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Biografia di Marina Doria

• (Ricolfi) Ginevra (Svizzera) 12 febbraio 1935. Figlia di un imprenditore, ex campionessa di sci nautico (quattro titoli mondiali, dodici europei, ventitré svizzeri), nel 1971 sposò in Iran Vittorio Emanuele di Savoia, conosciuto al Club nautico di Ginevra (si erano già sposati con rito civile nel ’69, a Las Vegas). Nel 1972 ebbero Emanuele Filiberto.
• «I suoi tailleur pantaloni, gessati e no, griffati Gai Mattiolo, la rendono più simile a una donna manager che a una principessa. Il suo chignon con mèches a banda larga è quello delle mamme, o meglio delle nonne, che tutti amiamo. I gossip di palazzo la vogliono desnuda dormiente, come una Maya tutta nostrana. Ma Marina nella sua umanità, nella sua algida compostezza, e soprattutto negli sguardi preoccupati con cui segue ogni sortita degli uomini di casa sua, vince» (Alfonso Signorini).
• «Volto indurito dal bisturi, tono di voce secco come un cassetto chiuso col ginocchio, Marina sembra rappresentare, per la gente comune ma anche per quella di potere, l’incubo sado-maso della governante inflessibile, della mamma severa, dell’insegnante sadica, dell’aguzzina religiosa, dell’infermiere che annuncia “adesso vieni qui che mettiamo la supposta!”» (Roberto D’Agostino).
• Dopo i guai in cui precipitò il marito per l’inchiesta del giudice Woodcock, la cognata Maria Gabriella di Savoia l’attaccò: «È interessata al denaro, non le basta mai, venendo da una famiglia di imprenditori falliti voleva sempre di più. In lei c’è una forma patologica» (a Ludina Barzini). Difese il marito anche dalle parole che nelle intercettazioni ne rivelavano le intemperanze sessuali: «Dopo 45 anni insieme, può succedere... È una piccola cosa, via. Ma non ho mai saputo nulla di specifico».