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 2017  agosto 11 Venerdì calendario

Cicloturismo. L’Italia pedala: il business delle due ruote è cominciato e vale milioni di euro

C’è una nuova economia che coinvolge tutta la Penisola. Viaggia su due ruote parallela al patrimonio artistico e naturalistico, non inquina e produce occupazione. Si tratta del cicloturismo, quello 4.0. Il cicloturista di oggi esce con lo smartphone, usa Google Earth, prenota ristoranti e alberghi mentre pedala, sa tutto dei luoghi che intende visitare e grazie alle «app» comunica in più lingue. Uno così è al pari del genio di Aladino. Attenzione però, non ama gli imbrogli, anzi li smaschera, e postare sui social fotografie e commenti. La ciclovia è piena di buche, è non segnalata? Clic, bocciata. Non ci sono stazioni meccaniche e di ristoro? Altro clic, altra bocciatura. Ma il Belpaese è davvero preparato a sostenere il turismo su due ruote? «Ni».
«In Italia siamo solo all’inizio – dichiara Barbara Degani, sottosegretario all’Ambiente —. Abbiamo grandi potenzialità. Si sta sviluppando una rete di infrastrutture verdi significativa, anche attraverso il recupero delle ferrovie dismesse. Col ministero per i Beni culturali stiamo facendo rete per ottimizzare le risorse».
I numeri in gioco sono importanti. «Secondo L’Organizzazione mondiale della Sanità, un miliardo investito nella mobilità ciclabile incentiva la creazione di circa 22 mila posti di lavoro», dice Ludovica Casellati direttore di Viagginbici.com e ideatrice del premio Italian Green Road Award. La terza edizione si terrà durante il Cosmobike Show, la Fiera internazionale della bicicletta di Verona (15-18 settembre). In concorso anche la «new entry» Sicilia con Pantelleria in Mtb: un anello di 24 km sulle strade bianche attraverso dammusi (tipiche costruzioni locali) e vigne di uve zibibbo. «La prima edizione del Premio è andata all’Umbria con la Assisi-Spoleto-Norcia. Nel 2016, ha trionfato il Friuli per l’Alpe Adria, un percorso di 180 km dalla montagna di Tarvisio al mare di Grado. La giuria ha tenuto conto dell’ottimo lavoro di recupero delle ferrovie dismesse e dei servizi connessi a bus e treni attrezzati per il trasporto bici. Collegandosi con l’Austria, poi, si può arrivare, pedalando, fino a Salisburgo».
L’Italia si sta muovendo, ma molto resta da fare. Un aiuto arriva dall’iniziativa privata. Il tour operator Sloways.eu propone «pedalate» lungo la via Francigena. «Un anno fa, abbiamo fatto un’iniziativa provocatoria – dice il titolare Alberto Conte —: la Francigena si sviluppa per oltre mille chilometri, ma mancava di segnaletica adeguata e così abbiamo organizzato un crowdfunding su Eppela con cui abbiamo raccolto 7 mila euro. Altri 5 mila sono arrivati da uno sponsor. Mancando una direttiva nazionale, abbiamo comprato a nostro gradimento i segnali necessari, piazzati dai nostri volontari».
Sono «la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa» a spingere i cicloturisti a mettersi in sella. Questa la filosofia dell’Eroica, la cicloturistica nata nel 1997. Ha riportato in vita le strade bianche del Senese (Chianti in primis). Riservata a cicloamatori con biciclette antecedenti al 1987, si svolge ogni prima domenica di ottobre (quest’anno il 1). È a numero chiuso: si parte in settemila. L’indotto? Tra 3-4 milioni euro in un solo weekend (stime: Guardian, ndr), ma su quelle strade, in migliaia vi si allenano tutto l’anno. Livio Iacovella è il responsabile comunicazione: «Andrea Cadamuro, uno studente dell’Università di Trento, ha studiato la ricaduta economica dell’Eroica sul territorio. Il risultato dell’analisi sarà il tema della tesi di laurea che discuterà a gennaio». Intanto, sulla sua scia, in Italia sono nate ben altre 180 ciclostoriche.
Il settore ha attratto anche alcuni ex ciclisti oggi imprenditori: João Correia gestisce InGamba, Andrea Tonti Bike Division, Marco Vignoli I Bike Tuscany. Chi vi ha creduto dagli anni Novanta, è l’americano David Charnes, arrivato a Firenze dal Colorado per insegnare inglese e oggi titolare di Charnestours.com. «Offro viaggi autoguidati – dice —. In questi 17 anni il business è molto cambiato. Adesso ci sono richieste da parte di intere famiglie. Vogliono biciclette elettriche, a pedalata assistita, che permettono anche alle persone meno preparate di viaggiare insieme ai loro cari. Ne ho quattro e conto di comprarne ancora».
«Intorno alla bicicletta sta crescendo una nuova microeconomia – fa eco Guido Rubino, titolare di Cyclinside.it. —. I costruttori hanno messo sul mercato biciclette “gravel”, a metà strada tra roadbike e Mtb. E con le elettriche, poi, diventano appetibili anche percorsi impegnativi, come si possono trovare in Trentino. Sarebbe bello se i Comuni tenessero in buone condizioni le vecchie strade provinciali, ormai poco trafficate. Possono rinascere, portando nuovo business».