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Biografia di Gigi Rizzi

• (Luigi) Piacenza 23 giugno 1944 – Saint Tropez 23 giugno 2013. Playboy. Celebre la sua relazione con Brigitte Bardot nell’estate del ’68. «Playboy era una parola magica negli anni Sessanta, un titolo che dava un vantaggio indiscusso sui comuni mortali, la patente per circolare su piste esclusive vietate alle masse».

• «Era il 1968, e io me lo giocavo a piedi nudi ballando sui tavoli per piacere, per conquistare, immaginando che non sarebbe mai arrivato domani. Avevo 24 anni, in terra di Francia mi sentivo un moschettiere: bevevo micidiali “cointreau” con Johnny Holliday e giocavo a calciobalilla con Gilbert Becaud nei pomeriggi di place Delice, poi rapivo qualche amica sulla spiaggia di Pampelonne e aspettavo il tramonto come un bambino. Ero fidanzato con la notte» (da un’intervista del Corriere della Sera).

• Sulla storia con la Bardot scrive Giangiacomo Schiavi: «È difficile capire oggi la portata di una conquista che diventò un caso nazionale, con quell’italiano a piedi nudi e la bandana sulla fronte sequestrato dalla donna più bella e più attraente del tempo, simbolo della femminilità e della seduzione, un sex symbol, in anni in cui faceva scandalo un semplice bikini. Ma quella love story fece il giro del mondo, come il tricolore issato sulla Madrague, l’inaccessibile villa dell’attrice simbolo di Francia e venne vissuta come riscatto nazionale, al pari dei gol di Gigi Riva e del pugno mondiale di Benvenuti. Non aveva i miliardi di Onassis e non offriva gioielli di Cartier, Gigi Rizzi, ma una generazione ha tifato per lui e con lui ha pensato che l’impossibile non esiste». [Corriere della Sera 25/6/2013]

• «Gigi Rizzi aveva appena 26 anni ma era già un mito per i suoi abbordaggi favolosi con attrici e modelle, si faceva vedere a Saint-Tropez con Nathalie Delon e un mese dopo stava a Roma con Dominique Sanda, passava da Fiona Lewis a Magda Konopka e girava La donna invisibile (Spinola 1969) con Giovanna Ralli e Carla Gravina».

• Forte della sua fama aprì poi a Milano una discoteca come in Italia non se ne erano ancora viste, il Number One. E poco dopo aprì un Number One anche a Roma: nel ’73 il locale dei vip, fu chiuso per l’ingente quantità di coca trovata nelle toilettes. «Tiravano tutti, e io con loro in quei giorni beati e maledetti, attorno a noi la polvere bianca era come la nuvola radioattiva di Cernobyl, ti contaminava dentro e fuori», ricorderà, rievocando gli interrogatori cui lo sottopose il giudice Squillante.

• «Si mise alla prova come attore, recitando in film non memorabili come Ettore lo fusto ma anche in Roma bene di Lizzani. Fu per disintossicarsi – a un passo dal suicidio – ma anche per sottrarsi al suo personaggio, che a metà Anni ’70 cominciò una nuova vita in Argentina, da imprenditore agricolo e proprietario di mandrie. Si è sposato con Dolores Mayol, ha avuto tre figli, è tornato a vivere nella sua Liguria, ha firmato una linea di abbigliamento sportivo; ha inciso un cd. Non si è negato nulla: ha pure partecipato al reality La Fattoria, nel 2004 e nello stesso anno ha pubblicato la sua autobiografia, Io, BB e l’altro ’68». [Laura Laurenzi, la Repubblica 25/6/2013]