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Biografia di Angela Luce

• (Angela Savino). Napoli, 3 dicembre 1938. Cantante e attrice di teatro e cinema.
• Dopo essersi fatta apprezzare in svariate manifestazioni di piazza e feste private, assume il nome d’arte – registrato con tanto di atto notarile – in omaggio a Clara Booth Luce (1903-1987), commediografa e ambasciatrice statunitense in Italia dal 1953 al 1957. Il debutto ufficiale avviene nel 1954 alla Festa della canzone napoletana di Piedigrotta con la canzone Zì’ Carmilì. Si dedica poi al teatro, entrando a far parte della compagnia De Filippo. Pare che Eduardo, la prima volta che se la trovò davanti, disse solo: “Fatele il contratto, questa qui non ha bisogno di provini”.
• «Ho scelto questo lavoro con amore e per amore. E ho cercato di imparare: perché non ho mai sopportato le imitazioni, che sono surrogati. In ogni personaggio l’attore deve portare se stesso».
• Nel 1970 prende parte a quello che sarà l’ultimo Festival di Napoli, e viene censurata. Il testo del brano’O divorzio non è gradito ai dirigenti Rai dell’epoca. Il divorzio è ancora argomento tabù e tra i versi cantati ce n’è uno particolarmente ardito: “Appena ’a legge approveno, cchiù allero aggia campà…i’ voglio divorzià”. Il socialdemocratico De Feo, della Commissione vigilanza Tv, li modifica in “appena ’a legge è pronta…me voglio risposà”. La canzone conquista comunque un onorevole secondo posto, diventando assai popolare. Nel 1975 è ancora seconda al Festival di Sanremo con il brano Ipocrisia. «Dotata di una voce pastosa e molto estesa, ricca di sfumature e sobria nella modulazione, spazia dal repertorio drammatico a quello più leggero, sempre di impronta popolare e passionale, cui a volte difetta un eccesso di teatralità, sia nella mimica sia nel ghirigoro vocale» (Il dizionario della canzone italiana).
• Da ultimo vista in Passione, il documentario musicale con il quale John Turturro ha voluto dichiarare il suo amore per la città di Napoli cercando di catturarne l’essenza attraverso la canzone napoletana e i suoi interpreti.
• Nel 2005 è stata la zitella Suntina Ricci nel film La seconda notte di nozze di Pupi Avati «Quando ho incontrato Pupi Avati mi ha detto: “Lei è troppo giovane e troppo bella per questo ruolo”. Gli ho risposto: “Nel film L’amore molesto di Mario Martone mi hanno invecchiata molto e ho preso, come miglior attrice non protagonista, il David di Donatello e la nomination per la Palma d’oro a Cannes” (nel 1995 - ndr). Non mi sembrava di averlo convinto e mi ero rassegnata. È accaduto tutto rapidamente, poco dopo. Mi ha convocato e spiegato quello che voleva con una tale semplicità... Avendo una buona dose di teatro alle spalle, ho fatto miei i suoi garbati insegnamenti e l’ho accontentato».
• Ha lavorato con Totò (era per esempio la cameriera procace del film Signori si nasce, 1960), Luchino Visconti, Pier Paolo Pasolini, Dino Risi, Luigi Zampa, Steno, Luigi Comencini, Giuseppe Patroni Griffi... Nel 1973 ha interpretato Ines Corallo nel film Malizia di Salvatore Samperi. Una volta Giorgio Strehler la fece chiamare per sostituire un’attrice, e lei rispose: «Sarei onoratissima di poter aggiungere il suo nome al mio modesto curriculum, ma le sostituzioni non le faccio. La parte, anche di due battute, deve nascere con me».
• Per quali interpretazione vorrebbe essere ricordata fra 50 anni? «Anzitutto per quella di So’ bammenella ’e coppe ’e quartiere in Napoli notte e giorno di Raffaele Viviani, regia di Patroni Griffi. E per il ruolo che ho interpretato in L’amore molesto. Troppe cose dovrei citare... Sono stata anche la protagonista dell’operetta Al cavallino bianco dove ero bellissima e, dicono, bravissima: ballavo, cantavo, recitavo…. Io non ho studiato ballo, non ho studiato canto, non ho studiato dizione. Purtroppo, non ho studiato niente. Ho la quinta elementare. Sono un’autodidatta. Ma mi piace leggere, imparare, capire... Sono una spugna: assorbo tutto» (a Panorama).
• Nel dicembre 2008 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie Momenti di… Luce (Guida).
• Il 3 aprile 2013 il Comune di Napoli, per celebrare i suoi sessant’anni di carriera, ha organizzato un concerto in suo onore al Teatro Marcadante.
• «Aggressiva e imbarazzante come la faccia vera di Napoli» (Giuseppe Patroni Griffi).
• Ha due desideri inappagati: «Recitare Filumena Maturano, avere un figlio. Ormai è tardi per l’una cosa e per l’altra. Eduardo mi mandò a dire che l’avrei recitata benissimo. Se fosse vivo, oggi farei Filumena. La mancanza di un figlio è compensata da quattro nipoti (i figli di mio fratello), quattro pronipoti e due bambini che ho adottato a distanza. Ho dieci figli!».