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Biografia di Giuseppe Taddei

• Genova 26 giugno 1916 – Roma 2 giugno 2010. Baritono. Una carriera di 4.500 serate con 150 titoli diversi. «Ho cantato di tutto. L’ultima recita lirica in teatro l’ho fatta nel 2002 in Giappone». Nel 2007, a novant’anni compiuti, si è esibito ancora nella sua città, con alcune arie. Direttore artistico per alcuni anni della stagione lirica estiva di Massa Marittima (Grosseto).
• Accompagnato a Roma dalla sua maestra di musica delle elementari, fu ammesso a una scuola di canto, nonostante non avesse ancora l’età, grazie all’interesse del direttore d’orchestra Tullio Serafin: «Fu lui il mio grande maestro». Debuttò nel 1937 in Lohengrin in una stagione estiva del Teatro Carlo Felice realizzata allo stadio Marassi. Apprezzato in Mozart, nel repertorio verdiano e in quello veristico, il suo nome è fortemente legato a Falstaff: «Voce piena, tonda, morbida nell’emissione. Ma è soprattutto col fraseggio da artista già grandissimo e di riconoscibile personalità, nella propria varietà d’accento in nulla debitrice ai modelli allora in voga, che Taddei compone un personaggio imponente, straripante di quella forza vitale capace d’irradiare una simpatia straordinariamente comunicativa» (Elvio Giudici a proposito di un Falstaff allestito nel 1950 a Torino e fissato su disco).
• «Falstaff per me è importantissimo, ma io amo un altro grande personaggio verdiano che mi lega alla mia città, Simon Boccanegra. L’ho sempre sentito mio, credo che avrei potuto cantarlo anche a 15 anni, tanto era nelle mie corde» (da un’intervista di Roberto Iovino). Memorabile, fra gli altri, il suo Simone con la direzione di Claudio Abbado a Vienna nel 1991, quando aveva 75 anni.
• «Artista di notevolissima statura: cantante-attore, non solo cantante. Simon Boccanegra e Macbeth di primo piano, fu tra gli ultimi a cantare Wagner in Italiano. Era molto versatile: questo spiega la sua fortuna in Austria. Forse mostrava qualche limite vocale, ma per il resto aveva tutto: un interprete straordinario» (Giorgio Gualerzi).
• «Giuseppe Taddei, Peppino per gli amici, è senza alcun dubbio il più simpatico, estroverso, esuberante, “pazzo”, genuino collega che abbia incontrato... Ha sempre sprizzato positività da tutti i pori, allegro, vivace, facile alla battuta, sornione all’occorrenza. Quando lo si sente raccontare, sempre a tavola davanti a piatti enormi di pastasciutta, i casi della sua carriera e delle sue scorribande sentimentali, non si può fare a meno di sbellicarsi dalle risate» (Enzo Dara).
• Abitava da anni a Roma, «ma ho la mia città sempre nel cuore». Tifoso del Genoa.