Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  gennaio 11 calendario

Grillo torna, Farage gli detta le condizioni. Tre eurodeputati M5S vogliono lasciare

Una giornata convulsa, quella dei pentastellati, che non comincia sotto i migliori auspici. A Bruxelles la riunione degli eurodeputati M5S si trasforma in un confronto più che acceso. Volano accuse, prese di posizione. I malumori sono altissimi, si rincorrono voci di strappi clamorosi. Tre parlamentari del Movimento – tra cui Dario Tamburrano che su Facebook scrive un post durissimo – minacciano un possibile addio (con lo scoglio della penale da 250mila euro prevista dal codice di comportamento). Il triumvirato che in questi ultimi mesi ha deciso la linea, quello composto da David Borrelli, Fabio Massimo Castaldo e Laura Ferrara viene preso d’assalto. Nel mirino c’è soprattutto Borrelli (assente alla riunione), l’uomo della trattativa con Alde, il braccio destro di Davide Casaleggio (finito anche lui sulla graticola dei falchi) a Bruxelles. I deputati chiedono che non sia più lui a dettare linea e condizioni, vogliono un ridimensionamento. Qualcuno (anche tra gli attivisti sui social) medita addirittura di chiedere le dimissioni o il recall, ossia la possibilità su richiesta della base di sostituire un deputato. Nel gioco degli equilibri interni salgono le quotazioni di Piernicola Pedicini, ma è soprattutto il plenipotenziario di Grillo in Europa, Filippo Pittarello, il capo del personale, che pare beneficiare della vicenda.
Parallelamente in mattinata si svolgono trattative con lo Ukip per evitare di finire nel gruppo dei non iscritti e diventare irrilevanti in Europa. E non è un caso che sia proprio il nucleo guidato da Pittarello e Cristina Belotti (ex dipendente della Casaleggio associati, da anni a Bruxelles, etichettata dal blog come capo della comunicazione europea) quello a cui tocca presenziare nel summit via Skype con gli inglesi e i vertici del Movimento. Lunedì sera Nigel Farage sonda il terreno per una tregua con diversi eurodeputati pentastellati, quelli più vicini alle sue posizioni: vuole capire i margini dell’incontro e chiede che dalla delegazione sia escluso Borrelli. Grillo e Davide Casaleggio si confrontano con lui intorno alle 14. Il leader Ukip detta le condizioni: chiede che Borrelli lasci la co-presidenza del gruppo e che da parte del Movimento ci sia una sorta di pubblico ritrattamento delle posizioni anti-Farage, con una conferma della battaglia contro l’euro. Solo dopo pranzo la trattativa è data in discesa e i Cinque Stelle possono tirare a malincuore un sospiro di sollievo.
Ma alla riunione del gruppo Efdd in programma alle 15 la tensione rimane alta. «Questa era l’unica opzione possibile secondo me è avevo avvertito i miei colleghi in privato perché non amo fare le dichiarazioni su Facebook come tanti, io voglio bene al Movimento», attacca Marco Valli prima di entrare in sala. «Questo gruppo ha le nostre stesse posizioni in materia economica: per condurre davvero le nostre battaglie non basta un po’ di flessibilità». Arriva anche Tamburrano che dribbla chi gli chiede di un eventuale addio: «Sono questioni che vanno discusse collegialmente, non sono solo opinioni personali». Dopo trentun minuti dalla sala parte un applauso liberatorio.
In serata il blog annuncia con un post la fumata bianca: Grillo propone di nuovo il referendum sull’euro e a dar man forte al garante ci pensa Luigi Di Maio: «Io voterei per un’uscita».