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 2017  gennaio 11 calendario

Comune, Marra al Turismo: quel salto sopra 5 candidati

Un lavoro da sarto. Prima è stato cucito il vestito su misura, poi è stato scelto chi dovesse indossarlo. Così Renato Marra, il fratello maggiore di Raffaele braccio destro della sindaca Raggi, è stato indicato a capo del Dipartimento Turismo Formazione e Lavoro. Un salto atipico per un dirigente della polizia municipale che gli sarebbe valso anche un aumento di circa 20mila euro all’anno: scelta che Raggi ha sempre difeso indicandola come propria. Ricostruendo la vicenda, pare proprio sia così. Secondo quanto risulta a Il Messaggero, infatti, i pretendenti per quel posto erano 6. E tre di loro avevano già lavorato negli uffici del Turismo con compiti organizzativi, vantando quindi competenze specifiche (due sono architetti e l’altra è un’amministrativa). Eppure, alla fine la scelta cadde altrove, proprio sul fratello di Marra: nomina che solo dopo lo stop dell’Anac e la conseguente trasmissione degli atti in Procura, è stata revocata in autotutela dalla sindaca, guarda caso poco prima di comparire (come si dice da tempo) davanti ai magistrati.
LE DATE
Ma i punti che non tornano in questa storia sono molti. A partire appunto dalla rosa dei candidati, almeno tre dei quali con esperienze e titoli più spendibili in questo campo rispetto a quelli del dirigente della municipale. Tutto inizia il 14 ottobre. La giunta pentastellata vara la riforma della macrostruttura del Comune. Tra i provvedimenti c’è per esempio la soppressione del dipartimento periferie è istituito «il dipartimento Turismo Formazione e Lavoro, articolato nella direzione Turismo, direzione Formazione professionale e lavoro, in cui confluiscono le funzioni relative alle agevolazioni alle piccole e medie imprese». Una novità. Questo settore prima era in capo all’assessorato alla Cultura. Bisogna contestualizzare il periodo: è metà ottobre, Raffaele Marra imperversa in Campidoglio. È il braccio destro della sindaca, condivide con lei, Salvatore Romeo e Daniele Frongia la celebre chat dei «Quattro amici al bar», e il 18 accompagnerà Virginia a Palazzo Chigi per il primo incontro tra Campidoglio e Governo. Marra non è dunque «uno dei 23 mila dipendenti», tantomeno una figura marginale, ma il potente capo del dipartimento del Personale, colui che vigila su tutti gli uffici e sui funzionari che li occupano. E il 19 ottobre: l’ex finanziere, ora arrestato per corruzione, fa partire la procedura d’interpello. Ovvero, come si legge nel documento, «il conferimento degli incarichi dirigenziali apicali e subapicali nella macrostruttura capolitolina». Per la prima volta i dirigenti possono esprimere dove vogliono essere ruotati. Le richieste, insieme ai curriculum, vanno inviate per mail «entro le 18 del 26 ottobre» al direttore del dipartimento Personale, Raffaele Marra. Che scrive nella comunicazione inviata agli uffici: la procedura è «esplorativa e non comparativa». Ovvero la scelta sarà discrezionale. E chi viene scelto? Renato Marra, il fratello di. «Un conflitto d’interessi» per l’Anac, vista la parentela con il capo del personale. «È stata una mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte», ribatte Raggi nella memoria difensiva presentata all’Anticorruzione. Ma la sindaca, ora, potrebbe essere chiamata a spiegare perché scelse proprio lui a fronte di altri cinque candidati, tre dei quali con esperienze specifiche.