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Biografia di Walther Rathenau

Berlino 29 settembre 1867 - Berlino 24 giugno 1922. Imprenditore e politico tedesco, responsabile del Dipartimento per l’approvvigionamento delle materie prime per uso bellico durante la Prima guerra mondiale, ministro degli Esteri della Repubblica di Weimar (dal 31 gennaio 1922). Ucciso da due estremisti di destra. Generalmente riconosciuto come l’ispiratore del personaggio di Paul Arnheim nell’Uomo senza qualità di Robert Musil.
• Nato in una ricca famiglia di imprenditori e banchieri ebrei (il padre Emil aveva fondato il colosso industriale Allgemeine Elektricitäts-Gesellschaft, Aeg), di formazione tecnico-scientifica, aveva già svolto numerose attività imprenditoriali e manageriali quando nel 1915, alla morte del padre, assunse la presidenza dell’Aeg, allora la più grande impresa elettrica del mondo. «Figura di primo piano della classe dirigente imperiale e dell’aristocrazia capitalistica tedesca, il suo nome figurava in un centinaio di consigli di amministrazione di industrie e di banche di tutta l’Europa (compresa l’Italia che lo ebbe, prima nel 1915, tra gli amministratori della società elettrica Edison)» [JJ]. Uomo di raffinata cultura, scrisse numerosi testi filosofici, di teoria della politica e di politica economica. Tentò una critica non marxista del capitalismo, ipotizzò un’imposta progressiva sulla ricchezza, l’abolizione dei diritti di successione, una produzione sottratta alla ricerca del lucro e adattata ai bisogni. Nel primo anno del conflitto ebbe un ruolo chiave negli sforzi operati dalla Germania per sostenere la produzione economica malgrado il blocco navale britannico. A causa delle sue origini ebraiche fu poi costretto a lasciare, nel giugno 1915, l’ufficio che era stato creato su sua proposta. Si oppose all’armistizio, invocando nelle ultime settimane di guerra un’impossibile resistenza a oltranza.
• Terminate le ostilità, fu tra i fondatori del Partito democratico tedesco. Partecipò alla Conferenza di pace, criticò la firma del Trattato di Versailles ma come ministro della Ricostruzione, nel 1921, sostenne la necessità di rispettare gli obblighi del trattato come parte di uno schema generale di ricostruzione europea. Da ministro degli Esteri negoziò con l’Unione Sovietica il Trattato di Rapallo, che ristabilì le relazioni diplomatiche ed economiche tra i due paesi. Fu assassinato da chi vedeva in lui un ebreo filo-bolscevico oltre che un simbolo della Germania che dopo la guerra aveva perso anche la pace. Il 27 giugno 1922, giorno del funerale solenne al Reichstag, la Germania si fermò per uno sciopero generale. Per protesta contro il suo assassinio, più di un milione di persone sfilarono a Berlino.