Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  febbraio 17 calendario

Nato, più navi nel Mar Nero. L’ira della Russia

BONN Torna la tensione tra Stati Uniti e Russia. Dal G20 di Bonn e dal quartier generale della Nato sembra essere emersa finalmente una linea chiara dell’amministrazione Trump nei confronti di Mosca, dopo la cacofonia delle ultime settimane culminata con le dimissioni del consigliere alla Sicurezza nazionale, Flynn, proprio sul “Russiagate”. E la Nato, a conferma della ritrovata sintonia tra gli alleati atlantici, ha fatto sapere che rafforzerà la presenza delle navi nel Mar Nero. Una notizia che ha causato l’irritazione del presidente russo. Secondo la Tass, Vladimir Putin avrebbe definito il dispiegamento delle brigate internazionali in quell’area «una provocazione».
A Bonn, dopo il primo faccia a faccia con il suo omologo russo Lavrov, il segretario di Stato americano Tillerson ha dichiarato che la collaborazione con Mosca proseguirà, ma «sulla base degli interessi del popolo americano». E sullo spinoso dossier ucraino che preoccupava le diplomazie europee per la minaccia di Trump di sospendere le sanzioni, Tillerson è stato limpido. A margine delle consultazioni tra i ministri degli Esteri del G20 ha puntualizzato che «ci aspettiamo che la Russia mantenga l’impegno preso con gli accordi di Minsk e che contribuisca ad una diminuzione della violenza in Ucraina».
Con toni del tutto analoghi, il suo collega alla Difesa, James Mattis, ha escluso da Bruxelles che per ora si possa tornare alla collaborazione militare tra le due potenze. Rispondendo a una domanda sulle interferenze di Mosca nelle elezioni americane, Mattis ha precisato: “Ci sono ben pochi dubbi che i russi abbiano interferito o che abbiano cercato di intervenire in un alcune elezioni democratiche». Un giorno fa il consigliere alla Difesa aveva attaccato i partner dell’alleanza, rei di essere ancora troppo lontani dal 2% di contributi chiesto dagli americani. Ieri, però, ha rassicurato il Vecchio continente che il famoso articolo 5 che garantisce la difesa reciproca in caso di attacco esterno, «è solido come una roccia».
Anche dalla Libia è arrivata una notizia che ha avuto un’eco nei vertici internazionali: il premier Serraj ha chiesto aiuto alla Nato per costruire le istituzioni della difesa e della sicurezza. L’appoggio russo al generale Haftar, che controlla l’est del Paese, contribuisce però a mantenere fragile il suo governo. A margine del G20 degli Esteri, Angelino Alfano ha confermato che ne parlerà oggi con il suo omologo russo: «Ben venga la Russia se può contribuire alla ricerca di una soluzione di pace». Alfano è anche intervenuto sulle sanzioni contro Mosca, garantendo la “lealtà” dell’Italia nei confronti dell’Ue, che è orientata a mantenerle, come ha ricordato anche il ministro, finché non ci saranno progressi sugli accordi di Minsk. Il tema del superamento delle sanzioni, secondo Alfano, ne chiama un altro. Quello del ritorno al formato G8: «È un auspicio», ma «non è maturo il tempo in vista del vertice di Taormina del prossimo maggio».