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 2017  gennaio 11 calendario

Feste e maratone. L’americana a Roma che parla pure arabo

ROMA Se la ricordano bene, Francesca Maria Occhionero, al ristorante «Pappa e ciccia» di via Appia Nuova, dove tra brindisi, balli e piatti succulenti a base di polpettine di verdura e fagioli all’uccelletto, il 15 dicembre scorso si è consumata l’ultima Cena di Natale del gruppo sportivo Bancari romani, di cui è socia la protagonista assoluta di questa intricatissima spy story, runner appassionata e fasciata di rosa shocking con la scritta «Gs Girls» in innumerevoli foto.
«Donna elegante, bella, piacevolissima...», così parlano di lei gli altri invitati alla festa che oggi si dicono tutti «sconvolti» e «sbalorditi» dal suo arresto. Si definisce così anche Marco Riccobono, commercialista, che con la Occhionero condivide da anni la passione per l’atletica leggera: «Dev’esserci un errore, Francesca è un libro aperto, sincerissima, mai durante le nostre corse a Villa Pamphili o le camminate in palestra sul tapis-roulant abbiamo sfiorato discorsi di hacker o di spie...».
Americana di Medford, 49 anni, è a Roma però che la Occhionero si è ben presto affermata, coi suoi mille interessi e le sue mille frequentazioni. Esperta di pianificazione strategica, gestione team, risorse umane, start up, Francesca Maria ha sempre dedicato molto tempo al lavoro senza negarsi mai però il divertimento. Sci, diving, trekking, prepugilistica, kite surfing e perfino l’arrampicata libera sui grattacieli di Dubai, lei che parla l’arabo e l’inglese e si sente sempre magnificamente a suo agio, quando corre su un tratturo antico e quando balla in una discoteca alla moda. Laura Duchi, presidente del gruppo sportivo Bancari romani, ricorda che la Occhionero ha corso la Maratona di Firenze in 3 ore e 50 e la Roma-Ostia quasi in due ore, mica tempi da principiante. L’ultima gara, il 6 gennaio scorso: «Corri per la Befana», a Roma, 10 chilometri su strada in 51 minuti, quindicesima tra le donne. Competition is competition.
Laureata in chimica alla Sapienza nel ‘93 con 110 e lode, dottore di ricerca nel ‘96 e vincitrice di concorso, perché alla Occhionero è sempre piaciuto vincere e puntare in alto, come in ultimo ha fatto, insieme a suo fratello, con l’avventura della Westlands Securities spa, la società privata d’ investment banking, con cui ha lavorato come consulente per il governo americano in alcune infrastrutture del porto di Taranto. Ma il sogno americano si è infranto ora proprio addosso al muro dell’Fbi, che ha collaborato con gli investigatori italiani per smascherare l’ingarbugliata spy story. «Questa storia di intrecci tra banche e imprese mi preoccupa – conclude sconsolata Laura Duchi —. I Bancari romani è solo un gruppo sportivo, nato come dopolavoro 40 anni fa. Noi corriamo e basta».