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Biografia di Giovanni Antonino

• Brindisi 24 giugno 1958. Politico. Ex sindaco di Brindisi (1997-2003: eletto nelle liste del Polo, passò subito col centrosinistra). • «La notte dell’ultimo dell’anno del 1999, invitò a Brindisi un extraterrestre. L’iniziativa venne presa con regolare atto deliberativo della giunta, in cui si ricordava “la veste di terra di frontiere” di una “città multietnica”. Si installò un palco dotato di varie strumentazioni spaziali, ma il marziano non arrivò malgrado qualche migliaio di brindisini fosse rimasto in ostinata attesa dell’evento storico, o almeno della goliardata» (Mattia Feltri). 
• Arrestato varie volte, nel 2003 con l’accusa di attuare «strumentalizzando il proprio potere, una gestione del tutto privatistica e dispotica della cosa pubblica, concertava con i pregiudicati, pilotava gli appalti», nel 2007 con l’accusa di aver preso tangenti dalla “British Gas” (il cosiddetto “scandalo del rigassificatore”). Coinvolto anche nell’inchiesta sul villaggio turistico di Acque chiare edificato da Vincenzo Romanazzi, secondo gli inquirenti avrebbe intascato una mazzetta da 150 mila euro. Intanto, a maggio 2008, arriva lo sfratto per i vip che abitavano il complesso turistico. 
• Nel luglio 2011, dalla sua pagina Facebook (600 fan), annuncia di volersi ricandidare a sindaco con la “Lista Spartaco”: «Ho scelto di identificarmi in Spartaco e nel suo anelito di libertà e di giustizia e questo sarà il nome della mia Lista. Spazzerò via la Casta che pensava di avermi distrutto, la vecchia politica fatta di interessi di pochi, il notabilato che gioca con le sorti di Brindisi, e ridarò una speranza alla mia città». La sua corsa alla poltrona di primo cittadino finisce prima di cominciare perché a settembre la Corte dei conti di Roma lo condanna in via definitiva al pagamento di 2.111.988 euro, per danno di immagine al comune di Brindisi, a causa degli illeciti commessi quando era sindaco. Nell’agosto 2012, siccome Antonino non ha ancora versato un euro, la giunta comunale, all’unanimità, firma una delibera con cui, per il recupero dei 2,1 milioni di euro, passa alle vie legali.