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 2017  settembre 13 Mercoledì calendario

Diritto & Rovescio

Se a capo dell’Unesco, che è l’agenzia dell’Onu per l’Educazione e la Scienza, ci fosse stata la Boldrini, col piffero che la città dell’Asmara (Eritrea) sarebbe stata dichiarata «Eredità mondiale»! Essa invece, per l’Unesco (che non è una istituzionale dittatoriale di estrema destra), è «un esempio eccezionale di urbanizzazione moderna». Una urbanizzazione che è stata realizzata dal regime fascista che, a quel tempo, colonizzava il Paese sul Mar Rosso. Un’urbanizzazione che è bella e significativa per conto suo, indipendentemente dal regime sotto il quale essa è stata realizzata in uno dei posti più squallidi e arretrati dell’Africa. La Boldrini infatti, in uno con le sue recenti aspirazioni pubblicamente esibite, non solo non avrebbe premiato l’urbanistica dell’Asmara ma l’avrebbe anche rasa al suolo per impedire che, della dittatura mussoliniana, rimanesse in piedi qualsiasi segno del suo passaggio. Per lei, il bello di un regime deprecabile è brutto. E, in ogni caso, va cancellato. Tabula rasa.