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Biografia di Francesco Bonifazi

• Firenze 24 giugno 1097. Politico. Avvocato. Tesoriere nazionale del Pd (dal dicembre 2013). Eletto alla Camera nel 2013.
• Laurea in Giurisprudenza, master in Diritto tributario, è stato consigliere comunale a Firenze dal 2009 al 2013. «La sua inarrestabile carriera parte dai quartieri di Gavinana e Galluzzo, consigliere circoscrizionale e poi capo locale dei Ds. Nel 2008 viene eletto segretario dello storico circolo di Vie Nuove, la vecchia casa dell’apparato post comunista appunto, quartier generale per molto tempo di uno degli uomini più potenti della Toscana in quegli anni, l’ex assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Conti. Quindi l’approdo a Palazzo Vecchio, come detto, dopo aver partecipato alla campagna di Ventura nelle primarie contro Renzi. Folgorato dal sindaco sulla via del Consiglio comunale diventa il suo capogruppo e anche qualcosa di più, un amico, un fedelissimo, un confidente e un consigliere politico di primo piano. Renzi si fida del suo fiuto anche nello scegliere le nuove leve da far crescere all’ombra del neosegretario. Ad esempio Maria Elena Boschi» (Giampiero Calapà) [Fat 12/12/2013].
• «C’è stato un tempo in cui Francesco Bonifazi, tesoriere del Pd di provata fede renziana, era dalemiano; era la stagione 2008-2009, a Firenze c’erano le primarie per scegliere il nuovo sindaco e Bonifazi, detto “Bonitaxi” perché spesso scarrozza il segretario democratico sulla sua Audi A4 nera, era il capo dello staff elettorale di Michele Ventura, ex vicecapogruppo alla Camera del Pd che del dalemismo ha fatto una religione. D’altronde, la storia familiare bonifaziana è inserita nella filiera Pci-Pds-Ds. Tutti comunisti, in casa: il babbo è Franco Bonifazi, per anni direttore della Mukki, la centrale del latte; lo zio è Alberto Bruschini, già membro della deputazione generale del Monte dei Paschi e già direttore della Cassa di risparmio di Prato. Persone, insomma, che un tempo sarebbero state definite “notabili di partito” (…) Fisiognomicamente, sarà la barba, sarà la faccia, è una via di mezzo fra il Valerio Staffelli di Striscia la notizia e un naufrago dell’Isola dei famosi. Mettici anche il ventre prominente di cui un po’ si vergogna» (David Allegranti) [Pan 16/1/2014].
• «Avvocato tributarista e bon viveur, il pezzo forte di Bonifazi sono gli accordi politici chiusi a tavola. Ma siccome per star dietro a Renzi ci vuole tanto ossigeno, l’onorevole appassionato di Marlboro ha deciso di smettere con le bionde “perché fanno male”, dice lui. La versione, però, è incompleta: Bonifazi ha virato verso il salutismo (e ci è riuscito leggendo il libro È facile smettere di fumare, di Carr Allen) soprattutto perché, a Renzi, il minimo sentore di fumo dà sui nervi» (Claudio Bozza) [Og 18/2/2014].
• «Duecento azioni dell’Eni, duecentocinquanta dell’Astm, millecinquecento dell’Imnsi, trecentocinquanta della Sias. Il portafoglio di Francesco Bonifazi, tesoriere del Partito democratico e braccio destro di Matteo Renzi, è tutto sommato esiguo. Ma il piatto forte è costituito dalle 105.070 quote del Monte dei Paschi di Siena che completano il quadro degli investimenti dell’onorevole dem. Un tesoretto del valore, a oggi, pari a 26.362 euro. Ma, quel che più conta, l’ennesimo tassello nel controverso rapporto tra la banca toscana e il Pd, la cui storia ha occupato le cronache politiche e giudiziarie degli ultimi anni» (Pietro Salvatori nell’aprile 2014) [Huffinghtonpost.it 14/4/2014].