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In morte di Fiorenzo Magni

Fiorenzo Magni nacque il 7 dicembre 1920 a Vaiano in provincia di Prato. [Fiorenzo fu il terzo uomo tra Coppi e Bartali, Sylvia non riuscì a sottrarsi al ruolo che la lanciò]. Il padre aveva una piccola azienda di trasporti. Fiorenzo cominciò presto a collaborare, trasportando la merce sui portapacchi di una pesante bicicletta. Si fece i muscoli, partecipò alle gare organizzate dall’Associazione ciclistica pratese. A diciassette anni accompagnò la salma del padre al cimitero. Quando tornò a casa si rese conto di avere la responsabilità della famiglia. Lavorò più di prima, ma trovò il tempo per continuare ad allenarsi, per continuare a gareggiare. Nel 1938 passò dilettante con l’Associazione ciclistica Montecatini Terme. Era stato convocato in Nazionale per i Mondiali di Varese del 1939, quando scoppiò la Guerra mondiale. I Mondiali furono cancellati, ma le corse in Italia continuarono. Nel 1940 dopo la vittoria nella cronometro del Giro della provincia di Milano, fu convocato nella squadra dei professionisti della società produttrice di biciclette Bianchi. Nelle successive quattro stagioni vinse un Giro del Piemonte, arrivò quarto a una Milano-Sanremo. In altre gare si piazzò in posizioni onorevoli. Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 aderì alla Repubblica sociale italiana. La notte del 2 gennaio 1944 era con il reparto del Battaglione Muti, tra il gruppo di camicie nere che sorpresero una formazione partigiana a Valibona, sull’Appennino toscano. Nella battaglia, che fu particolarmente cruenta, morirono alcuni partigiani. La permanenza di Magni tra la sua gente si fece difficile. Nel luglio del 1944 si trasferì a Monza. Alla fine della guerra fu chiamato a rispondere dell’episodio di Valibona, ma beneficiò dell’amnistia. Il passato repubblichino, ma soprattutto l’accusa di avere gareggiato sotto falso nome, lo fece escludere dalle gare per tutto un anno. Quando nel 1947 tornò a gareggiare, l’Italia era una Repubblica. Magni partecipò al suo primo Giro d’Italia.Vinse Gino Bartali, Fausto Coppi arrivò secondo. Magni non era ancora il terzo uomo, si fece notare, ma non vinse neppure una tappa. Nel 1948 vinse il Giro d’Italia, ma non senza polemiche. Fu accusato di aver beneficiato di spinte durante la tappa tra Cortina e Trento, lui che era passista e discesista. All’arrivo al Vigorelli di Milano fu contestato. Senza polemiche vinse invece uno dopo l’altro tre Giri delle Fiandre (dal 1949 al 1951), coi quali meritò il suo famoso soprannome. Vinse ancora due Giri d’Italia, l’ultimo a trentacinque anni. L’anno dopo, nel 1956 arrivò secondo, dopo Charly Gaul, nonostante si fosse fratturato una spalla. Quando si ritirò divenne commissario tecnico della Nazionale, presidente dell’Associazione corridori e presidente della Lega professionisti. E’ morto venerdì 19 ottobre.