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Biografia di Wilma Labate

• Roma 4 dicembre 1949. Regista. Prima qualche regia televisiva, poi, negli anni Ottanta, alcuni documentari industriali. Tra i suoi film La mia generazione (1996) che vinse una Grolla d’oro come miglior film dell’anno e fu candidato italiano nella corsa agli Oscar 1997, e Signorina Effe (2007), presentato al Torino Film Festival e centrato sugli scioperi in Fiat del 1980 e sul corteo dei 40.000 (vedi Luigi Arisio). La “effe” del titolo è la Fiat e la sconfitta operaia è rappresentata attraverso la storia d’amore tra un operaio (Filippo Timi) e un quadro (Valeria Solarino) che alla fine gli preferisce un dirigente (Sergio Gifuni). Nel gennaio 2011, dopo il referendum di Mirafiori, commentò: «Emma, l’impiegata, avrebbe votato sì. Sergio, l’operaio, no» (ad Antonia Jacchia) [Cds 17/1/2011].
• In un’intervista del 2001 disse che nel suo cinema c’è «quella che io chiamo “orfanite”, il senso della perdita che almeno una volta nella vita ognuno di noi sente (...) Trovo che la solitudine, come sentimento astratto, sia una “roba” da cui può scaturire tutto un raggio di altre emozioni molto intense».
• Coautrice, insieme a Fausto Bertinotti, del libro-conversazione Il ragazzo con la maglietta a strisce (Aliberti 2005) in cui il leader politico racconta la propria vita.
Ha firmato l’appello lanciato da Cinecittà Holding contro la pena di morte.
• Sceneggiatrice del film La pecora nera (Celestino Ascanio 2010).