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 1998  novembre 30 Lunedì calendario

Rupert Murdoch, 67 anni, australiano, cittadinanza statunitense, laurea a Oxford, ha ereditato due quotidiani di provincia fondati dal padre

• Rupert Murdoch, 67 anni, australiano, cittadinanza statunitense, laurea a Oxford, ha ereditato due quotidiani di provincia fondati dal padre. Ora è proprietario di News Corporation, «l’impero dove non tramonta mai il sole» (789 aziende in 52 paesi): sede a New York in un un grattacielo a specchi sulla sesta strada, vanta un fatturato di 25 mila miliardi. Possiede quotidiani (’New York Post”, ”The Times”, ”The Sun”), tv via cavo e via satellite (l’asiatica Star Tv, la britannica BSkyB, la giapponese JSkyB, la statunitense Fox Sport Net), la casa di produzione cinematografica Fox Filmed Entertainement (ha prodotto Titanic e Full Monty), case editrici (l’inglese Harper Collins), Fox Group (il gruppo che possiede gran parte dei diritti sportivi negli Stati Uniti), società sportive (tra cui la squadra di calcio Manchester United, acquistata per 625 milioni di sterline, circa 1.850 miliardi di lire).
• Murdoch dice di sé che quando è in aereo gli piace pensare che non è mai a più di un’ora di volo da una città dove lavorano i suoi dipendenti.
• «Murdoch è il numero uno al mondo» (Fedele Confalonieri, presidente Mediaset).
• «Blair deve parte della sua vittoria elettorale del 1997 all’appoggio del ”Sun” di Londra, il tabloid di Murdoch che nei due decenni precedenti aveva fatto l’agitatore di piazza per i conservatori [...]. Quando Murdoch in Gran Bretagna comprò il ”Sun” nel ’69, il giornale appoggiava i laburisti, allora al potere; ma già dieci anni dopo, quando Margaret Thatcher diventò primo ministro, il giornale sosteneva fedelmente i conservatori. I suoi sforzi vennero ricompensati. Nel 1980, quando acqustò il ”Times” e il ”Sunday Times”, il governo non sottopose l’accordo alla Commissione antitrust con grande sorpresa di molti, dal momento che a Murdoch veniva concesso il controllo di quattro giornali a diffusione nazionale» (Zev Borow, ”Mother Jones”).
• «Per unire l’Europa la televisione può fare di più della moneta unica» (Rupert Murdoch)
• «Murdoch sovrappone la forza della logica alla logica della forza».
• «Anche quando non è socio di maggioranza deve essere leader: è la sua logica e la sua strategia. Ha una strategia sanguinaria» (Pier Luigi Celli, direttore generale della Rai).
• Rupert Murdoch ha adesso creato la News Corp. Europe, affidandone la presidenza a Letizia Moratti, presidente Rai tra il ’94 e il ’96. La società, che fa capo alla News Corporation, dovrebbe essere protagonista di una joint venture con Telecom (proprietaria di Stream, la piattaforma digitale italiana a pagamento via cavo con 70.000 abbonati). Le trattative in corso prevedono che Telecom mantenga la maggioranza di Stream cedendo il 39% alla New Corp. Europe e il 10% al canale francese Tf1. Franco Bernabè, il nuovo amministratore delegato di Telecom che ha ereditato il progetto da Gian Mario Rossignolo, ha incontrato Murdoch a Londra per definire l’accordo. Il 1° dicembre comunicherà le sue conclusioni al consiglio d’amministrazione. Intanto Murdoch cerca partner che acquistino partecipazioni dal 5 al 10 per cento in News Corp. Europe (il ”Times”, di sua proprietà, indica come candidato il gruppo Rcs di Cesare Romiti).
• Le trasmissioni della nuova società dovranno avvenire via satellite e via cavo. Il satellite è di Murdoch, il cavo di Stream. Ma nei due casi i costi di conquista dei nuovi abbonati sono diversi: costo zero per un nuovo abbonato via satellite, costo da definire (basso, ma c’è) per un abbonato via cavo.
• «Grazie al ruolo della Moratti, Milano diventa il centro europeo di questa iniziativa e si candida a diventare la capitale continentale del mercato televisivo digitale. E di conseguenza l’Italia, da terra di conquista, assume finalmente un ruolo strategico» (Agostino Saccà, direttore di Rai Uno).
• Letizia Moratti ha anche ottenuto un posto nel consiglio di News Corporation e di BSkyB, la società televisiva via satellite britannica di cui Murdoch è il maggior azionista con il 40%. Moratti e Murdoch hanno dichiarato che la News Corporation Europe potrebbe fare acquisizioni anche nella carta stampata, escludendo i grandi giornali e puntando a pubblicazioni di settore.
• «Murdoch ha scelto bene e Letizia Moratti ha scelto bene. Quando il gioco si fa duro, si scelgono i duri» (Carlo Rossella, direttore del Tg1 durante la presidenza Moratti).
• La Piattaforma digitale è un fornitore di servizi con diverse funzioni: l’erogazione del segnale in digitale, la gestione commerciale e tecnica della clientela e dei decoder, la commercializzazione del servizio. I programmi televisivi possono essere trasmessi via cavo, satellite o etere. Per riceverli è necessario il decoder, che decodifica il segnale via cavo, satellite o etere. Vantaggi della televisione digitale, che utilizza il linguaggio del computer: i segnali possono essere compressi e occupano meno spazio sui transponder satellitari o sulle frequenze terrestri (su un attuale canale analogico potranno viaggiare inizialmente 4 poi 8 canali digitali), il segnale arriva con una definizione migliore rispetto al sistema analogico. Nel 2010 tutte le trasmissioni saranno in digitale, quindi bisognerà cambiare il televisore.
• «Ora ci spiegano che il vantaggio delle nuove tecnologie digitali sarà di avere a disposizione centinaia di canali televisivi. Aspettiamo di vedere come saranno riempiti» (Lilli Gruber).
• «L’idea della piattaforma digitale unica poteva essere difesa con maggiori convinzioni. Fra tutti i partner possibili, Telecom sembra essersi indirizzzata verso il più ingombrante. Murdoch, con i suoi film e la sua caccia ai diritti sportivi, è infatti portatore di interessi baricentrici assolutamente estranei all’Italia e all’Europa. Insomma, mi sembra che Telecom si stia muovendo spinta esclusivamente da motivi economici contingenti, dall’idea che partecipare alla gara per i diritti del calcio sia l’unica strada da seguire per lanciare sul mercato la Tv digitale». «Murdoch non è più ingombrante di Canal Plus. Che fino a prova contraria, è l’operatore dominante in Europa, essendo presente in Francia e in Italia, in Spagna, Belgio, Olanda, Polonia, Danimarca e nei paesi scandinavi, con ben undici milioni di abbonati, contro i sette di Murdoch» (Vincenzo Vita, sottosegretario delle telecomunicazioni).
• «Murdoch può utilizzare la Telecom come un taxi, rischia di diventare il monopolista italiano della tv digitale» (Salvatore Cardinale, ministro delle comunicazioni).
• La Stream, 70.000 abbonati, ha perso 427,1 miliardi nel ’97, 154,4 miliardi nei primi cinque mesi del ’98. «Telecom ha costruito un rapporto con Murdoch, offrendogli di entrare sul mercato italiano in cambio di un po’ di miliardi per turare la falla di Stream» (Marco Follini, Ccd).
• «Se Telecom andasse con Murdoch e la Rai con Canal Plus, sarebbe un guaio. Il mercato italiano non ha la capacità di assorbire una proposta così vasta» (Salvatore Cardinale, ministro delle Comunicazioni) (Pier Francesco Bellini, ”l’Unità” 22/11/98). «Il massimo livello di penetrazione della pay tv sul mercato italiano si raggiungerà nel 2004, con un tasso di penetrazione del 13%, pari a quasi tre milioni di abbonati, di cui circa due milioni e mezzo al digitale» (Marco Mele, ”Il Sole-24 Ore” 5/11/98). «Poiché il pareggio è stimato a un milione di abbonati, dovrebbe esserci spazio per due piattaforme in competizione».
• Le trattative con Murdoch prevedono la possibilità per Telecom di cedere il 10% della sua quota ad altri soggetti italiani. La Rai, in un primo momento interessata, ha rifiutato perché non sono state accolte le sue condizioni, un patto di non concorrenza per la tv generalista via etere. «Io so solo una cosa: che senza almeno una rete generalista non si lancia una pay tv. La tv a pagamento ha sfondato dove non c’era una forte offerta gratuita via etere. Da noi questa offerta esiste. Quindi, per farlo decollare, la tv terrestre deve fare da levatrice al nuovo. Promuoverlo» (Alberto Contri, amministratore delegato Rai). La Rai avrebbe voluto mantenere un’unica piattaforma in Italia con Telecom, ma l’Antitrust europeo non lo permette. Ora la Rai deve formalizzare l’accordo con Canal Plus, che le cederebbe il 10% di Telepiù (per il 90% della pay tv francese, per il 10% di Mediaset), piattaforma digitale a pagamento che in Italia conta mezzo milione di abbonati.
• Sul rischio di colonizzazione culturale: «Nella misura in cui il rischio esiste, non passa di certo per il magnate ma per l’incapacità cronica dell’industria europea e italiana dell’intrattenimento di produrre in misura adeguta programmi appetibili almeno per il mercato europeo e nazionale. Se non fosse così, sarebbe ben diversa la programmazione delle nostre reti generaliste, inflazionata da prodotti americani, e la stessa offerta di film sulla pay tv. Sotto questo aspetto siamo già colonizzati da tempo».
• Murdoch ha offerto 4.200 miliardi per trasmettere cinque anni di campionato italiano di A e B. Ma sette squadre (fra cui Juve, Milan, Napoli, Inter) si sono già accordate con Telepiù per i prossimi sei anni. La Lega Calcio dovrebbe trattare a nome di tutti i club imponendo alle grandi squadre (che hanno già trattato per cedere le loro partite al concorrente Telepiù) di rinunciare alla propria autonomia. Conseguenza: la tv che non riuscisse ad aggiudicarsi i diritti soccomberebbe.
• «Rupert sapeva che se compri i canali che trasmettono tutte le partite locali, sostanzialmente compri i tifosi locali. Sapeva che la gente vuole semplicemente una ragione qualsiasi per non cambiare canale. E anche se possono essere infedeli a un network, sono follemente fedeli alla loro squadra» ( Van Earl Wright, conduttore di Fox Sports News, lo show più importante della Fox Sports Net) (Zev Borow, ”Mother Jones”).
• Finora in Italia il calcio criptato ha agito in perdita.
• Oggi dai network arrivano alle casse societarie delle 38 squadre professionistiche italiane circa 450 miliardi: 240 sborsati da Rai, Tmc e Mediaset per le riprese del calcio in chiaro; 210 versati da Telepiù che ha il monopolio del calcio criptato. Telepiù trasmette anticipi e posticipi di alcune partite del campionato (pay tv) ed altri incontri in diretta per abbondamento (pay per view). Finora la Lega dei professionisti vendeva i diritti tv e distribuiva i proventi. Dal giugno ’99, quando scadrà l’attuale contratto per i diritti televisivi delle partite di calcio, ogni società tratterà in proprio le 17 partite che giocherà in casa e che saranno trasmesse per abbonamento. La lega gestirà la vendita del chiaro e provvederà alla ripartizione tra tutti i club di serie A e B dei proventi derivanti dal calcio criptato (che secondo Milan, Inter, e Juve dovrebbe avvenire in base all’appeal televisivo).
• «Io credo che i diritti sportivi debbano essere suddivisi, ”spacchettati”. Se i diritti di una certa squadra andranno a un gruppo, quelli di altre a un secondo... be’, una scelta simile renderebbe meno drammatica, meno ”sanguinaria”, la competizione» (Roberto Zaccaria, presidente della Rai).
• Il sottosegretario alle Comunicazioni Vincenzo Vita ha annunciato un emendamento alla legge sulle tv in discussione al Senato per introdurre un tetto antitrust ai diritti sul calcio.
• «Non può essere la Lega Calcio l’arbitro del futuro radio televisivo del Paese. Saranno le squadre di A e B mettendo all’asta i diritti televisivi, a deliberare quale piattaforma satellitare potrà vivere e quale dovrà morire. I presidenti delle squadre che contano non possono essere trasformati in ministri delle comunicazioni» (i segretari della Federazione nazionale sportiva italiana).