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Biografia di Alfredo Ambrosetti

• Varese 25 giugno 1931. Economista. Ha fondato nel 1965 lo Studio Ambrosetti (The European House Ambrosetti, che conta oltre 50 dipendenti, ha 6 sedi in Italia e controlla 2 società all’estero, 26,7 milioni di ricavi e un utile netto di 2,3 milioni nel bilancio del 2013), consulente di molti gruppi e imprese multinazionali e nazionali. Ha fondato a Cernobbio un importante Forum. «Il padre del seminario che dal 1975 riunisce sulle rive del Lago di Como chi fa leggi e chi dirige le aziende, i pensatori più brillanti e i ministri attuali o futuri, in Italia come a Bruxelles» (Ugo Bertone).
• «L’idea del forum si dice che sia nata in treno fra Verona e Milano nel novembre del 1974 in una discussione tra il cavaliere Alfredo Ambrosetti e lo scienziato Umberto Colombo. Le prime edizioni, a dire la verità, non ebbero un gran successo. Poi l’idea decollò tanto che leggenda vuole che il ministro democristiano Beniamino Andreatta chiamando una volta Ambrosetti al telefono gli disse: “Carissimo ti annuncio che oggi è nato il governo Ambrosetti”. All’inizio tutti quelli che arrivavano a Cernobbio erano ospiti pagati da Ambrosetti. Nessuno sborsava di tasca propria come si fa adesso. Un bagno di sangue, lo definirà lo stesso fondatore. Ma i dibattiti già allora avevano tra i relatori il cuore dell’establishment mondiale, dallo stesso Mario Monti a Romano Prodi. E poche cose, a distanza di quasi 40 anni, sembrano esser cambiate da quella fine degli anni Settanta» (Lidia Baratta) [Ink 8/9/2012].
• «Oggi il pagante può assistere a tutti gli eventi, con speaker blasonati e internazionali, rigorosamente a porte chiuse, mentre il non pagante (cioè il giornalista) attende nei giardini patrizi che qualcuno esca, per strappare un’intervista o un “a margine”. Nel mezzo tra il pagante e il non pagante, il limbo di uffici stampa e pr che godono di tariffe agevolate e fanno il loro lavoro di lobbying: perché qui “si fa lobbying: è tutto qui il successo del forum”, dice un non pagante. Mentre si attende tra gli augusti specchi e stucchi del villa d’Este, già residenza di Carolina di Brunswick consorte del principe di Galles, si fa più che altro vip watching: una volta si guardava soprattutto in alto, attendendo l’Avvocato dal cielo, fino all’eliporto privato dell’hotel; Umberto Agnelli invece venne una volta in Panda, per fare il minimalista: non fu riconosciuto, fu bloccato. Altri eventi memorabili: nel 2008 Abu Mazen per rispettare il Ramadan si fece trasportare da un barchino in mezzo al lago, per saltare il pranzo peccaminoso in terrazzo. Oggi qualcuno cerca George Clooney, che sta girando proprio in questi giorni a Cernobbio l’ultima serie dei suoi spot per il caffè. Poi verrà sostituito, da un attore più giovane. I veri vip in realtà ci vogliono stare meno tempo possibile: Agnelli arrivava pochi minuti prima dei suoi speech e trasvolava immediatamente; dieci anni fa invece Silvio Berlusconi arrivò in elicottero e subito ripartì alla volta delle vicine isole Borromee dove si celebrava il matrimonio tra John Elkann e Lavinia Borromeo. (…) Per il resto, qui nella Sanremo dell’economia le giornate scorrono placide: eleganti camerieri in livrea annunciano l’inizio delle sessioni di lavoro, che sono fittissime e partono presto la mattina, con dei giganteschi gong, suonati dal personale come in Downton Abbey quando sono pronti i pasti. Ma qui i gong sono più grandi, e spesso il rumore dello strumento bronzeo impalla e sovrasta le voci degli intervistati nelle interviste, spesso da rifare. Il gong è anche l’ossessione di paganti e non paganti: il primo giorno il gong è rispettatissimo, nei giorni seguenti sempre meno, fino a una sindrome da ultimo giorno di scuola: la domenica finale, del gong se ne fregano tutti, il super guru e il banchiere di provincia, nessuno ha più voglia di stare lì dentro a sentire le profezie internazionali, si vuole soprattutto socializzare e cazzeggiare» (Michele Masneri) [Fog 6/9/2014].