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 2017  gennaio 11 calendario

Giulio, genio schivo della finanza, e la sorella maratoneta Francesca Maria (che parla anche arabo): arrestati i fratelli Occhionero

ROMA Sì, le belle auto. Certo, le donne a cena. Ma secondo chi ha conosciuto Giulio Occhionero, nel suo cuore c’era spazio solo per la matematica e per sua mamma. Un genio nei calcoli. Un freddo nei rapporti umani. Molto impegnato nella passione di famiglia: la massoneria. Era massone già suo nonno, e suo padre, un fisico che lavorò anche alla Nasa.
Da lui prende la mente scientifica, non certo dalla madre ex professoressa di sociologia. Si laurea in ingegneria nucleare e da subito applica le modalità matematiche all’economia, diventando un esperto di finanza quantistica.
Fonda la Westlands security srl. E, sempre accanto al suo amico Ubaldo Livolsi, debutta nei salotti che contano. Arriva molto in alto inventando un algoritmo per costruire prodotti finanziari derivati che vendeva a banche americane.
Il mondo della finanza romana lo ricorda così, ai suoi esordi, agli inizi del Duemila, mentre cercava contatti con Montepaschi che poi trovò. Fa da procacciatore di affari e muove contratti e grandi somme di denaro. Una folta barba, che all’epoca gli dava un tocco anticonformista e un volto genialoide. Cene in ristoranti alla moda, feste sulla terrazza dell’Eden, belle signore e auto scintillanti. Un atteggiamento, però, che negli ultimi tempi aveva perso. L’inchiesta lo ha colto in una vita quasi monacale. Schivo e chiuso con gli altri. In continuo contatto con sua madre.
L’inizio dell’ascesa è roboante. E la polizia postale cerca di individuare quanta della sua continua attività di dossieraggio sia servita ai singoli affari. Certo è che gran parte della sua attività quotidiana viene dedicata alla massoneria. E anche alla politica interna alle logge. Molto conosciuto, ha successo e comincia una scalata che lo avrebbe portato a credere di poter ambire a diventare un «grande burattinaio». Un nuovo Licio Gelli in chiave Nerd.
Prima si fa largo nella loggia «Paolo Ungari – Nicola Ricciotti. Pensiero e azione di Roma». Fino a diventare maestro venerabile del Grande Oriente d’Italia. E nelle carte dell’inchiesta c’è il sospetto che aspirasse a diventare Gran Maestro. Il sodalizio con la sorella Francesca Maria è solido. Lei è l’anima commerciale e social, lui la mente. Arrivano a fare da consulenti al governo Usa in un’operazione per la costruzione di infrastrutture nel porto di Taranto.
Poi il tonfo. Una condanna a tre anni per bancarotta fraudolenta a giugno scorso lo mette nei guai. A quel punto prova a cercare altri lavori e destinazioni. I contatti con la madre si fanno ancora più intensi. Finché la sorella interviene: «Giulio, ti prego di non coinvolgere mamma nei nostri problemi, mi sembra lo sia già abbastanza e che ci stia aiutando più del dovuto».