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Biografia di Giacomo Di Girolamo

• Roma 25 giugno 1960. Avvocato. Nel 2008 eletto al Senato col Pdl nella circoscrizione Europa. Ottenne 25mila voti. Il gip di Roma Luisanna Figliolia (vedi) ne ha poi chiesto l’arresto alla Giunta delle Immunità parlamentari con l’accusa di aver «ingannato gli elettori (la residenza in Belgio sarebbe successiva alle elezioni, avrebbe pure fornito un indirizzo inesistente) e aver corrotto con una scatola di sigari un funzionario consolare». Sua difesa: «Sono assolutamente tranquillo perché in grado di documentare la mia estraneità alle accuse che mi vengono mosse».
• Nel settembre 2008 il Senato non concesse però l’autorizzazione all’arresto. Emersero poi rapporti d’affari con la ’ndrangheta da alcune intercettazioni con Gennaro Mokbel, imprenditore legato all’omicida del boss della Magliana Enrico De Pedis. In Germania la ’ndrangheta di Crotone aveva collaborato a taroccare le schede che servivano per la sua elezione. Di Gennaro e Mokbel furono accusati per la truffa carosello dell’Iva nell’indagine Fastweb-Telecom. Tra gli atti dell’inchiesta ci furono anche delle intercettazioni che avevano per oggetto affari con Finmeccanica.
Di Girolamo rassegnò le dimissioni il primo marzo 2010 e fu condannato per riciclaggio a cinque anni di reclusione e alla restituzione di 4,2 milioni di euro.
• A Rebibbia «ogni mattina leggo quattro quotidiani, li divoro, poi un libro e mezzo al giorno. Ma non scrivo mai, non ci riesco neppure a mia moglie. Mi angoscia scrivere dal luogo in cui mi trovo, nella condizione in cui sono. Imprigionato in questa cella, pensando ai quegli indimenticabili giorni passati al Senato».
• Detto "er fattura" (Simone Filippetti, Il Sole-24 Ore 9/3/2010).
• Sposato, due figli.