Svolta nella sanità Usa: alle farmacie Cvs le assicurazioni Aetna - Cinquantamila.it

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 2017  dicembre 05 Martedì calendario

Svolta nella sanità Usa: alle farmacie Cvs le assicurazioni Aetna

Un maxi-merger per curare i malesseri della sanità americana. Il colosso della farmacie Cvs ha rilevato il gigante delle assicurazioni mediche Aetna in un’operazione da 69 miliardi di dollari che promette di trasformare l’intero settore, intensificando la spinta a un’integrazione dei servizi a consumatori e pazienti e a contenere tanto le spirali dei costi quanto le incognite politiche sul futuro dell’assistenza. La scommessa dei due gruppi, una della maggiori operazioni di M&A dell’anno, è fin da subito quella di generare risparmi per centinaia di milioni di dollari. Per poi perseguire una strategia volta a catturare crescenti fette della spesa medica complessiva degli americani, offrendo soluzioni innovative quali spartane cliniche in seno ai drugstore o assistenza «digitale» capaci di sostituirsi a necessità di routine o a visite al pronto soccorso.
La fusione mostra come nel subbuglio dell’era Trump – tra deregulation e marce indietro su una riforma quale Obamacare che aumentava e sovvenzionava l’accesso alle polizze assistenziali – la Corporate America proceda a ritmi serrati nel cercare di ridisegnare il business. Altri settori influenzati da politiche dell’amministrazione e con febbre da fusioni comprendono i mass media: allentati i limiti al controllo sono scattati numerosi deal e di recente Disney ha riaperto negoziati per rilevare asset della 21st Century Fox di Rupert Murdoch, un obiettivo perseguito da altri rivali nelle telecomunicazioni e Internet quali Comcast e Verizon.
I termini della combinazione che ha scosso ieri la sanità prevedono che i soci Aetna ricevano 207 dollari per azione, 145 in contanti accanto a 0,837 titoli di Cvs – pari a un valore di altri 62 dollari. Il prezzo rappresenta un premio del 29% sulle quotazioni di Aetna alla vigilia delle indiscrezioni sui negoziati tra i due gruppi, affiorate in ottobre.
Le dimensioni del nuovo colosso che nascerà dal merger, se approvato dall’antitrust, sono tutte nei numeri. Cvs, che ha sede in Rhode Island, vanta un giro d’affari annuale da 178 miliardi di dollari; Aetna, con quartier generale non distante in Connecticut, ha un fatturato pari a circa un terzo, 63 miliardi. Tra le assicurazioni sanitarie Aetna è terza per dimensioni, con 22,2 milioni di assistiti attraverso la sua presenza sul mercato sia con piani a livello aziendale che per gli individui, oltre alla sua partecipazione all’assistenza pubblica Medicare per gli anziani e Medicaid per i poveri.
Cvs porta in dote una catena di farmacie con pochi paralleli per diffusione su scala nazionale, un network di oltre diecimila drugstore sparsi per il Paese. Aetna ha in portafoglio il know how medico. I locali di Cvs potranno così in futuro, nei piani del gruppo combinato, offrire crescenti prestazioni locali, con staff di infermieri, nutrizionisti, visite per la vista e l’udito e un giorno anche la presenza capillare di medici veri e propri e opzioni online.
Larry Merlo, il chief esecutive di Cvs che prenderà le redini della nuova società, ha dichiarato in una intervista al Wall Street Journal che la combinazione consentirà di «venire incontro a una domanda inevasa sia di accesso che di contenimento dei costi». Vale a dire a un matrimonio di nuova espansione, che veda le farmacie diventare mini-ospedali di quartiere, e risparmi stimati in 750 milioni di dollari l’anno. L’amministratore delegato di Aetna, Mark Bertolini, ha da parte sua sottolineato come la forza nel retail di Cvs e il «tesoro» di dati e statistiche sulla salute di Aetna dovrebbero consentire più efficienti trattamenti, ad esempio di malattie croniche. Bertolini non avrà ruolo operativo nel neonato gruppo ma siederà nel consiglio di amministrazione.
Le dimensioni stesse rivendicate dal nuovo protagonista e la sua presenza diffusa sollevano tuttavia anche gravi preoccupazioni: anziché aumentare la scelta e la qualità per i consumatori potrebbe limitarla, ad esempio con legami tra prescrizioni attraverso le polizze di Aetna e le medicine vendute da Cvs.
Entrambe le società, pur consce delle obiezioni, sentivano tuttavia ormai l’urgenza di allargare il loro raggio d’azione e integrare crescenti servizi, una priorità difensiva prima ancora che offensiva. Per Cvs l’emergenza è stata provocata, come in altri settori dell’economia, dal potenziale e trasformativo ingresso di nuovi concorrenti della new economy: Amazon di Jeff Bezos ha allo studio uno sbarco proprio nei servizi farmaceutici dopo quello nei supermercati con Whole Foods. Per Aetna la ricerca di partner per una fusione ha da tempo radici nelle pressioni economiche e finanziarie mai calmatesi sui conti delle assicurazioni sanitarie americane. Le difficoltà avevano ormai spinto la società a rinunciare a offrire polizze negli Exchange, i borsini sanitari di Obamacare. E un merger con la rivale Humana si era arenato soltanto su scogli ati-monopolistici. Questa volta Aetna spera di aver trovato il partner complementare in Cvs.