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 2017  gennaio 11 Mercoledì calendario

Italiani generosi: trapianti record

Mai tanti trapianti di organi e di tessuti come nel 2016. Quell’Italia, schiva e silenziosa, diventa sempre più sensibile e generosa. Una sorpresa visto che, solo fino a pochi anni fa, le donazioni facevano una gran fatica a decollare. Soprattutto al Sud.
Una sorpresa, come testimonia il rapporto del Centro nazionale trapianti appena presentato. Insieme all’annuncio della terza catena di interventi da donazione samaritana: donatore vivente di rene che offre l’organo alla collettività e non ad uno specifico ricevente «senza alcun tipo di remunerazione o contraccambio». L’Istituto superiore di sanità e il Centro trapianti, nei giorni scorsi, hanno coordinato una serie concatenata di prelievo/trapianto di organi tra persone viventi. Una mega operazione suddivisa in quattro ospedali del Veneto, Toscana, Sicilia ed Emilia Romagna. Questa catena ha permesso di donare e trapiantare cinque coppie di pazienti. Grazie ad un donatore samaritano che ha innescato un autentico effetto domino.
LE PAURE
Record di interventi, dunque, ma anche liste di attesa che iniziano a diventare sempre più corte. Per le associazioni dei donatori, i chirurghi e il Centro trapianti si tratta di una vera rivoluzione. Capace di svelare un paese che è riuscito a superare le paure e le superstizioni in nome della solidarietà ma anche un paese capace, in tempi molto rapidi, a mettere in moto una macchina assai complessa. Dall’accertamento della possibilità dell’espianto di un organo, al colloquio con i parenti del paziente, alla verifica della compatibilità con chi sta aspettando, all’intervento, al trasporto (nella maggior parte dei casi in elicottero) fino all’impianto. Tutto in poche ore.
L’anno scorso sono stati 1.596 i donatori, i pazienti trapiantati sono cresciuti di 400 unità (quota 3.736). Il 13% in più rispetto al 2015. I donatori utilizzati 1.303 mentre 273 gli interventi con rene da vivente e venti di fegato da vivente. Il sorpasso di quota 1.300 è dovuto anche all’utilizzo di organi di pazienti in arresto cardiocircolatorio. Oggi possibile grazie a dei perfusori ormai collaudati negli ospedali di tutto il mondo. Il numero degli impianti è aumentato per tutti gli organi: 2.086 quelli di rene (erano 1.882 nel 2015), 1.235 di fegato (1.094), di polmone (112), 69 di pancreas (50) e 267 di cuore (246).
L’IMPIANTO
La Toscana, la regione più generosa. Qui donazioni e trapianti continuano a crescere. Importante è stato l’avvio del programma di donazione a cuore fermo che è riuscito a mettere a disposizione del sistema trapianti ulteriori organi da impiantare.
«Mai abbiamo raggiunto questa quota – commenta il presidente del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa – I trapianti si stanno concentrando. Quattro ospedali, Padova, Torino, Bologna e Milano contano un terzo di tutti gli interventi». Stabili le opposizioni dichiarate alla donazione, circa il 30%. Un successo, questo della crescita di trapianti, che supera i nostri confini. L’Italia, a oggi infatti, conta i numeri più alti d’Europa. Anche per il midollo osseo, oltre 500mila di donatori.
L’ANAGRAFE
Da qui, la modificazione anche delle liste d’attesa dove troviamo 8.856 pazienti. Solo per il rene sono 6.598, a seguire fegato e cuore. Ancora una prima volta: la lista del rene e quella del polmone appaiono, non solo stabili, ma in diminuzione rispetto all’anno precedente. Quella del fegato è ferma, quella del cuore si allunga perché la possibilità di adottare il cuore artificiale (ponte tra l’organo del paziente e il nuovo organo) ha ampliato la platea dei pazienti trapiantabili. Il grande salto, oltre che alle campagne di informazione e sensibilizzazione nei confronti delle donazioni (da bambini come da anziani)firmate dal ministero della Salute, si deve alla possibilità di indicare nella carta di identità se si è no donatori.
I Comuni che, ormai, hanno deciso di attivare questa procedura sono 1.350. Questo vuol dire che, in media, ogni giorno all’anagrafe vengono rilasciate mille dichiarazioni. Il 91% di chi ha questa possibilità si esprime per il sì.