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Biografia di Andrea Monorchio

• Reggio Calabria 24 giugno 1939. Economista. Presidente della Consap (Concessionaria servizi assicurativi pubblici Spa). Ex presidente della Infrastrutture spa (nel 2006 era al quarto posto tra i manager più pagati dallo Stato, con 3,1 milioni di reddito). Dal 2011 presidente di Micoperi Marine Contractors e vicepresidente della Banca Popolare di Vicenza. Presidente dei collegi sindacali di Fintecna, Telespazio, Salini ecc. Consulente in Italia di Dresdner Kleinwort, banca d’affari del gruppo Allianz. Ordinario di Contabilità di Stato presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Siena, docente di Economia della spesa pubblica alla Luiss. Ex ragioniere generale dello Stato (1989-2002). Ha fondato con Pietro Maria Tantalo e Carlo D. Mottura la società di advisoring Mtm (consulenza sui derivati). «Mai e poi mai ho avuto partigianerie politiche».
• «Nella lunga permanenza alla Ragioneria generale dello Stato, ben tredici anni passati nell’ala nobile di via XX Settembre, alle prese con i segreti del bilancio pubblico, l’inflazione, le manovre, i “buchi”, le Finanziarie, le richieste di allargare i cordoni della borsa, gli assalti alla diligenza, ha continuamente fatto lo slalom tra 11 governi e ben 10 ministri del Tesoro. E ha sempre inteso la Ragioneria come una entità “autoreferenziale, tipo l’Arma dei Carabinieri o la Banca d’Italia”, il segno di una “appartenenza”. Ce lo mise Andreotti, nell’89; lo ha poi spostato Tremonti nel 2002, per mandarlo a Infrastrutture Spa. Promosso o rimosso? In mezzo ha fatto in tempo a vivere da comprimario il crollo del Caf (l’alleanza tra Craxi-Andreotti-Forlani che dominò negli anni Ottanta - ndr), la transizione tecnica di Amato e Ciampi, l’arrivo di Berlusconi, il governo Dini, l’Ulivo di Prodi, la fine del centrosinistra. Ha visto l’Italia sull’orlo del baratro e poi risanarsi. Si è trovato a fronteggiare la rivoluzione monetaria dell’euro, cioè il più incredibile cambio di prospettiva che possa mai toccare ad un contabile, cifre a nove zeri, talvolta persino difficili da pronunciare, improvvisamente diventate più asciutte, più “pesanti”» (Elena Polidori).
• Nel dicembre 2006 si dimise dalla presidenza di Banca Impresa Lazio, controllata al 40% dalla Regione Lazio, perché i tre assessori regionale, provinciale e comunale al Bilancio avevano criticato la banca regionale.
• Sposato con la pittrice danese Gitte Thune Andersen.