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 2017  luglio 17 Lunedì calendario

I conti in rosso dei partiti Spa

La Partiti Spa chiude l’era del finanziamento pubblico in rosso e senza certezze per il futuro. I conti 2016 delle sei principali formazioni parlamentari italiane sono andati in archivio con un passivo di 13 milioni, portando a 200 milioni il buco della politica nazionale negli ultimi sette anni.
Tutti continuano a tagliare le spese. Ma non abbastanza per tenere il passo con il crollo delle entrate: i “rimborsi elettorali” – alias i contributi a carico dei contribuenti – sono scesi dai 290 milioni del 2010 ai 7 del 2016. E ora che sono azzerati, la strada per far quadrare i bilanci è ancora più in salita.
Il fundraising all’americana e le donazioni fiscali – destinati in teoria a sostituire i soldi dello Stato – non sono mai decollati davvero. Il due per mille cresce ma è arrivato solo a quota 10 milioni di euro. I militanti – complice la crisi economica e quella identitaria dei partiti – non aprono più il portafoglio: il numero di tesseramenti è crollato un po’ per tutti e sono in crisi nera pure le raccolte fondi alle feste di partito. Pontida e le “gazebate”, per dire, hanno reso alla Lega quest’anno l’80% in meno.
I partiti non sono stati con le mani in mano: hanno ridotto i trasferimenti ai parlamentari, alzato le donazioni “spintanee” richieste agli eletti in Parlamento, ridotto all’osso gli organici Ma la montagna da scalare si è rivelata troppo alta:il Partito Democratico spendeva nel 2010 oltre 97 milioni per la sua attività politica.
Nel 2016 i costi sono stati ridotti a 29 milioni ma i democratici sono finiti lo stesso in profondo rosso (con tanto di piano di ristrutturazione-bis in arrivo) a causa degli 11,6 milioni spesi per il referendum. Silvio Berlusconi è creditore di 91 milioni nei confronti delle sue varie creature politiche ma Forza Italia si ritrova lo stesso con i beni pignorati dai creditori. La via crucis, oltretutto, non è finita. Quest’anno si volta pagina e i rubinetti del finanziamento pubblico si chiuderanno per sempre. Il problema per la politica tricolore è solo uno: la Partiti Spa non è ancora pronta all’addio agli aiutini di Stato.