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 2018  giugno 21 Giovedì calendario

I primi dieci anni di “Un giorno da pecora”

La saggezza popolare vuole che sia meglio un giorno da leone piuttosto che cento da pecora ma Giorgio Lauro e Geppi Cucciari non la pensano così, se non altro perché domani festeggiano i primi dieci anni di Un giorno da pecora, il programma che conducono (Cucciari è subentrata nel 2015 a Claudio Sabelli Fioretti) su Radio1 dal lunedì al venerdì a partire dalle 13.30. Dieci anni con numeri da capogiro: 1.689 puntate e più di 4.000 ospiti con cui il programma ha raccontato e continua a raccontare la politica da un punto di vista molto particolare: quello dei protagonisti che, fuori dal loro contesto istituzionale, hanno la possibilità di parlare senza slogan o frasi fatte e mostrarsi per quello che sono: «Cerchiamo di raccontare a chi ci ascolta non il politico ma l’essere umano che è in lui. So che fa impressione, ma sono uomini e donne come noi – spiega Lauro E quando vengono da noi sono contenti come i bambini durante la ricreazione a scuola perché non vedono l’ora di parlare d’altro».
ESPONENTI
Chi più, chi meno: «Gli esponenti del centrodestra sono più disponibili a mettersi in gioco, nel centrosinistra sono più restii, prima di parlare pensano alle reazioni che potrebbero provocare le loro parole» svelano i due conduttori.
Quel che è certo, però, è che in dieci anni da quella che Ignazio La Russa ha definito «la quarta Camera dello Stato» sono passati tutti. O quasi: «Ci manca D’Alema che però, non venendo a Un giorno da pecora, ha fatto un grave errore. Noi siamo un po’ come quelli che riciclano il denaro, ripuliamo l’immagine: a uno come lui, che passa per essere antipatico, partecipare avrebbe fatto sicuramente bene».
GAG
Per un D’Alema che non c’è, ci sono esponenti di tutto l’arco costituzionale che, spesso e volentieri, hanno dato vita a vere e proprie gag esilaranti. Come, ad esempio, Berlusconi: «Gli ho chiesto di farsi ammanettare, visto che era la cosa che la metà degli italiani avrebbero voluto fare. Lui non ha accettato ma sono stato quello che, comunque, c’è andato più vicino» ricorda Lauro mentre Geppi Cucciari svela la sua simpatia per Giorgia Meloni: «Lei sa, perché gliel’ho detto, che non la voterei mai ma la sua simpatia, la sua autoironia e la sua passione politica sono indiscutibili».
E, poi, ci sono stati Francesco Cossiga, che ha fatto il dee-jay; Laura Boldrini, che ha parlato dell’amore per il suo gatto; Denis Verdini che ha duettato con Anna Tatangelo; gli ex ministri Andrea Orlando e Valeria Fedeli per parlare, il primo, del rapporto con i cibi surgelati e, la seconda, della tintura per capelli.
GOVERNO
Ora c’è un nuovo governo e, dunque, un nuovo potenziale bacino di ospiti: «Vorremmo averli tutti: ministri e sottosegretari, ma anche quelli di prima, da Renzi a Salvini, da Di Maio a Martina, da Emiliano a Calenda».
E, naturalmente, il neo presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: «La sua è una storia meravigliosa osserva Lauro Mi piacerebbe conoscerlo, chiedergli come si fa a fare il vicepremier di Salvini e, soprattutto, se è vero che si tinge i capelli».