?
«Mi sento così giovane e aperta alle novità, che non me la sento di escluderlo. Perché no?».
Come e con chi?
«Quando sarà, si saprà. Prima, però, vorrei condurre Sanremo».
Lei sembra una burattinaia estremamente disinvolta: il cinismo è una parte importante del suo lavoro? 
«Non sono cinica. Racconto la realtà, che è fatta di tante cose, anche brutte. Lo fanno tutti, lo faccio anch’io. Io però porto a casa i risultati». 
Dopo i 60 anni che cosa è cambiato?
«Niente. Tutto è come sempre. Spero sempre di andare a cena da amici e conoscere un uomo fico, libero, eterosessuale».
Il difetto che non è riuscita a correggere?
«Controllare tutto in maniera maniacale. È un problema serio, il mio. Per questo sono in analisi dal ’92».
Migliorata?
«No. Ma se non l’avessi fatta sarei peggiorata. La mia è un’ossessione».