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 2017  luglio 17 Lunedì calendario

L’odioso abuso dei permessi per assistere i parenti malati

Ricorre in questi giorni il secondo anniversa-rio di un episodio che tre milioni di abitanti di Ro-ma non possono dimenti-care. La città venne paraliz-zata da un cosiddetto «scio-pero bianco» dell’Atac per un mese, nel caldo torrido del luglio 2015. I conducen-ti della società municipale di trasporto pubblico pre-sero a guidare i mezzi con una lentezza esasperante, senza perdere un’ora di lavoro in busta paga. Pro-testavano perché veniva chiesto loro di timbrare il cartellino all’ingresso e al-l’uscita di ogni turno. Fu un insulto a milioni di disoc-cupati d’Italia. E oggi che infuriano le polemiche per la donna trascinata nel metrò di Roma mentre il macchinista mangiava in cabina, quell’episodio torna attuale perché ricorda in fondo la stessa realtà: in molte parti d’Italia si è con-sumato un divorzio fra gli interessi personali di cer-chie ristrette di dipendenti di società pubbliche – pro-tetti da tutto, irresponsabili di tutto – e le esigenze dei più deboli. La protervia con cui pochi dipendenti difen-dono il proprio diritto pre-sunto a lavorare il meno possibile danneggia chi ha bisogno dei mezzi pubblici per lavorare, cercare lavoro o studiare. Ogni gesto di in-curia, ogni rifiuto di fornire il servizio, ogni ora di as-senza ingiustificata è rivolta contro di loro. Alla luce del-la protesta di due anni fa, appare risibile l’argomento secondo cui i turni dei mac-chinisti di Roma sarebbero «massacranti»: per contrat-to coprono 6 ore e 20 minu-ti, ma tanti sfuggono ai controlli e fanno molto me-no. Gli abusi dei permessi retribuiti per l’assistenza ai familiari (in base alla legge 104 del ’92) paiono parti-colarmente odiosi: scarica-no sui più vulnerabili nella collettività i costi fiscali e i disservizi di una norma, corretta, che dovrebbe ga-rantire proprio il welfare. Tanto poi chi viene scoper-to sa che potrà disinnescare il proprio licenziamento grazie al famoso Regio decreto 148 del 1931, norma di piena era corporativa fascista. E vorrà pur dire qualcosa.